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venerdì 20 maggio 2016

"Fuga da Villa del Lieto Tramonto", Minna Lindgren - La pillola del buonumore...

Fonte: BioRadard

Di Minna Lindgren ne avevamo parlato lo scorso anno con il primo libro della "Trilogia di Helsinki" che è Mistero a Villa del Lieto Tramonto. Nel primo libro avevamo incontrato un gruppo di arzilli vecchietti che si trovano, loro malgrado, ad indagare su degli strani casi che colpivano alcuni anziani degenti della casa di riposo e in particolare quelli più problematici perché si impuntavano sui loro diritti. Un'architettura a dir poco geniale che continua anche nel libro di cui vi parlo oggi, che è scritto in maniera altrettanto scorrevole e divertente. Se ieri Irma era colei che dettava i momenti di ilarità che smorzavano le scene chiave e permetteva all'autrice di nascondere qui e lì gli indizi oggi è Margit che, nel momento clou, esce dal bagno e si presenta completamente nuda con la tranquillità di una donna vestita di tutto punto. E vi assicuro che davvero vi capiterà di scoppiare a ridere perché è talmente descritto bene che sembra di vederli con le facce basite. Ma vediamo  di che parla.

Siamo sempre ad Helsinki, sempre a Villa del Lieto Tramonto. Imma è ritornata se stessa, confusionaria, divertente e sempre allegra, Siiri è sempre la sua più grande amica. Anna Lisa e l'ambasciatore fanno sempre parte del gruppo a cui si è aggiunta Margit, il cui marito è in una residenza per malati, chiamiamoli, terminali. Sì è definitivamente spenta la sua memoria, non riconosce più nessuno e passa i suoi ultimi giorni in uno stato quasi vegetativo. poi c'è una ex patologa legale in prepensionamento che è tutta tatuata e ha un modo di porsi estremamente brusco e un pensionato che ha fatto la grande guerra ma, nonostante sia finita, vive la sua vita come se dovesse ricominciare domani. Non sono gli unici cambiamenti in atto. La casa di riposo è stata messa in ristrutturazione e ai suoi ospiti non è stato trovato un altro luogo dove stare nell'attesa ma, per continuare ad avere i pagamenti mensili, è stato detto che l'intervento non avrebbe avuto un grande impatto. E invece i nostri arzilli novantenni si ritrovano sommersi di polvere, calcinacci e rumori di cantiere praticamente tutto il giorno. Qualcuno scappa da parenti e amici e invece Siiri comincia a cercare una casa grande, con più camere da letto, per condividerla con i suoi amici. C'è però qualcosa che non va, per Irma che ha da poco imparato - si fa per dire - ad usare "la tavoletta" ovvero l'Ipad, questa ditta sembra essere una "controllata" di un qualcosa di già visto. Così cominciano le indagini, che vengono intervallate da incontri strani, delle infermiere che vengono ad assistere uno degli anziani della insolita comune che hanno costituito nel nuovo appartamento o dagli amici sud africani che Siiri incontra al mercato vicino al palazzo e con i quali si scambiano le ricette di cucina. Riusciranno i nostri eroi a risolvere il mistero, rientrare in possesso delle loro perdute cose e a rientrare nei loro appartamenti? Io lo so e, se non lo leggete, voi non lo saprete mai!

Quello che mi piace della scrittura della Lindgren e quindi anche della traduzione di Sorrentino è che è un libro che si lascia leggere anche quando si sofferma sulle descrizioni di Helsinki. La storia ti scorre fra le mani senza soluzione di continuità, ti diverte è anche verosimile perché, i nostri protagonisti non sono supereroi ma vengono rappresentati attraverso le loro debolezze e i problemi correlati con l'età. Ridi di loro con loro, visto che sono i primi a notare le proprie particolarità, ma questa ansia di vivere ogni momento come fosse l'ultimo non solo è comprensibile ma anche condivisibile. A questo si affiancano le passioni, di Siiri per i viaggi in autobus e la profonda conoscenza dell'architettura e dell'organizzazione cittadina, la mania per i corsi di Irma che la porta a provarsi persino nel mondo della rete e quella per la lingua e la cultura dell'ex professoressa Anna Lisa. Sono loro che, consapevolmente o no, muovono e caratterizzano le vite degli altri senza mai sembrare impositive o ingombranti. Vedetele come delle leader o delle guru a cui ispirarsi per guardare al nuovo o al diverso.

