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martedì 23 giugno 2015

Perchè non parli dell'Expo 2015?

Giuliana P: posso chiederti una cosa, se uno dei pochi media che ancora non ha parlato dell'Expo 2015, come mai?

Si puoi chiederlo senza problemi, la risposta è semplice non ci sono stato, non posso parlare di qualcosa che non ho visto, non è come in tv che da Cagliari ti dicono quanto è bello l'Expo a Milano, ma lo avete visto? 

I media come la televisione, i giornali, i quotidiani, sono pagati per parlare dell'Expo, si è parlato sulla stampa di più 5 milioni d'euro dati solo alla Rai e cosi altri media, io non lo so, io ho ricevuto solo un invito per una conferenza stampa all'interno di un padiglione, ho chiesto se per entrare dovevo pagare il biglietto mi hanno detto di si, non sono andato, pago il biglietto di 39 euro per andare a sentire qualcuno che non ho mai sentito nominare in vita mia?

Come quando qualcuno che non conosci t'invita al ristorante a mangiare e ti chiede di pagare il conto, anche che no grazie!

Volevo solo precisare che i blog non sono come gli altri media, c'è stato un momento in cui alcuni ci sono dati ai blog pensando di diventare giornalisti, oggi scrivono per 8 euro a pezzo, guadagna più la mia donna delle pulizie, la stampa è in crisi non solo finanziaria ma anche d'idee e credibilità.

I blog come il mio sono un altra cosa, diffidate dei blog dei giornali non posso essere blog se hanno alle spalle un editore, ma fanno credere di essere blog per darsi una credibilità e scucire un po' di soldi alle aziende che sono disposte a credere a tutto.

Siccome danno otto euro a pezzo i giornalisti cosa fanno? Copiano e incollano i comunicati stampa delle aziende. Io sono un altro genere, oltre alla mancanza di una retribuzione, io il lavoro ce l'ho già, cerco di fare una discussione, su un argomento fornito dai studi medico scientifici pubblicati sulle riviste internazionali, cercando di fare consapevolezza intorno a un problema spesso di salute con riflessi sull'alimentazione.

Quello che dice quell'azienda e quell'altra azienda non mi interessa, non lo ascolto nemmeno, sono giudizi di parte che non aiutano ad affrontare un problema di salute, avete mai visto un azienda che produce integratori d'omega 3 che parla male dell'integratori d'omega 3?

Io non l'ho visto Expo 2015, non so se è interessante la stampa mi rimanda più sensazioni negative che positive ma per tutte quelle persone che non hanno la possibilità d'andare alle fiere internazionali d'alimentazione può essere un occasione, certo un occasione che non è proprio regalata, costa non poco viaggio, ingresso e permanenza.

Io sento meno questa curiosità sono appena stato alla fiera dell'alimentazione di Parigi  ad Hong Kong, sono in partenza a giorni per il Fancy Food a New York, in questi eventi ci sono già stands con tutti i prodotti di tutti i paesi del mondo, per questa ragione sono stato uno dei primi a parlare dello zucchero di palma, del coriandolo in India, della Vaniglia de la Reunion, dell'Acai del Brasile, del succo di Agave dal Messico.

Comunque avete tutti gli altri media che ne parlano in continuazione dell'Expo 2015 sono certo che anche se io piccolo blog sconosciuto non ne parlo non se ne accorge nessuno o quasi.



venerdì 23 maggio 2014

Expo 2015 per i tuoi figli e anche per i loro figli ?

Torniamo ad occuparci dell'Expo 2015, non parlo volentieri di questo argomento ma ne hanno parlato tutti i giornali dello scandalo delle tangenti sulla Città della Salute, non per vantarmi ma già ben cinque anni fa avevo criticato il progetto e fatto sorgere il dubbio che sarebbe stata si una città della salute ma per la salute di chi? Infatti si è visto ...


Però due cosine le voglio dire questo perché non vorrei essere preso per uno di destra, come non vorrei essere preso per uno di sinistra ma soprattutto non voglio essere preso per il .... bavero.

Quando vi prendete i soldi e ve li mettete in tasca potreste almeno non dire che lo fate per i nostri figli e per i nostri nipoti, grazie 

(Ps figli dei loro figli, si dice nipoti)


Quanto costa Expo 2015 nel suo complesso ai contribuenti italiani?

