Leggo con fastidio la battuta di un signore che commentando la scelta di Guccini di partecipare alla manifestazione pro-Europa di domani a Roma lo irride scrivendo: “Cos’ha fatto mai Guccini nella vita a parte scrivere belle canzoni? Mica andava a salvare i feriti in guerra come Gino Strada”. Che è un commento stupido che ha preso più di cento di like. Purtroppo convivo da tutta la vita con questo pregiudizio, io come tutti coloro che pur non andando a salvare feriti in guerra provano a creare qualcosa di bello che dia gioia agli altri, i quali la danno troppo spesso per scontata. Si può essere o non essere d’accordo con le scelte politiche di Guccini, ma non gli si può dire con quella sottintesa sufficienza che nella vita ha scritto solo canzoni, come se scrivere canzoni fosse una cosa da poco. Perché, se davvero lo pensate, mi dovete anche giurare che quando state male, quando state bene, quando siete innamorati, o malinconici, quando siete sotto la doccia o andate a zonzo in auto, voi non cantate le vostre canzoni del cuore, no, voi che siete diversi non cantate niente, voi vi guardate sul telefono le foto dei feriti raccolti negli ospedali da campo di Emergency perché solo quando guardate quei feriti che vengono curati da qualcuno che non siete neanche voi vi sentite compresi, appagati e in pace con voi stessi e il mondo.
Poesie, pensieri e fotografie di Vitantonio Lillo-Tarì de Saavedra, in arte Antonio Lillo ovvero Antonio Hammett
venerdì 14 marzo 2025
domenica 6 novembre 2022
perché si scende in piazza?
Ho letto poco fa il commento di una donna a un post sull’Ucraina il cui la donna, a favore della pace, diceva sostanzialmente che noi occidentali siamo talmente imbevuti di propaganda da credere, fra le altre, alle storie di stupri delle truppe russe sui civili ucraini, e che “non ci sono prove degli stupri” diceva. Ci sono rimasto. Primo perché, da che mondo è mondo, la prima cosa che fa qualsiasi esercito in una guerra è stuprare i civili; lo fanno tutti, non solo i russi (che conoscono bene questa pratica: basta informarsi su cosa hanno fatto in Germania durante la seconda guerra mondiale), ma anche gli italiani in Grecia e in Africa (Montanelli non era l’eccezione, era la regola), gli americani in Asia, i francesi di Napoleone, gli spagnoli in America, lo facevano gli antichi romani e i greci alla base della nostra cultura, e andando a ritroso nel tempo dubito si possa trovare una qualsiasi civiltà che non abbia avvalorato “l’efficacia” dello stupro in guerra. E mi fa specie, in secondo luogo, che lo dica proprio una donna e proprio in nome della pace, con tutta la cultura dello stupro che si respira oggi nel mondo e con tutte le lotte in corso per la difesa di diritti fondamentali legati alla dignità della donna (vedi l’Iran). Una donna che scrive “non ci sono prove degli stupri” di soldati ecco, a pelle mi sembra quasi un controsenso. Tutto si può dire su Russia e Ucraina secondo me, e io non pretendo di avere ragione in merito, tranne che in una guerra non ci sono stupri a decine, ed è innanzitutto per questo che si dovrebbe lavorare per la pace, non pro questo o contro quello, ma per evitare che un qualsiasi soldato si senta in diritto di stuprare, rapinare o uccidere un altro essere umano. Se non lo si fa per questo, perché si dovrebbe scendere in piazza? A volte, invece, da certe cose che leggo, mi sembra davvero che si vada a dimostrare per idee di civiltà così alte che ci si scorda proprio le persone.
sabato 6 agosto 2022
programma
Stamattina
pensavo che sono ormai trent’anni – da quando cioè ho diritto di voto –
che sento dire alla sinistra che per vincere serve un programma e da
allora io sto ancora aspettando di vederlo. Ora la sinistra mi viene a
chiedere il voto – come fa sempre da trent’anni – non per un’idea ma
contro l’idea che vinca qualcun altro. Insomma, l’idea di fondo della
sinistra si basa sull’affossare l’avversario invece di far meglio: è
come quello che deve fare una gara e invece di allenarsi fa lo sgambetto
a quello che corre più veloce, come il ristoratore che invece di
inventarsi un piatto nuovo fa la chiamata anonima alla guardia di
finanza contro il ristorante all’angolo che fa più clienti. Questa è
l’idea che mi si chiede di promuovere per salvare il paese, in nome dei
più alti valori della sinistra berlusconiana (o draghiana, come si
dichiara). Io lo avverto il “pericolo della destra”, non tanto a livello
politico ma sociale – basti pensare al tipo che picchia la dipendente
nera perché non la voleva pagare: quello non è un caso, è la norma
taciuta. E quel tipo lì sappiamo tutti per chi vota. Ma piuttosto che
sputarmi in faccia o turarmi il naso – come mi chiedono di fare da
trent’anni in nome dei più alti valori della sinistra – io piuttosto
vado a votare Meloni, e lo faccio non perché si vedrebbe finalmente una
donna come primo ministro, che se fosse per la sinistra paritaria non si
vedrebbe mai – ma proprio per fottere questa sinistra qui, che è poi il
sentimento di sinistra che mi si chiede di avere verso gli altri, alla
faccia del principio di mutualità che dovrebbe guidarci tutti.