A tutto questo si appoggia una trama intricata che, come nella migliore tradizione - oramai al secondo libro lo possiamo dire!- della Lindgren, si arricchisce di più casi da risolvere anche se, non tutti, sono effettivamente gialli. In questo romanzo trova spazio anche la storia di Margit che, nel primo volume avevamo visto come un personaggio marginale, e di suo marito che ora vive una vita di cui non ha coscienza. Ed è proprio in questo libro che trova spazio una riflessione appena accennata sull'eutanasia. Non è tanto un riflettere se sia giusto o no quanto un far capire che cosa si vive quando si vede il proprio caro abbandonare questo mondo con la propria anima ma rimanere qui con noi materialmente. Lo struggimento, la paura di pensarlo e anche di parlarne, l'incomprensione e il dolore vengono perfettamente rappresentate nelle maglie di questa storia come fosse una storia secondaria, di sottofondo - un fondale che intravedete appena -, ed è per questo che mi è piaciuto perché è un accenno ben dosato che ti permette di partecipare ai pensieri di Margit senza rovinare il tono divertito di tutto il resto della storia. Questo gruppo di anziani sono un po' come una famiglia e come tali si comportano, ora litigando e ora volendosi bene, con la presenza quando uno ha bisogno dell'altro e con il silenzio quando è necessario farlo.

Va letto perché ogni tanto si ha bisogno di una pillola di buonumore è, in questo caso, è una pillola che funziona. Quindi per me è consigliatissimo!
Buone letture,
Simona Scravaglieri



Fuga da Villa del Lieto Tramonto
Minna Lindgren
Sonzongno editore, ed. 2016
Traduzione di I. Sorrentino
Collana "Romanzi"
Prezzo 17,50€





  


giovedì 19 maggio 2016

Diario di un mese di libri... Aprile 2016

Carmen Echeverría with Lia
Fonte: The Telegraph


Libri comprati:
"America", Charles Dickens - Feltrinelli Editore (usato Marzo)
"Come volevasi dimostrare", Gertrude Stein -  Einaudi Editore (usato Marzo)
"Trono di spade", George R. R. Martin - Oscar Mondadori editore  (usato Marzo)
"Paris France", Gertrude Stein - Edizioni di Torino  (usato Marzo)
"Cronache Marziane", Ray Bradbury - Oscar Mondadori Classici (usato Marzo)
"Il signore degli anelli. La compagnia degli anelli", J.R.R. Tolkien - Bompiani Editore (usato Marzo)
"Il signore degli anelli. Le due torri", J.R.R. Tolkien - Bompiani Editore (usato Marzo)
"Il signore degli anelli. Il ritorno del re", J.R.R. Tolkien - Bompiani Editore (usato Marzo)
"La casa della gioia", Edith Wharton - La tartaruga Edizioni (usato Marzo)
"Le relazioni pericolose", Pierre-A-F Choderlos De Lacos - Garzanti Editore  (usato Marzo)
Libro di Orwell  (Usato Marzo)
"Cronache del fantastico", Gianfranco de Turris - Coniglio Editore (usato)
"Creazione", Gore Vidal- Fazi Editore (usato)
"I delitti della camera chiusa", AA.VV. - Polillo Editore  (usato)
"Un giorno di gloria per Miss Pettigrew", Winifred Watson - Neri Pozza (usato)
"La lettera d'amore", Cathleen Shine - Adelphi Edizioni (usato)
"Nella notte un grido", Mary Higgins Clark - Corriere della sera Gialli (usato)
"Una Spirale nella nebbia", Michele Prisco- Rizzoli Editore (usato)