Tutt'ora a oggi non si è grado di conoscere il reale costo dell'evento Expo 2015, sembra il pozzo di San Patrizio, oltre al contributo del governo, ci sono i contributi delle regioni, della Provincia, della Camera di Commercio, del Comune di Milano, tutto danaro che non piove dal cielo ma danaro dei contribuenti perché Regione  e Comune non hanno pollai con le galline dalle uova d'oro, intanto siamo in un periodo di difficoltà economica e di crisi finanziaria, è un sacrificio per gli italiani, che hanno dovuto fare tante rinunce.

La politica delle larghe intese ha fatto in modo che si spartissero questa mole incredibile di danaro accontentanto tutti per generare consenso dall'Alto Adige alla Sicilia, cosi con Expo 2015 si faranno mille eventi , come la mostra di De Nitis a Foggia, ma soprattutto la grande ruota panoramica a Torino, scherzi vuoi vivere senza?

La versione ufficiale è che Expo 2015 è fatto per sostenere le aziende agroalimentari italiane, cosi aumentando la domanda, si generano nuovi posti di lavoro e gli italiani saranno tutti felici e contenti.


Il ruolo della aziende agroalimentari in Expo 2015

Prendiamo per esempio un' azienda italiana, Ferrero che è anche sponsor dell'Expo 2015, dove ha la sede? In Lussemburgo, ma ci ha fatto sapere che si sente italiana dentro al 100% e ne siamo molto felici, poi da quando ci mette il nome sul barattolo della nutella molto di più. Però continua ad aprire nuovi stabilimenti in tutto il mondo Mexico, Sud Africa e Russia, che bravi.

Non è la sola dobbiamo dirlo, l'altro giorno sono andato a trovare un azienda di confetture e mi dice
"Sa facciamo filiera corta"
"cioè?" (ho pensato avranno aperto stabilimenti in Centro Sud Italia)
 "Abbiamo aperto uno stabilimento direttamente in Bulgaria, da dove compriamo la frutta le ciliegie, cosi non dobbiamo portarle nemmeno in Italia, le produciamo direttamente sul posto" (!)
"Pensa, che bello", ho risposto, chissà come sono contenti i Bulgari e soprattutto l'Italiani.

La stessa cosa mi è accaduta in una nota azienda italiana produttrice di salumi, che ha aperto una stabilimento direttamente in Slovenia per produrre prosciutto crudo, speck, salami ecc ecc, sa mi dice il direttore, le cosce di maiale arrivano dall'Ungheria e la Slovenia è più vicina dell'Italia, certo il ragionamento non fa una grinza!

L'Italia è un paese trasformatore di materia prima, il valore aggiunto in più di prodotto italiano, viene dato dalla manodopera, dall'abilità della trasformazione, per questo si importano fese di manzo dal Brasile che diventano Bresaola in Valtellina, se tutte le aziende fanno "Filiera corta" cioè comprano all'estero la materia la lavorano sul posto dove creano anche posti di lavoro e le vendono senza neanche passare per l'Italia come prodotto del Made in Italy, gli italiani che non trasformano più e che hanno fatto sacrifici e pagano l'Expo con il proprio portafoglio, che cosa ci guadagnano?

Expo 2015 per i tuoi figli e i figli dei tuoi figli, sicuro?

martedì 27 aprile 2010

Nutrimi 2010 e la cacofonia nella nutrizione e nell'alimentazione


Nutrimi nasce da un idea di portare in Italia Dietecom, un evento della Facolta di Medicina dell'Università della Sorbona di Parigi, un successo di carattere internazionale dove ricercatori universitari presentano in anteprima i loro ultimi studi, vengono messi a confronto con un pubblico composto da addetti ai lavori del settore dell'alimentazione, studenti, dietisti, infermieri, medici, buyer, direttori di supermercato, dirigenti delle aziende alimentari. Lo scopo è quello di stimolare la ricerca medico scientifica sull' alimentazione ma sopratutto di comunicarla ad un pubblico più vasto. L'evento originale (non nutrimi) è collegato a un premio economico ai ricercatori più meritevoli tramite una giuria composta da tutti i partecipanti all'evento. In dietecom si è parlato di nanotecnologie, nuovi ingredienti come la stevia, lygomme ACH Optimum, enzima Panamore, diversificazione alimentari e allergie, rapporti lipidi e fertilità.

