Altri interventi

Ecco quello di Marcello: qui
Ecco quello di ABC: qui


Leggete.
E commentate!!!


L'incontro del giorno 5 aprile a Venezia

Credo che presto saranno disponibili le introduzioni di Balbo, Cecchini e Pasqui e un beve resoconto della discussione e delle proposte finali.
Non eravamo tantissimi,. cinquanta al momento culminante. ma la discussione è stata ricca, appassionata e caotica; è stata anche informale e dispersiva.
Mi pare che l'approccio si stato saggio e prudente.
In questo blog, ora abbiamo un forum che è più maneggevole.
Mi pare sia sta una bella giornata.
Ci pare questo un approccio giusto, prudente, inclusivo, riflessivo.



Un parere del Prof. Las Casas


25 marzo 2013
Caro Marcello e cari tutti,
un imprescindibile impegno accademico mi impedisce di essere a Venezia, come avrei voluto.
Sono veramente preoccupato di come stiano andando le cose e mi sembra di non cogliere l’emergere di una convinta volontà a riformare gli approcci tecnici e scientifici che, a me, viceversa sembrerebbe cosa indispensabile.

Abbiamo continuato negli anni a coltivare una sorta di autoreferenzialità che ci confina al di fuori degli ambienti scientifici che da molti lati premono spesso anche legittimamente per dire la loro sui temi del governo del territorio.
Mentre invece la decisione pubblica richiede argomentazioni robuste, confrontabili a tutti i livelli.
È vero che esiste la ricerca progettuale e che essa ha piena cittadinanza e anche una grande urgenza, però questo non esclude il dover tendere ad una seria adesione ai metodi della ricerca scientifica sia che si tratti di innovazioni teoriche o metodologiche e strumentali sia che discuta di un documento di piano.
E su questo la esperienza di altri settori disciplinari dovrebbe essere presa in conto.
Infine penso che, ove questa istanza di rinnovamento fosse condivisa, dovremmo entrare nell'ordine di idee che essa richiede tempi anche lunghi, ma che si tratta di preparare il terreno per nuove  e meritevoli generazioni che non possono essere educati né possono crescere se non sull'esempio della ricerca approfondita.

Infine una proposta:
In questi giorni 5 colleghi sono impegnati  in un’esperienza che non so come definire: valutare in pochi mesi migliaia di prodotti scientifici!
Qualunque possa essere il loro comportamento decisionale, non credo che sia intelligente ignorare quanta utile informazione ne possa derivare e come, allora, sarebbe indispensabile porre loro al più presto possibile - e nel pieno rispetto della loro funzione,  la richiesta di condividere in termini problematici difficoltà, tassonomie, aspettative che un impatto con una così cospicua produzione possa aver prodotto.
Grazie e buon lavoro
Giuseppe Las Casas

Ps. In questo momento non ritengo interessante né realistico pretendere che queste riunioni rivestano ruoli di rappresentanza in grado di esprimersi all'esterno. Certamente ci arriveremo, ma ben altre esigenze si pongono a questo fine.

Alcune osservazioni


Dispiaciuti per non poter essere presenti a Venezia per sopraggiunti impegni, prendendo spunto dai temi caratterizzanti il prossimo incontro, vorremmo comunque porre alla vostra attenzione alcune schematiche riflessioni seppure apparentemente assiomatiche.

-         Operare per chi: per il territorio nelle sue differenti declinazioni fisiche e sociali.
-         Operare per cosa: per ri-orientare la “politica” verso la concretezza, mantenendo sempre vivi i “gradi di libertà” che caratterizzano ogni disciplina e in primis quella afferente alla pianificazione territoriale.
-         Operare come: ritrovando il giusto mezzo tra costruzione delle conoscenze, presupposto essenziale ed imprescindibile, e progetto, anche al fine di definire scenari programmatici strategici maggiormente efficaci in termini di “valutazione” delle eventuali variazioni.