Libri regalati

"A metà di nessuna parte", Julio LLamazares- Il Sole 24 ore (Marzo)
"Perle. Uno straniero", Israel J. Singer - Il Sole 24 ore (Marzo)
"Il vendicatore", Thomas De Quincey - Il Sole 24 ore (Marzo)


Libri letti
"La vita e le opinioni di Tristram Shandy, gentiluomo", Laurence Sterne- Mondadori Editore 
"Fuga da Villa del Lieto Tramonto", Minna Lindgren - Sonzogno Editore
"Anime Baltiche", Jan Brokken - Iperborea (finito Maggio)
"Il profumo", Patrck Süskind- Edizioni Tea(finito Maggio)
"Non è un vento amico", Vincenzo Zonno- Voci Fuoriscena Edizioni (finito Maggio)
"Gli ultimi eretici", Vasile Ernu- Hacca Edizioni (in lettura)
"Città in fiamme", Garth Risk Hallbergh - Mondadori Editore (in lettura)
"La memoria", Giovanni Battista Angioletti - Bompiani Editore (in lettura)
"Maestra", Lisa Hilton - Longanesi Editore (in lettura)
"Alla ricerca del tempo perduto Vol.1: Dalla Parte di Swann", Marcel Proust - Mondadori Editore (in lettura)


Un po' di paura la fanno tutti insieme non trovate? Eh sì, avete ragione, io ho realizzato solo di recente questa cosa, ovvero che sono un "tantino" sommersa dai libri, ma, quello che ancora continua a stupirmi è che praticamente non spendo quanto si potrebbe pensare. Tutti i libri insieme sono costati in media 1,50€ quelli di Aprile e 2€ la seconda tranche di Marzo. Quindi ora il problema è fare spazio e togliere da casa, secondo la regola aurea di Stefano Ciavatta, quelli che non rileggerei e che non reputo essenziali e le sòle. Solo che io non posso lasciare uscire un libro che non ho letto - sì sono paranoica e strana ma ho scoperto che anche Angela Cannucciari fa come me, quindi mi sento meno sola! - e quindi l'input è: non dormire sugli allori e sbrigarsi a leggere. Ho già due libri pronti per essere rimessi in circolazione (letture di maggio, vi tocca attendere)!

Detto questo ad Aprile il Book Club Klamm si è riunito per l'ultima volta al Klamm, rimarrà con questo nome ma cambierà location magari anche giorno d'incontro così al Lunedì sembrerò meno un cadavere. Ma questa è solo una delle novità perché, per entrare nel mood del libro del mese - che è stato anche il #unclassicoalmese di questo blog-, abbiamo deciso di cercare di calarci anche "culinariamente" nella parte. Abbiamo ribattezzato le buonissime scaloppine  di Maria come "le scaloppine alla Shandy al limone" e con Librangolo acuto, al secolo Irene, abbiamo proposto la Cottage Pie, torta inglese di carne con purè di patate e la Trifle, spettacolare torta al cucchiaio di cui si ha notizia dal 1500,  che ricorda il tiramisù solo per come viene composta. C'è stata la crostata - che gli inglesi mangiano vero? Vero! - di Librinvaligia, al secolo Barbara, e vi assicuro che sembrava di avere da mangiare per un esercito. Quindi d'ora in poi anche le derrate alimentari per il bookclub dovranno essere in tema con il libro!
A finire "La vita e le opinioni di Tristram Shandy, gentiluomo" di Laurence Sterne eravamo stati in due, io e Fabio. Stranamente a Fabio, nonostante lo stato polveroso dei resti del povero Laurence - lui predilige i libri di autori morti e sepolti -, non è piaciuto. Quello che mi rimane oscuro è il perché Fabio non lo reputi un romanzo. Un romanzo racconta una storia e Sterne, in questo lavoro, ne racconterà una cinquantina. Anche Sperduti ama questa opera d'arte e per una sera, caso raro come il passaggio delle comete sopra le nostre teste, per una sera siamo stati dalla stessa parte. Sicuramente ha influito lo stile di impaginazione dello scritto che, come detto in recensione, si presenta come un testo compatto ma ho trovato questa storia decisamente illuminante anche se mi ci è voluto quasi tutto il mese di attenzione quasi esclusiva. E infatti i libri letti sono solo due.
Prossimo libro da leggere "Anime baltiche" di Brokken (Iperborea) che produrrà anche una cena baltica, programmato per maggio per il Salone del libro, ma lo avevamo finito in due, è slittato a Giugno. Mentre per Settembre è prevista la discussione, con relativa cena russa, di Vita e destino di Grossman (Adelphi).