Nutrimi nato come Dietecom Italia sembra che ha perso tutte le caratteristiche originali dell'evento, da Dietecom a Nutrimi, ha tenuto le Giornate di Nutrizione Pratica, ma ha perso mi sembra il senso dell'evento, è stato come dire un po' banalizzato generalizzato è come se avesse perso originalità, si è trasformato in una sorta di vetrina politica di un "certa" conoscenza medico scientifica sull'alimentazione, un operazione che mi è sembrata ai miei occhi confusa e poco comprensibile, più vicina alle aziende e poco ai consumatori? Sembrava di assistere più a delle autocelebrazioni, ma quanto siamo bravi, interessa a qualcuno? Il settore alimentare che si autopremia a quanto è bravo a fare comunicazione alimentare per poi essere bocciate negli health claims dell'Efsa, dall' anti trust ecc ecc, vi prego anche no!

Ho avuto personalmente l'impressione e la sensazione che questo trasforma la conoscenza medico scientifica in un juke box, una moneta, due monete, tre monete e le canzoni si susseguono senza un senso logico, in una serie di suoni come delle note impazzite e stridenti, rock, pop, raggae, fucky, rap uno dopo l'altro. Ho avuto la sensazione di una confusione che mi ha fatto arrivare un suono disarmonico alle orecchie, come la cacofonia appunto per fare un paragone con la musica.

Questo suono disarmonico invoglia positivamente gli utenti? Si rischia che in persone cattive e malvage, nelle quali non mi riconosco, fa nascere sorrisi dal momento che l'evento è nella città di di Expo 2015 . L'evento Nutrimi prevede una serie di premi per "amici" e simpatizzanti, mettendosi in linea cosi ad altri eventi già noti come il prodotto dell'anno, operazioni di marketing commerciale che poco si allineano a un convegno di nutrizione medico scientifico e di diffusione della cultura dell'alimentazione .

Ho appreso dal blog lifemarketing di Simon che l'azienda Pfizer ha reso noto la cifra ufficiale che risersa ai opinion leader della classe medica per la partecipazione pre e post marketing di un prodotto. Glaxo, Lilly e Merck rendono nota l'attività di formazione organizzata con i medici e la loro partecipazione alle attività di comunicazione e nei processi di R&S e Marketing & Sales. Questa trasparenza da parte di queste aziende mi piace vorrei che fosse estesa a tutte le aziende che si occupano di nutrizione e d'alimentazione, non c'è nulla di male che dei medici partecipino alla formazione, come non c'è nulla di male se qualcuno della classe medica parli a nome di un azienda l'importante è saperlo e non venirlo a conoscere in un secondo tempo, almeno so che chi mi vuole insegnare qualcosa, per cosa parla, a nome di chi e perchè!

Nutrimi, Milano 28-30 Aprile 2010

Fonte immagine: Coopi Cooperazione Internazionale, se proprio bisogna spendere dei soldi darli a chi ha bisogno è un gesto nobile che serve più di mille parole.

Nutrimi sponsorizzato da: Mulino Bianco Barilla, Lipton, Assobirra, Parmalat, kellog's, Isio 4, Galbusera, Nestle,

Premio migliore comunicazione : Nestle (della famosa serie come autocelebrarsi!)

mercoledì 9 settembre 2009

Expo 2015 la favola continua: il paradiso terrestre


Presentato il nuovo Master Plan dell’Expo 2015, eliminate le vie d’acqua, via la nuova linea del metro M6, niente torre Landmark, il nuovo progetto prevede la creazione di un' isola circondata da un canale navigabile lungo 1,5 km per visitare tutte le colture del mondo (non costerà nulla la gestione non solo per expo ma per gli anni futuri?), un parco, un laghetto grande (la pianura padana non è nata per le zanzare), un orto botanico, un luogo che dovrà sembrare il paradiso terrestre. Si vede che il vecchio progetto che vedeva fiumi di cioccolato e fontane da cui sgorgava champagne, non sia stato ritenuto all’altezza mentre il paradiso terrestre è in grado di soddisfare le ambizioni della Moratti e di Formigoni (bastava anche meno, no?).

