L’Italia inaugura la presidenza della Strategia Ue per la regione Adriatica e Ionica
Alla presenza dei ministri Tajani e Foti, del Commissario Fitto e del segretario generale dell’iniziativa, ambasciatore Castellaneta, si è tenuta una plenaria per l’anno di mandato italiano nell’ambito di EUSAIR. Al centro dell’agenda cinque pilastri: blue economy, connettività, tutela del sistema marino, sviluppo del turismo sostenibile e coesione sociale
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Partita ufficialmente la presidenza italiana dell’Iniziativa Adriatico-Ionica (IAI) e della Strategia UE per la Regione (EUSAIR): un appuntamento in cui sono state tracciate le tabelle di marcia, gli obiettivi e le priorità di un mandato che accompagnerà l’Italia fino a maggio 2027. Roma assume la guida della Strategia in un momento delicato per l’area, segnato dall’intreccio di profonde trasformazioni geopolitiche, dall’accelerazione della crisi climatica e dalla pressione sugli ecosistemi, ma anche da una spinta all’allargamento tornata con forza al centro dell’agenda Ue. L’EUSAIR è una delle strategie macroregionali dell’Unione pensate per rafforzare la coesione economica, sociale e territoriale, e mette attorno allo stesso tavolo dieci Paesi: Croazia, Grecia, Italia e Slovenia come Stati membri, Albania, Bosnia ed Erzegovina, Montenegro, Macedonia del Nord e Serbia come paesi candidati, oltre a San Marino. Al centro dell’agenda ci sono cinque macro pilastri. La blue economy, collegata alle attività legate allo sviluppo della governance marittima, alla gestione della pesca e delle risorse marine. La connettività sia lungo la filiera dei trasporti che dell’energia. Il terzo pilastro è la tutela del sistema marino e la riduzione delle diverse forme di inquinamento. Il quarto pilastro è lo sviluppo del turismo sostenibile. Infine, la coesione sociale con particolare attenzione all’occupazione giovanile.
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Che cosa è EUSAIR
Il meccanismo di governance multilivello su cui si regge la Strategia coinvolge autorità nazionali, società civile, mondo accademico, imprese e giovani, in un lavoro corale volto a darne attuazione concreta. All’incontro inaugurale, tenutosi lo scorso martedì 28 luglio, erano presenti vicepresidente esecutivo della Commissione europea e commissario per la politica regionale e di coesione, Raffaele Fitto, il ministro per gli Affari europei, Tommaso Foti, il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, il segretario generale della IAI, ambasciatore Castellaneta, il segretario generale di Unioncamere Giuseppe Tripoli e il Governing Board dell’EUSAIR, oltre ai rappresentanti amministrativi dei paesi membri, agli ambasciatori italiani nei rispettivi Stati, ed altri esponenti della Commissione europea e dell’Autorità di gestione dei programmi di cooperazione territoriale europea dell’area.
Il valore crescente della Strategia è stato ribadito da Raffaele Fitto, che ha commentato come «il tema della capacità di affrontare le disparità territoriali, di mantenere il profilo e i principi della politica di coesione è quanto mai fondamentale proprio perché questa strategia si caratterizza con un maggior numero di Paesi partecipanti non membri dell’Unione europea, con i quali uno dei percorsi fondamentali è quello di costruire all’interno del tema dell’allargamento il rafforzamento della capacità amministrativa, il rispetto dello stato di diritto».
Le priorità della presidenza di turno
Il documento diffuso dall’EUSAIR sul programma della presidenza italiana individua quattro priorità principali: integrazione europea e rafforzamento della capacità amministrativa regionale; connettività, sicurezza e integrazione dei territori; coesione sociale, culturale e demografica; rafforzamento delle catene del valore e della rete delle PMI ai fini della coesione territoriale. Nel corso del mandato, l’Italia punta inoltre a promuovere la firma di un Memorandum d’intesa tra i ministri competenti per i fondi europei dell’EUSAIR, con l’obiettivo di facilitare il dialogo politico e accelerare il raggiungimento degli obiettivi prefissati. Michele Palma, il capo Dipartimento per le politiche di coesione, ha dichiarato che «la nostra azione sarà quella di aumentare la sensibilizzazione nei confronti dei gestori dei programmi per finanziare le idee concrete che verranno fuori dal dibattito della presidenza italiana», ha concluso, «Questa è la concretezza del nostro programma delle attività della presidenza italiana».
I lavori per l’allargamento
L’agenda della nuova presidenza appare dunque da subito segnata da un’attenzione marcata proprio al tema dell’allargamento: l’obiettivo dichiarato è colmare il divario tra Stati membri e Paesi candidati, lavorando al tempo stesso sul fronte della connettività - dalle reti di trasporto ed energetiche fino alla riduzione delle disuguaglianze socioeconomiche - per sostenere la competitività dello sviluppo regionale. Gli obiettivi della presidenza italiana si intrecciano direttamente con tale spinta, come emerso più volte negli interventi della giornata, in un contesto che quest’anno conferisce all’Iniziativa Adriatico-Ionica un peso politico ancora maggiore. «L’adesione dei Balcani occidentali nell’Unione» potrebbe essere «il tema politicamente più rilevante», ha dichiarato Tommaso Foti, aggiungendo che si tratta di una priorità che «l’Italia ha sicuramente ben presente e che in ogni consesso ha rappresentato con estrema chiarezza». Sulla stessa linea Antonio Tajani ha definito la Strategia Ue per la Regione Adriatico-Ionica «uno strumento importante per promuovere la cooperazione, la crescita, il benessere di una regione prioritaria per il governo», sottolineando come i Balcani rappresentino una «parte integrante della nostra politica estera».