Passiamo agli acquisti. Vi avevo detto che vi avrei postato gli ultimi acquisti di marzo ai primi di Maggio ma poi non ho fatto in tempo. Ho avuto un mese abbastanza complicato in ufficio con il risultato che arrivavo a casa e mi trascinavo sbocconcellando la cena per le scale di casa per poi finire a letto a leggere con i gatti che cercavano le mie attenzioni. Il secondo grosso acquisto è stato fatto con la promozione dei reimanders di Libraccio.
"Il signore degli anelli. La compagnia degli anelli","Il signore degli anelli. Le due torri","Il signore degli anelli. Il ritorno del re"di J.R.R. Tolkien (Bompiani Editore) è una saga che richiede la spiegazione di un antefatto. Non ricordo quando ma c'è stato il mese di Tolkien in tv e io avevo deciso di vedere la serie di film per capire il perché tanto piace. Ecco non sono andata oltre i primi venti minuti de "La compagnia dell'anello" - attimo di odio per me modalità ON - che io ho ribattezzato "la compagnia della bigiotteria" perché c'è più di un anello! - attimo di odio per me modalità OFF -. Ecco, mettiamola così, a me il film fa venire sonno e vi giuro che mi ci metto d'impegno ma proprio non gliela posso fare! Così, complici le offerte ho preso l'occasione al balzo e ho acquistato questi volumi perché magari, leggendoli, mi annoio di meno.

Gertrude Stein invece è come Hornby, Schmitt e compagnia bella: se si trova in giro, si compra, punto e basta. Anche perché è davvero raro trovarla in giro. 
"Come volevasi dimostrare", (Einaudi Editore) opera prima del periodo maturo della Stein composta da due racconti. In uno si narra dell'amore fuori dagli schemi di due professori in un rigido college. Lui professore di successo, lei professoressa dall'animo sensibile  nel  secondo è anche un tantinello osè visto che la quarta di copertina dice ad un certo punto "gli arrischiati rapporti erotico-sentimentali fra tre universitarie americane della classe più abbiente". insomma un libro che non vedo l'ora di leggere...
"Paris France", (Edizioni di Torino) una dichiarazione d'amore e di appartenenza alla Francia da parte di una americana che, a 39 anni dal suo arrivo a Parigi, sente questa nazione adottiva come la sua vera patria. Dovrebbe essere un excursus sul mondo che la circonda e che l'ha accolta aprendole opportunità infinite nelle varie sfaccettature in cui l'arte può esprimersi.