C'è sicuramente lo zampino di Petrini nel progetto sembra la proiezione del salone del gusto di Torino, ma l'Expo deve trovare un suo tema non copiare da altri. Alle domande di come mai un ridimensionamento ? Non ne abbiamo parlato.Il budget? L' Impatto ambientale? Non sono argomenti all’ordine del giorno.Che strano un Expo dell'economia verde senza Valutazione d'Impatto Ambientale e nemmeno e economico! Non aiutano nemmeno le affermazioni dove le aziende e il pubblico "devono partecipare", nessuno riceve gli ordini!

Quello che è dato da sapere è che 900 milioni sono assicurati da Berlusconi (no beh, no da lui personalmente, ma tramite il governo, quindi soldi degli italiani, di tasca sua neanche un centesimo, quando si crede a un idea), mentre fanno fatica i 600 milioni a carico degli enti locali i 500 di finanziamento privato. Le piccole e medie imprese alle richieste di danaro hanno risposto picche! Una ragione ci sarà! La signora Bracco dice "Bisogna lanciare una fund rising a livello mondiale" (Signora Bracco, perchè non lo sponsorizza lei?). Io penso per accontentare la sete di avidità del progetto, la fund rising dovrebbe essere estesa alla via lattea! Si vuole spingere il governo a sgravi fiscali per gli investitori, cioè meno introiti nelle casse, è come se l’Expo lo pagassero tutti i cittadini. Le facce sorridenti di Stanca Moratti e Formigoni sono più che eloquenti, loro ridono felici gli italiani un po’ meno.

Solo un milione di metri quadrati in più, in quello che una zona tra le più urbanizzate d’Italia, questo solo il quartiere Expo ma se invece parliamo di strutture collaterali credo che ci si possa moltiplicare per 3 o max 5 più verosimilmente, sarà pure un paradiso terrestre ma un po' affollato per i miei gusti, Expo dell’economia verde? Fosse stato l’Expo del calcestruzzo e del cemento armato cementificavano da San Remo a Trieste? Alle critiche del Cardinale Tettamanzi, la Moratti risponde io ho parlato con Ruini ed è entusiasta, che Ruini parla per interposta persona è la prima volta che lo sento. Il paradiso terrestre però non ebbe un buon esito e Moratti e Formigoni non sono proprio Adamo e Eva che t' aspetti.

In termine di comunicazione invece ci sono un po' di contraddizioni, durante lo svolgimento dei Stati Generali dell'Expo avevano sostenuti di avere il 90% dei consensi. I milanesi sono contenti, ma se erano cosi contenti milanesi, sponsor e politici perché avete modificato il progetto? Avevano capito che nessuno era disposto a crederli al di là di quello che comunicavano, non è che ora con il "paradiso terrestre" siamo migliorati tanto! Concentriamo la comunicazione sul progetto master plan e poi le aumentare i metri quadrati nelle opere accessorie, che non faranno Master Plan, ma che faranno sempre a Milano e non da un altra parte.

sabato 11 luglio 2009

Stati Generali Expo 2015, Io Expo, Tu Expo, Egli Expo, Noi Expo, Voi Expo, Essi si prendono 15 miliardi di euro

Si terranno nei prossimi giorni 16-17 Luglio i cosiddetti Stati Generali dell’Expo 2015, devo dire che mai in nessun altra occasione questo termine è stato più "azzeccato", preso in prestito dalla rivoluzione francese e dal periodo napoleonico, figlio della “grandeur” che attualmente caratterizza la città di Milano.

Expo 2015 è stato fino ad adesso sostenuto da un abile ufficio di comunicazione “totale” che ha percepito ogni tipo di umore e di commento e lo ha dibattuto riga su riga, un gran lavoro di comunicazione, (addestrare a parlare la signora Moratti e l’avvicendarsi delle poltrone, che sembrava un pronto soccorso ospedaliero, non deve essere stato facile), ha sempre anticipato le critiche solo che ribatti oggi inventa domani, si rischiava di trovarsi di fronte alla percezione della bolla d’aria.