-         Formazione di chi: nuove generazioni capaci di produrre un cambiamento graduale e orientato a garantire una maggiore compatibilità tra politiche ed interventi, in grado di dare effettive riverberazioni territoriali di sviluppo.
-         Formazione per chi: pubblico e privato, con l’obiettivo di acuire un maggiore dialogo produttivo tra gli stessi e una consapevole responsabilità dell’uso del territorio.
-         Formazione come: corsi volti al superamento del “tecnicismo” fine a se stesso, all’incentivazione dell’osmosi tra sapere scientifico e pratica comune, variegata sia in termini di differenziazioni territoriali “dimensionali” che “culturali”, anche al fine di individuare possibili punti di ricucitura tra politiche e pratiche, strumenti ed attività pianificatoria reale.

Tali riflessioni sono il risultano di interrogativi che da sempre interessano la nostra disciplina, ma che di fatto non trovano una risposta univoca (questo non costituirebbe un problema, se non fosse che l’univocità spesso incide sulla coerenza delle verifiche in campo): il piano, per come concepito e soprattutto praticato, ha ancora senso? Codificare i processi, per poterne poi verificare i reali risultati, ed eventualmente definire adeguati feedback di rimodulazione, serve? Potrebbe aiutare una legge urbanistica nazionale rinnovata, che permetta altresì alle differenti leggi regionali di trovare un riscontro formale, pur nella loro libertà di “espressione” locale?

L’incertezza dell’oggetto verso cui operare, prima ancora dell’identità del soggetto da formare, trova il suo riflesso anche nella “discussione politica” che orienta sempre più spesso la questione pianificatoria esclusivamente su questioni di mercato (pur mantenendo questioni generalizzate ormai di uso comune ed evidentemente troppo “condivise” per poter essere trascurate, tra cui la sostenibilità ambientale e le trasversalità ad essa connesse), tralasciando la valorizzazione e lo sviluppo di pratiche locali volte ad incrementare una visione globale adeguata e realmente percorribile (sia in senso “formale” che “etico”).

Buon lavoro, a presto.

Mauro Francini
Annunziata Palermo
Maria Francesca Viapiana

Per arrivare a Ca' Tron!

Caro Bibo,
in vista della riunione di venerdì a Venezia ti chiederei di postare nel blog le indicazioni per arrivare a Ca' Tron.
Sono 2 link per arrivare a Ca' Tron da stazione e da piazzale roma.

Fammi sapere se è possibile altrimenti giro una mail a tutti.
A presto, Laura.





Incontro di Venezia

Care colleghe e colleghi,

un reminder per coloro che non avessero ancora risposto, pur essendo intenzionati a essere alla riunione della settimana prossima a Venezia.
Per poter organizzare un minimo di pausa pranzo - minimo, non preoccupatevi - abbiamo bisogno di sapere più o meno in quanti saremo.

Vi prego di farci avere la vostra conferma entro GIOVEDI' DI QUESTA SETTIMANA, IL  28, scrivendo a laura.fregolent@iuav.it, oppure stefano.munarin@iuav.it.

Macrosettore 08/F
PIANIFICAZIONE E PROGETTAZIONE URBANISTICA E TERRITORIALE
Nuove professionalità per il governo della città e del territorio: dalla globalizzazione alla crisi economica

5 aprile 2013
Ca’ Tron - Università Iuav di Venezia

Possiamo partire interrogandoci su come dobbiamo stare nel futuro del paese e come possiamo farci stare la nostra disciplina, all’interno di un contesto che la globalizzazione e la crisi hanno radicalmente cambiato, i sistemi sociale e economico ancor prima di quelli territoriali e urbani. Avendo consapevolezza del ruolo che dobbiamo svolgere come progettisti, urbanisti, pianificatori e, soprattutto, come membri di un’istituzione – l’Università – che costituisce uno degli assi su cui si fonda la crescita civile, culturale e democratica di un paese.

Programma
10.00 – 10.15
benvenuti
marcello balbo
10.15 – 13.00
operare per chi , per cosa, come
presiede e introduce
arnaldo 'bibo' cecchini

13.00 . 14.30
pausa pranzo

14.30 – 17.00
formazione di chi, per chi, come
presiede e introduce
gabriele pasqui
17.00 – 17.30
tirare le somme
se ne incarica
marcello balbo