Classici. Parlavamo con la fatina della letteratura del fatto che avevo iniziato a leggere Proust e della mia insensata ma molto produttiva passione di quest'anno per il "classico tomico" oppure lungo - vedi Proust con 7 libri per fare un solo romanzo -. E tra un "Beh, ci sono libri che almeno una volta nella vita bisogna leggere!" e un "Mi piacerebbe non avere un classico pesante per il mese di Maggio" se n'è uscita con questi due titoli :"La casa della gioia", Edith Wharton (La tartaruga Edizioni) e "Le relazioni pericolose", Pierre-A-F Choderlos De Lacos (Garzanti Editore). Precisiamo che entrambi gli editori mi vorrebbero cecata, entrambi i romanzi sono scritti in caratteri piccoli maledizione! 
Per "Le relazioni pericolose" parliamo di un romanzo epistolare che fece decisamente scandalo quando uscì, perché trattava dei costumi dissoluti e libertini della nobiltà cortigiana. Un gioco delle parti decisamente pericoloso quello fatto dai due protagonisti che si scrivono che sono un Visconte e una Marchesa, ma che, nei loro discorsi, restituiscono un'immagine quantomai realistica di una classe sociale agiata e annoiata e che ha come unico impegno l'intrigo. Ho visto il film anni fa, ma praticamente ricordo pochissimo.
Invece "La casa della gioia" è più un romanzo d'amore che gioca sull'aspetto che più affascina lettori e scrittrici da secoli. Siamo nella New York degli inizi del Novecento e la nostra protagonista appartiene ad una famiglia benestante decaduta. Il suo dovere è sistemarsi bene, trovando un marito ricco per poter rientrare nei salotti che contano a testa alta. Purtroppo s'innamora di un uomo che non è chi dice di essere...

Altro classico che non avevo è quello di Bradbury, "Cronache Marziane", che invece è decisamente più recente e racconta con fare ironico della colonizzazione umana del pianeta di Marte. Fu un romanzo che segnò una svolta nella narrativa di genere americana, fantascienza, per aver ritrovato, cito dalla quarta di copertina, "l'universalità simbolica della fiaba".  Non so sinceramente se mi piacerà, da quel che ho scritto dovrebbe piacermi visto che si prospetta un romanzo con morale, devo solo sperare che non sia pesante. Vedremo e ne riparleremo.

Per "Trono di spade", George R. R. Martin invece torniamo nel presente, almeno come scrittore, e invece come tema siamo nel mondo del fantastico. Draghi, terre perdute e lontane, ora fredde e ora calde, questo è l'inizio della saga de "Le cronache del ghiaccio". Pure in questo caso, come per Tolkien, tutti impazziscono per questa saga che io invece non ho letto. Avrei potuto prendere anche gli altri, ma non erano convenienti come questo e quindi se mi piace proseguirò la saga, altrimenti, almeno so come comincia! 

E veniamo al saggio, che in questo caso è "America"di Charles Dickens, che è invece una raccolta di pezzi che lui scrisse quando andò in America. In effetti, se non ricordo male, ci è stato più di una volta, ma questi pezzi sono stati scritti in quello che credo fosse il suo primo viaggio. L'America nel 1841 è un grande punto di domanda per l'Inghilterra. Da un lato per alcuni è solo una terra di sbandati altri invece ne sono estremamente entusiasti. Quando Dickens parte è curioso di scoprire se davvero, questa terra lontana, sia  la culla delle libertà e della realizzazione individuale ma il quadro che ne restituisce è decisamente quello di un osservatore disilluso. Potevo lasciarlo lì? No, ditemi... eh!

Per il libro di Orwell, finché l'editore non si metterà in regola, posso dirvi solo che si tratta di una raccolta di saggi.

