Anche se molti ritengono che siano situazioni diverse e distanti, purtroppo per loro colui che si è proposto come pacificatore ha un solo modus operandi: occupazione coloniale di parte del territorio, teso al suo sfruttamento personale, e lasciare il resto al nemico del popolo occupato. L’importante, si ripete come un mantra, è salvare vite, indipendentemente da come lo si fa, perché il fine giustifica i mezzi. Così sta facendo in Ucraina e così vuol fare a Gaza dove si continua a parlare di resort di lusso. E mentre negli Stati Uniti si cominciano ad arrestare ed espellere gli studenti che protestano nei campus – da ciò che si legge sui giornali, ma magari chissà è solo propaganda anti-trumpiana e come dice Trump stesso i giornali che gli parlano contro mentono tutti – ieri leggevo che sta prendendo contatti, insieme ad Israele, con Sudan e Somalia per “reinsediarvi permanentemente” gli abitanti di Gaza, visto che i paesi della Lega araba non li vogliono accogliere. Magari anche questa notizia, lanciata da Associated Press, non è vera – la Casa Bianca non smentisce, ma nemmeno commenta – oppure non si concretizzerà come tante altre cose proposte da lui. Ma è già spaventoso che ci stia pensando, perché quello che non si realizza oggi si può sempre concretizzare domani. È spaventoso perché un giorno Trump, che è un capo di stato, dice una cosa e il giorno dopo ne dice un’altra, quasi che l’esercizio del potere fosse l’espressione di un capriccio. Ma soprattutto è spaventoso perché il Sudan è teatro da anni di una spaventosa guerra civile – di questa sì non parla mai nessuno – che ha falcidiato la sua popolazione, e l’idea di Trump sarebbe quella di prelevare un popolo in guerra e trapiantarlo in un’altra guerra ferocissima. Magari con l’idea di ripopolare il territorio, proponendo loro di acquistare un carico di persone, trattando di fatto i palestinesi come capi di bestiame. Che vi devo dire, l’importante qui è salvare vite, non importa come lo si fa.
Poesie, pensieri e fotografie di Vitantonio Lillo-Tarì de Saavedra, in arte Antonio Lillo ovvero Antonio Hammett
sabato 15 marzo 2025
domenica 10 novembre 2024
due campagne d'aiuto
È a suo modo educativo mettere a confronto due diverse campagne di richiesta donazioni per due tragedie umanitarie in corso e vedere come vengono commentate dal pubblico italiano. Nemmeno due mesi fa, a settembre, venne lanciata una campagna a favore del Sudan colpito dal colera oltre che da una feroce guerra civile. I commenti italiani alla campagna sui social andavano da “Chiedeteli a Zelensky” a “Chiedeteli alla Meloni”, altri se la cavavano col solito “Ci abbiamo già i problemi nostri” fino al massimo di “Ora portatelo in Italia, mi raccomando”, sottinteso: il colera. Non ho letto nessuno, non un solo commento che dicesse: “Il mio cuore è con voi”. Oggi ho visto, invece, la campagna per richiesta di aiuti a Gaza. Non un solo commento cattivo, non una battuta sarcastica, più di uno scriveva: “È un anno che vi dedico il mio 5 per mille”, tantissimi i “Coraggio siamo con voi!” e persino qualcuno che scriveva “Speriamo che la vittoria di Trump vi possa aiutare!”, nonostante sia abbastanza evidente che Trump abbia maggiore simpatia per la parte avversaria.
domenica 5 novembre 2023
risolvere il problema alla radice
Chissà perché, mi chiedevo oggi guardando il Tg, quando un cretino di ultradestra vuole risolvere un problema alla radice o dare una prova di forza muscolare quanto inutile, la prima cosa che gli viene in mente di dire è "mo lanciamo una bomba nucleare", gonfiando il petto come un tacchino. Non si capisce più se è coglionaggine del singolo individuo o cultura del pisello duro multifunzionale, visto che queste persone devono di sicuro essere convinte che il loro pisello abbia anche un aspirapolvere incorporato, perché lo sanno tutti che se lanci una bomba nucleare poi di polvere e macerie ne fai un sacco, e qualcuno la dovrà anche pulire un giorno quella polvere, decontaminare, altrimenti non serve più a nessuno: vedi quei poveracci in divisa che si sono avvelenati l'anno scorso a Chernobyl e fatti venire tutti un tumore perché nessuno ha spiegato loro che se un terreno è contaminato dalle radiazioni dopo non può andarci a vivere più nessuno, che sia israeliano o russo, o arabo o americano o coreano o qualsiasi altra razza ti venga in mente di dire: si ammalano tutti allo stesso modo in quanto umani. Di fatto, io a una donna, persino di ultradestra, "mo lanciamo una bomba nucleare e risolviamo il problema alla radice" non l'ho mai sentito dire.