La ricerca di partecipazione. Dal momento che sono molto attenti e visti i risultati politici delle ultime elezioni. Hanno deciso di cambiare strategia, si sono accorti che da parte dei milanesi c'è un atteggiamento di negatività, che ha spinto l’organizzazione alla ricerca di consenso dell'evento, si sono detti "bisogna che credano che l’Expo è un progetto dei milanesi" ed è stato creato il progetto exponiti, il sito nato non per misurare il gradimento dell'Expo ma per generare artificosamente consenso attorno all'Expo, perchè come dalle foto del sito se faccio le statistiche intervistanto Stanca e la Moratti, difficilmente possono risultare negative ma sopratutto sono poco credibili.

Lucio Stanca "Vogliamo stabilire un primo contatto con i cittadini milanesi, ma anche con tutti coloro che vogliono dare il loro contributo su Expo. Certo l'Expo 2015 ha bisogno di risorse, di infrastrutture, del sito, ma il fattore più importante del suo successo è la partecipazione dei cittadini" e ve lo ricordate adesso? In tutti gli anni passati non volevate farvelo da soli?

Operazione che arriva un po’ in ritardo, dopo che i finanziamenti sono assicurati e la grande torta divisa tra alcune delle famiglie più in vista della Milano Edile e della Milano Finanziaria (che non hanno alcun rapporto non la malavita organizzata!). Nei Stati Generali dell’ Expo si raccoglieranno e si ascolteranno le proposte di tutti coloro che si aspettano di raccattare le briciole della torta dei finanziamenti, una sfilata degli esclusi, tanti soldatini che si metteranno in fila indiana per fare un intervento di 4 minuti, come le file nei paesi del terzo mondo di fronte alla croce rossa per una ciotola di riso (è un po' penoso, qualcun l'ha anche definita la sfilata degli accattoni del nuovo millennio, è proprio vero che tanta gente ha la dignità sotto le scarpe).

Posso già affermare quello che accadrà, ufficio di comunicazione avrà ideato e suggerito le idee da esporre a personaggi bene selezionati, per fare credere che l’Expo ascolta i milanesi, con i giovani come protagonisti, le donne imprenditrici e i creativi che saranno elogiati dalla stampa, scommettete? Su alcuni interventi presentati casualmente verranno costruiti progetti come esempio, in modo che a livello di comunicazione si potrà dire non è vero "abbiamo ascoltato tutti", "abbiamo fatto partecipare tutti", ma tutti chi?

Sono certo che si parlerà della comunicazione nelle scuole, "Expo 2015" sarà il verbo da diffondere ! Effetto "sorpresa" come sempre l’intervento dell’imperatore berlu (scommettete? cosa farebbe il mondo senza di lui?) che indicherà la strategia da seguire, un riferimento al turismo e partecipazione della Sig.ra Brambilla, che sta al turismo come i broccoli a merenda. Ci aspetta un grande “show” degno della “grandeaur” dei personaggi coinvolti, non per ascoltare le proposte dei milanesi, ma uno show per autocelebrarsi, peccato! Ci sarà anche tanta gente di sinistra, parlerà anche Petrini di Slow Food (ma non fa parte del comitato scientifico dell' Expo?)

Non parlo mai di politica in questo blog, ma vorrei solo dire una cosa i temi dell'Expo 2015 all'inquinamento ambientale, la salvaguardia dell'ambiente, i temi delle risorse alternative, il tema dell'alimentazione, la fame del mondo sono sempre stati temi proposti e coltivati dalla sinistra in Italia, fa molto specie vederli come temi dell'Expo 2015, sarebbe stato più coerente visto che la rappresentaza politica è solo di destra, che avessero portato temi della loro cultura, caso unico al mondo si avrà un Expo con i contenuti della sinistra e la gestione della destra, la destra non ha contenuti in Italia? Possibile che la coscienza verde, viene fuori solo dopo i 15 miliardi di euro?

Per quanto mi riguarda non sono mai stato favorevole a questo evento, per le ragioni che già avevo esposto qui, gli esempi delle Colombiadi, i Mondiali di calcio, le Olimpiadi, hanno visto solo dei fallimenti, da tutti i punti di vista tranne per chi gestisce i finanziamenti che si assicura alleanze economiche con una ridistribuzione dei finanziamenti.