E arriviamo ad Aprile vero e proprio! Sempre saggi, ma stavolta uniamo, saggio e fantastico insieme e avremo:"Cronache del fantastico", Gianfranco de Turris: che poi io manco sapevo che esistesse una "Coniglio editore", ma ora lo sappiamo tutti e siamo più contenti. La faccia di Irene quando ho detto "Lo prendo!" era fra questa O.O e questa -.-".
E' una raccolta di articoli usciti su una rivista di genere che si chiama, o si chiamava, "L'eternauta" fra il 1988 e il 1995. I generi citati: science fiction, fantasy, horror. E, non dimentichiamo, ha una copertina spettacolare che non vedo l'ora di farvi vedere!
Per rimanere un po' in un genere affine, andiamo nel mondo dei gialli e arriviamo a "I delitti della camera chiusa" di Polillo Editore, collana Bassotti che io adoro, e che raccoglie una serie di racconti lunghi in cui 13 autori si sono cimentati nel delitto perfetto. Di questo genere c'è un altro volume della stessa collana ed è "La casa dei sette cadaveri" che invece è un giallo-romanzo- rompicapo complesso ma molto molto bello. Potreste anche trovarlo nelle vecchie edizioni che Polillo ha fatto per il Corriere della sera che, per un anno, ha pubblicato una serie di gialli selezionati da questa collana polilliana.
Sempre Gialli e sempre del Corriere della sera abbiamo, perché sto distribuendo le proprietà librarie con voi così mi sento meno in colpa, la famosa Mary Higgins Clarke di cui ho sentito parlare in tutti i luoghi e in tutti i laghi ma che mai mi era capitato di leggere. Quindi quando ho trovato questa edizione, peraltro bellerrima, mi sono detta che per un euro e spiccioli si poteva anche provare! "Nella notte un grido", narra della storia di una gallerista sposata che si innamora di un pittore. Divorzia e si sposa con quest'ultimo trasferendosi nella casa di lui con le sue due figlie ma scopre che in quella casa e nella vita che si accinge a vivere con queste tre persone c'è qualcosa che non va...

E arriviamo ad un romanzo, "Un giorno di gloria per Miss Pettigrew"di Winifred Watson, che se è come il film, è un romanzo leggero. Sì avete letto bene, ho visto il film; lo so che succede raramente e che questa rivelazione potrebbe portare a rivoluzioni climatiche inenarrabili ma ero curiosa di leggere il libro da cui è stato tratto questo lungometraggio e di cui sinceramente non ho capito l'utilità. Miss Pettigrew è una colf decisamente sfortunata e che non riesce ad andare d'accordo con nessuna delle sue datrici di lavoro. Dopo l'ultimo licenziamento arriva alla casa di una bionda svampita che è fidanzata con un poco di buono e che è innamorata di un musicista squattrinato e, la nostra protagonista, più che colf diventa all'occorrenza dama di compagnia, testimone, complice e via dicendo. Se trovo il senso in questo lavoro ve lo scriverò...
Altra storia avviene in New England dove una libraia vive una vita felice nella sua libreria fra libri e acquirenti. Un giorno però fra le pubblicità e le bollette trova una lettera d'amore, non sa chi l'ha scritta ma la colpisce particolarmente e la sua vita cambierà. Questo è il tema dell'altro romanzo comprato che è "La lettera d'amore" di Cathleen Shine. Un Adelphi smilzo e anche decisamente rovinato - maledetto te che ci hai messo una tazza di caffè rovinando la copertina! - e quindi per bilanciare il possibile insuccesso della Watson ho preso questo. C'era anche un altro Adelphi che all'ultimo non ho preso, ma non ricordo sinceramente quale fosse.

Percorso "Il libri dello strega" è un percorso che ho iniziato in tutta calma nel 2011  stregata da "Tempo di uccidere" di Flaiano. In quell'occasione scrissi che mi sarebbe piaciuto ripercorrere i vincitori dello Strega in ordine di vittoria per capire come erano cambiati i gusti letterari italiani. Sono ancora al 1949, con Paolacheunblogancoranonl'apre che mi segue in queste cose strampalate, con "La memoria" di Angioletti anche perché, nella mia insana visione, devo cercare i libri più vicini all'anno di vittoria senza dove sborsare un patrimonio e questo libro che ho trovato, "Una Spirale nella nebbia" di Michele Prisco, è stato stampato in settima edizione proprio l'anno in cui ha vinto lo Strega ovvero il 1966! Udite, udite, questo libro vincitore di prospetta come un giallo. Durante una battuta di caccia Fabrizio uccide la moglie Valeria, va a capire se per sbaglio o di proposito, ma visto che non ci sono testimoni, è deciso a non auto-accusarsi. Viene messa su un'indagine per chiarire i fatti. Nel frattempo sua cugina Maria Teresa che lo difende a spada tratta si trova a vivere un momento di difficoltà con il marito, malato e impotente che, pur di avere un erede, vuole riconoscere come suo quello della cameriera e dell'autista. Chissà come sarà... mi mancano solo 16 libri per poterlo leggere!
Nota di folklore: negli anni '60 la Rizzoli non usava scrivere ne seconda e tantomeno terza o quarta di copertina ma, l'ex proprietario/a (sembra più una cosa da donna che da uomo) era talmente tanto appassionata delle opere di questo scrittore da aver lasciato dentro anche una serie di ritagli di giornale che riportavano i racconti di Prisco. Ce n'è uno persino di "Sorrisi e Canzoni" che nemmeno sapevo che avesse una rubrica di letteratura!