martedì 21 luglio 2020
amore per le proprie idee
domenica 25 febbraio 2018
personalissima opinione
giovedì 4 maggio 2017
una cosa preoccupante di cui mi sto accorgendo
lunedì 20 febbraio 2017
inventarsi un lavoro
martedì 3 novembre 2015
giovedì 11 giugno 2015
la vittoria dei poveri
sabato 9 maggio 2015
idea per una installazione dal titolo: cosa penso di voi
giovedì 5 febbraio 2015
silenzio
giovedì 29 gennaio 2015
io e charlie
venerdì 8 agosto 2014
democrazia
sabato 2 agosto 2014
pregiudizio
domenica 7 aprile 2013
idea per un romanzo da scrivere
martedì 12 marzo 2013
mieli di marzo
Linko qui, a trent'anni dalla sua scomparsa, un ricordo di Mario Mieli scritto dal suo amico Franco Buffoni, poeta. Mieli, fra i fondatori del movimento gay italiano, è stato uno dei più incredibili ed eversivi personaggi degli anni '70, quando la parola "eversione" (rivoltare, mettere sottosopra) aveva ancora un senso, una sua violenza rigenerante, quando si faceva eversione per cambiare il mondo e non semplicemente per intorbidare le acque. Certe sue affermazioni hanno ancora oggi un carattere realmente polemico, creativo, ancora più oggi forse, con il ritorno in auge di una Chiesa e di uno Stato tutti chiusi in se stessi e contro l'accettazione di determinate identità, anche al loro interno. Qualcuna di queste affermazioni la trovate su Wikiquote, senza sforzarvi troppo, e credo valga la pena di leggerle: troverete che a volte sono eccessive, forti, indigeste, proprio com'era lui, che usava il suo stesso corpo, la sua sola presenza "disturbante" come un'arma.
In particolare, le mie preferite, sono quelle relative alla sua battaglia contro l'educastrazione, contro l'educazione uniformante e "castrante" dei bambini che vengono spinti a vivere una sessualità normativa, e a considerare squalificante qualsiasi altra pulsione ritenuta offensiva dalla Società perbenista.
In realtà, si scoprirà poi, quella battaglia nasceva da radici profonde, da contrasti interni alla sua stessa casa, dal complicato rapporto col padre. Eppure, proprio per il sentimento alla base di tale rivolta, un sentimento che ha più a che fare col cuore che con l'ideologia, ci pare che questa sua lotta non abbia perso nel tempo un solo briciolo della sua dignità. Anzi, la profonda aspirazione a vivere da persone libere in un mondo libero né fa ancora oggi, e sempre, un messaggio valido, necessario.
giovedì 7 febbraio 2013
musica discreta
Discreet Music, del 1975, è il primo disco ambient a firma del solo Brian Eno e il mio preferito in assoluto, utilissimo soprattutto quando scrivo. Musica in cui l’elettronica espande i confini della musica senza risultare mai forzata.
giovedì 10 gennaio 2013
il duello
Con quale agilità rimescolavi
materialismo storico e pauperismo evangelico,
pornografia e riscatto, nausea per l'odore
di trifola, il denaro che ti giungeva.
No, non hai torto Malvolio, la scienza del cuore
non è ancora nata, ciascuno la inventa come vuole.
Ma lascia andare le fughe ora che appena si può
cercare la speranza nel suo negativo.
Lascia che la mia fuga immobile possa dire
forza a qualcuno o a me stesso che la partita è aperta,
che la partita è chiusa per chi rifiuta
le distanze e s'affretta come tu fai, Malvolio,
perchè sai che domani sarà impossibile anche
alla tua astuzia.
Pasolini risponde così, in una poesia privata, ritrovata fra le sue carte dopo la morte, col suo tono più sconsolato degli ultimi anni:
Non ho banda, Montale, sono solo.
Non ti rimprovero di aver avuto
paura, ti rimprovero di averla giustificata.
Male forse ne voglio; ma il mio.
Ti ha ottenebrato la tua un po' troppo italiana
Musa Oscura
Astuto poi non lo sono:
di solito è astuto chi ha paura.
Ogni pensiero è valido, soprattutto quando è intelligente. Ma col senno di poi, mi pare che si possa dire che Satura fu per certi versi libro astutissimo, almeno quanto sincero. Senza di esso, infatti, oggi Montale non avrebbe lo stesso peso nell’evoluzione della poesia italiana contemporanea. Sarebbe considerato un maestro grandissimo ma legato indissolubilmente al suo tempo, così come la poesia di Pasolini è stretta alla metà del ‘900, alle sue aspre mareggiate. Satura, invece, pubblicato nel 1971, ma nutritosi di modernità dai più giovani, è un libro coraggioso e proiettato al futuro, la cui impronta, nel linguaggio, nel taglio, nello spirito, nel distacco voluto verso la realtà politica e sociale del paese (all’origine della critica di Pasolini, radicato per idee e natura su altre posizioni) arriva fin a qui intatta, fresca, seminale. Necessaria.