"Utilizziamo l’Expo per permettere all’Italia di mettersi in evidenza a livello internazionale",
l’Italia non è l’Uruguay o il Kazighistan, è una delle nazioni che partecipano al G8, non ne aveva bisogno, le ragioni dell'Expo sono altre. Fa' solo un po' ridere vedere la città di Milano, una delle aree più ricche d'Europa, dipendere il suo sviluppo dai finanziamenti pubblici, elemosinare come altre città meno fortunate, mettersi al livello di Reggio Calabria, Messina, Palermo, ma con un reddito procapite fra i più alti d'Europa! La Milano dell'Expo è una Milano che non esiste, nella realtà è divenuta grazie alla nuova politica una citta senza sogni una città amara.

Dice Lucio Stanca che faranno un Expo bello e ci credo con 15 miliardi di euro (30.000 miliardi delle vecchie lire, miliardo più miliardo meno non sottilizziamo), vuoi vedere che lo fanno pure brutto? Definire una cosa bella senza averla mai vista aspetterei!

Come volevasi dimostrare ho anticipato di una settimana i contenuti e la comunicazione dei Stati generali dell'Expo, e non faccio neanche l'indovino, dal Corriere della Sera pubblicato il 17 luglio , Corriere della sera il 16 Luglio, questo post è stato scritto il dieci luglio.

giovedì 26 febbraio 2009

Letizia Moratti Expo 2015 e Acquatherapy : due esempi di comunicazione confusa

Non so ultimamente chi hanno come consulenti per la comunicazione la Signora Letizia Moratti e Acqua Therapy, ma sembra lo stesso. Due esempi di come nel tentativo di dare una buona impressione, si spinge la comunicazione fino a farla diventare un messaggio che appare troppo ricco genera confusione e diventa difficilmente decodificabile.

Nel tentativo di modificare la sua immagine, Letizia Moratti si è presentata da Fazio su Rai Tre in versione simpaticissima, le avranno detto devi farti dare 15 miliardi di euro per Expo uno sforzo almeno per un sorriso si può anche fare no! L'’intervista è stata molto divertente quasi meglio della Littizzetto, Expo gestirà i finanziamenti nazionali che tramite progetti ridistribuirà a chi siglerà accordi con l'Expo (capito?), l'Expo risolverà il problema della fame del mondo e dell’obesità nel mondo, farà diventare Milano una città verde, aumenteranno i suoi abitanti, ci saranno più case, per i per gli studenti, darà lavoro a tutti, coinvolgerà tutta l’Italia, manderemo turisti a tutti, trenta milioni di visitatori verrano a vedere tutte le cose belle che faremo (nient'altro?), quali? Le stiamo progettando!!!! Ahhhh (al mio paese i polli si contano dopo averli presi non prima).

Mentre ero in treno ho visto la pubblicità acqua therapy, in una rivista, sembra che nell'incapacità di scegliere uno slogan, hanno preferito metterli tutti in una pagina, acqua più curcuna e ortica: "acquatherapy è disponbile per acqua che regolarizza il colesterolo, contrasta gli enestetismi della cellulite, aiuta a rinforzare le difese immunitarie, limita l’assorbimento dei grassi, favorire il trofismo dei capelli e per l’esposizione al sole". Siete proprio certi non c’è altro? In realta sul sito si scopre che il tappo contiene 750 mg di estratti di piante medicinali (tre euro alla bottiglietta per un acqua therapy!!) e sono diverse, ma la comunicazione nella pagina non è chiara secondo me, io non l'ho capita (chissà come mai?), al di là della validità o meno del prodotto. Come sempre se devo unirlo a una alimentazione sana ed equilibrata perchè devo adoperarlo e spendere 6 euro al litro?

sabato 1 novembre 2008

Expo 2015 in stallo

Dopo ben sette mesi di litigi e dopo ultimatum dell’organismo internazionale Bie, che minacciava di annullare l’evento con scadenza 30 Ottobre è stato firmato il decreto sul Expo 2015 . Il decreto ha comunque solo istituito la società che gestirà l’evento la SoGe, dove la maggioranza del 50% sarà del Ministero del Tesoro, 20% il Comune di Milano, 10% ciascuno Provincia, Regione, Camera di Commercio. La Moratti si dice contenta del suo 20%, anche noi, anche se non ci convince, tanto che per ripicca ha nominato nuovo Assessore alla Cultura, a dimostrazione di una debolezza, per cui un ridimensionamento sempre di più del suo ruolo, non può non essere letto come una mancanza di fiducia, un fallimento organizzativo e politico. Siamo certi che a breve convocherà Berlu a Milano per rinegoziare sia le percentuali che le nomine della Soge. Intanto dice che regalerà alla citta di Milano nuovi residenti, il doppio dei suo abitanti attuali, sembra sia il completamento dei progetto "verde"che vedrà a Milano scorrere fiumi di cioccolato e fontane da cui uscira direttamente Champagne!

Ma la vera sfida deve ancora partire, in un momento economico dove tutto il mondo è alla prese con una crisi finanziaria e economica senza precedenti che in dieci mesi ha bruciato i profitti di dieci anni, sarebbe stato logico pensare in un ridimensionamento del progetto, soprattutto economico e invece non si vuole rinunciare ai fiumi di cioccolato e le fontane da cui sgorga Champagne…… I primi 133 milioni di euro sono stati gia previsti ma il budget di 4,1 miliardi di euro, come verrà coperto? Inoltre bisogna reperire gli 11 miliardi per finanziare le opere connesse, delle opere essenziali poche sono al progetto preliminare. Ma gli altri paesi hanno mai speso cosi tanto per un Expo? Non mi risulta. Tutti questi progetti con paesi terzi chi li finanzia? Accordi con le città chi promette e che cosa in cambio di che? Può solo la comunicazione supplicare ad una carenza di contenuti? Io fossi nel comitato organizzatori andrei cauto nel parlare di trenta milioni di visitatori attesi, almeno che non si crei un percorso obbligatorio che faccio passare trenta milioni per forza a Milano.

Quello che manca al progetto è la modestia intelletuale e politica, ma sopratutto una “vision” del 2015, quando si programma un evento molto in là nel tempo, bisogna non affrontare problematiche attuali che fra sette anni rischiano di essere superate, bisogno proporre qualcosa che non c’è. Alimentazione ed energie i temi scelti, sono già usurati da diverso tempo, sono attuali oggi ma fra sette anni lo saranno ancora da attirare 30 milioni di visitatori? Da qui a sette anni altri paesi proporranno soluzione e idee, tali da rendere il tema superato, quello che degli eventi successo è l’esclusività dei contenuti non dei metro quadrati di cemento costruiti e degli stanziamenti del governo, che rischia di rimanere noto solo per quello.

martedì 21 ottobre 2008

Expo 2015, volano i coltelli?

Leggo dal Il sole 24 ore del dibattito tenutosi a Milano, sulla povertà e alimentazione, quello che mi chiedo è cosa ci fanno Giandomenico Auricchio, Giovanni Rana, Grandi salumifici Italiani, Conad, Lidl, Assica e altri imprenditori del settore alimentare, quanto la fiera più importante del settore è in corso a Parigi? Una nuova strada dal settore alimentare in Italia che pensa meno al mercato e più alla politica, forse si guadagna più facendo politica che facendo gli imprenditori? Visto il numero di associazione cresciute negli ultimi anni, del loro finanziamento e della massiccia presenza dei dirigenti delle aziende, tali che molti si sono assicurati doppio reddito e qualcuno anche un terzo, si abbozza qualche retro pensiero (e pensare che ce l’avevano tanto su con i medici e il doppio ruolo, ci hanno fatto anche una legge!!).

Oramai è divenuto d’uopo che ci siano aiuti al settore sotto varie forme dalla promozione alla comunicazione, tra l’altro strumenti spesso fantasma sulla cui utilità preferisco glissare. In uno stesso giorno a New York tre regioni diverse erano impegnate a promozionare i loro prodotti gastronomici ogniuna per conto proprio, solo con amici e parenti. Pertanto tale presenze al Festival dell’alimentazione, vanno viste come prospettiva della possibilità di "accedere" a Expo 2015, come “Consorzio Italia del gusto”, vedono all’orizzonte un altra occasione per ...come dire.... “aiutare il settore”.

Intanto a Roma .........“per me va bene qualsiasi cosa non ci tengo e non ci ho mai tenuto” con questa frase Tremonti ha fatto capire di come il Governo ha delle forti e imbarazzanti riserve sull’Expo 2015 e soprattutto sulla sua gestione, la fiducia che si ha della Moratti è invers. proporzionale alla sua autostima, quello che si avverte è la volontà di disimpegnarsi da parte delle forze politiche del suo stesso partito, un prendere le distanze molto allargato, la firma del decreto è ferma oramai da mesi, ci sarà una ragione?

D'altronde come non capirli, il progetto fa acqua, dietro slogan e pubblicità, c’è solo il vuoto, cosi per mettere dentro si mette dentro quello che già c'è in Italia, dovunque sia, tante “furbate”che accontentano tanti “sostenitori” per nulla interessati, (si sà meglio le briciole di qualcosa dell'Expo che una botta in testa) si allargano accordi con Genova, Firenze, pur di allargare il consenso sono disposti a fare accordi e promettere finanziamenti perfino a Città del Capo, situazione che inizia a imbarazzare più di un componente del Governo. Per fine mese avremo fotografie sorridenti con baci e abbracci e botto di spumante ma intanto consiglio di camminare rasoterra sulla direzione Milano Roma non si sa mai! Anche se sarebbe più sano, fare un fuori gioco e rimettere la palla al centro se posso usare una metafora calcistica, visto l’aria che tira.

mercoledì 19 marzo 2008

La città del gusto e della salute

La città di Milano fino a qualche anno fa era il luogo dove le tendenze nascevano e si diffondevano in tutto il mondo, non solo moda abbigliamento ma di stile di vita, design, musica, arte che faceva di questa città un "milieau" (contesto) unico in Europa e nel mondo. Da qualche anno a questa parte ha intrapreso un nuovo corso decisamente poco originale.

Nella delibera approvata a Febbraio dal Consiglio Comunale di realizzare la "Città del gusto e della salute" un progetto di 132.000 mq. dal valore di 19 milioni di euro. Il progetto prevede una borsa merci per il canale ristorazione, un polo artiginale per la lavorazione e congelamento di merci, un Centro Food Espositivo aperto tutto l'anno, un parco tecnologico per la sicurezza alimentare (fra un po ne avremo cosi tanti che li affiteremo ai cinesi), scuola di formazione (sarebbe meglio che funzionassero quelle che già ci sono), è uno dei tanti progetti collegato all'Expo 2015 e ai suoi finanziamenti.

Purtroppo Milano prende esempio da progetti nati altrove a Torino, Parma, Roma dove sono stati già iniziati e conclusi con successo, si sono già aperte Università per la gastronomia e città del gusto. Parma è la sede del Efsa comitato per la sicurezza alimentare europeo. Il fatto che hanno avuto successo altrove non vuole dire che lo possano avere in Milano. Ritengo che una città come Milano per trovare spunti deve guardare Barcellona, Monaco, Parigi, Londra. Questo progetto è sinonimo di una forza innovativa che si è appannata. Una marea di progetti per l'expo che non sempre brillano d'originalità e fantasia. Una classe dirigente che ricerca il consenso su cose già note, ma che però non ha la capacità di trovare risorse per la realizzazione di progetti per lo sviluppo della città e attende i finanziamenti come Palermo, come Napoli, come Bari, dimostra la sua debolezza o molto prababilmente la città non ne ha bisogno.

Se non è la città a credere e rendersi disponibile a finanziarsi i propri progetti perchè dovrebbero farlo altri? E se i soldi dell'Expo non arrivano? C'è da scommeterci che faranno di tutto, 14,1 miliardi di euro giustificano qualsiasi mossa. I progetti hanno però bisogno di continuità, una continuità di sostegno che l'expo non può garantire ma solo avviare. per quanto riguarda la città della del gusto e della salute a raccogliere l'eredità sarà il Comune di Milano e la società Sogemi che gestisce il grande mercato di frutta e verdura da anni sempre con i bilanci in rosso.

A Milano è in atto un vero e proprio boom edilizio che non ha precedenti nella storia della città, è molto interessante il parere di Beppe Grillo , questo progetto andrà a gravare su una zona già cogestionata, i precedenti non sono positivi per la città ancora non si sono dimenticati gli scheletri degli edifici che avrebbero dovuto ospitare i mondiali di calcio e poi abbandonati o trasformati , guarda caso in edilizia abitativa, dal momento che la lobby ecomomica è la stessa che ha gestito i mondiali di calcio, e ora l'Expo........ la citta del gusto e della salute, ma vedremo per la salute di chi!