Ohhh e qui arriviamo a quella che, nel gergo degli youtubers del momento, chiamano "la piratata del mese". Ovvero il libro comprato con il miglior prezzo del momento. Ieri leggendo le prossime uscite di Fazi Editore per i mesi a venire chi ti trovo? La ristampa di questo volume: "Creazione", Gore Vidal. Lo avevo visto anche a Torino ma non lo avevo riconosciuto perché il mio ha una copertina diversa che, Fazi non prendertela, mi piace di più. Nella prefazione di Anthony Burgess c'è scritto:
«Vidal affronta qui gli interrogativi fondamentali dell'umanità, senza lasciare che la sua coscienza di contemporaneo interferisca nel racconto. Creazione è un'ispirata reinvenzione del nostro passato remoto» e il New York Times lo ha definito "il suo romanzo migliore" e io da qualche parte devo anche iniziare a leggerlo, ma ancora non ho deciso se iniziare da qui o dall'altro preso a Marzo!


I libri regalati invece vengono tutti e tre da Angela Cannucciari e come succede a lei, se mi trovassi in libreria e, dovessi richiederli, arriverei con il nome dell'autore scritto su un foglietto per paura di doverli pronunciare. Ora, al Sole 24 ore non chiedete di fare una sinossi che non ci riescono manco per sbaglio, quindi vi dico cosa penso, e sottolineo penso, che ci sia scritto dentro:
"A metà di nessuna parte", Julio LLamazares: una donna si sente male e sviene, viene soccorsa e riportata a casa, peccato che come aprono la porta, rimangono gelati alla vista di un uomo e un tacchino appesi al soffitto. Ora l'uomo poco male, di uomini appesi è piena la letteratura... ma il tacchino, giuro che proprio mi mancava! E' un libro smilzo, come gli altri due peraltro, forse ci riesco a capire se è un giallo.
"Perle. Uno straniero", Israel J. Singer : sono due racconti e non si capisce altro!
"Il vendicatore", Thomas De Quincey : Il rientro in casa dopo tanto tempo nel quartiere ebraico diventa un'occasione per riscoprirsi e riscoprire. Un viaggio nelle usanze ebraiche. E questo devo dire che mi ispira un po' perché nella quarta di copertina c'è una frase che mette a confronto questo rientro con una stanza che dovrebbe trovarsi in tutte le case ebree in cui è tutto lasciato in disordine per usanza.

L'altro libro letto nel mese di aprile è la prosecuzione de "Mistero a Villa del Lieto Tramonto" che mi era piaciuto da morire! Anche questo "Fuga da Villa del Lieto Tramonto" mi è piaciuto, ma ha lasciato una porta aperta al terzo capitolo de "La trilogia di Helsinki". Minna perché mi fai così? Ora mi devo arrovellare un anno nell'attesa che esca il prossimo libro! Sbrigati! Villa del Lieto Tramonto non è altro che una signora casa di riposo di Helsinki che, nello scorso episodio, è stata oggetto di una truffa con i fiocchi e ha visto condurre le indagini da un gruppo di arzilli novantenni. