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21 maggio 2012

Il gesto isolato

Sbaglia chi se la prende con Grillo, per le sue uscite sul blog: che il clima in Italia fosse elettrico lo pensavamo in tanti.
E le analogie col 1992 sono sotto gli occhi di tutti.
A prescindere dal "di chi è questa bomba" (o le bombe), la criminalità locale o la SCU (che nelle settimane passate ha fatto saltare l'auto di un rappresentante delll'associazione antiracket), la mafia (che non ha messo le bombe nelle scuole, ma che nel passato ha messo le bombe contro innocenti), l'eversione, dovremmo anche rispondere alla domanda del "perchè quel gesto", con un'altra domanda, "cui prodest"?


Si arriverà allo "Stringiamoci a coorte", in nome della solidarietà, come oramai chiedono tutti?
E in nome di questa solidarietà comune faremo passare sotto silenzio le riforme della giustizia (intercettazioni e responsabilità civile dei magistrati)?
Si metterà nel dimenticatoio le riforme su legge elettorale, sui rimborsi ai partiti, sulle mani dei partiti dentro le aziende pubbliche (Rai, sanità, ..)?


Infine, il gesto isolato. Leggevo ieri il post sul blog di Giannuli: iniziano a diventare un pò troppi i gesti isolati in Europa.
Gente che all'improvviso (forse) impazzisce e inizia ad ammazzare, e fa tutto da solo.



Le immagini delle telecamere hanno consegnato al popolo il frame dove si inquadra mister x (è lui l'ex militare ora indagato): se ha fatto tutto da solo, bene. Altrimenti, se ha avuto dei complici, per le bombole, per il circuito, per il cassonetto, non è più il gesto di uno sconsiderato ma qualcos'altro.



Nel frattempo, giova ricordare alcune cose:
- anche dopo le bombe del 1993, non si parlò subito di mafia (anche per le rivendicazioni della Falange Armata)
- Cosa nostra, o meglio i corleonesi, ha messo le bombe contro magistrati che erano ritenuti dalla vecchia mafia intoccabili; e dopo i magistrati le opere d'arte e il terrorismo
- Nell'estate del 1969, i fascisti di ON iniziarono la stagione delle bombe: prima sui treni, poi (nonostante le sentenze) nelle banche. Ma c'è stato anche un espisodio da citare: il fallito attentato alla scuola slovena di Trieste.
- Se non è vero come scrive Grillo che il clima si stava incattivendo, come si spiaga la nomina a sottosegretario di De Gennaro? Sembra proprio un volersi preparare a tempi peggiori ..






20 maggio 2012

L'unica cosa che possiamo dire


Sto seguendo in diretta la conferenza stampa del procuratore di Brindisi Marco di Napoli, da cui emerge che di sicuro, sulla strage di Brindisi, c'è solo che c'è una persona inquadrata dalle telecamere, che avrebbe azionato il telecomando.

Un gesto isolato? E i volantini di Mondragone, allora? Atti slegati?
Ha ragione Mantovano, che chiede di concentrarsi di Mesagne?

Sento parlare troppi apprendisti esperti di terrorismo (ieri sera su La7 era ospite la Carfagna). Meglio non fare pressioni (anche politiche) su chi indaga.

L'unica cosa certa che possiamo dire, è sulla  splendida reazione della città, e anche di tutti gli italiani che ieri hanno voluto scendere in piazza per segnare il campo. Lo Stato siamo noi.

19 maggio 2012

Le lancette indietro di 20 anni



Un caso? Tre bombe  (bombole di gpl messe in serie) scoppiano a Brindisi davanti una scuola intitolata a Giovanni Falcone e Francesca Morvillo, pochi giorni prima dell'anniversario della strage di Capaci, nel giorno in cui la carovava antimafia passa proprio da questa citta della Puglia.
Forse dietro questa strage, dietro questo episodio di terrorismo, potrebbe non esserci direttamente la mafie, forse prima di dare delle piste, servirà aspettare qualche altro indizio.
Ma non si può non ricollegare queste bombe a quelle esplose 20 anni fa in Sicilia (e in seguito anche in altre parti d'Italia).
Qualcuno vuole riportare indietro le lancette di 20 anni: le analogie col passato ci sono tutte.
Una classe politica allo sbando, un governo tecnico, la crisi economica. Interi partiti che spariscono dalle elezioni amministrative (sappiamo questo cosa significa per le mafie). E dall'altra parte la società civile, i cittadini fuori dal palazzo che chiedono qualcosa di nuovo.

Forse è troppo presto per parlare, ma in Italia è già successo che qualcuno pensasse si utilizzare le bombe per indirizzare, per spostare l'asse della politica italiana...
Una ragazza morta, 7 sono quelle ferite. Muri anneriti dal fumo, vetri delle finestre infranti, le sirene, i libri e i quaderni delle studentesse sparsi per terra. E dalle istituzioni si sente ripetere solamente che l'eversione non deve prevalere.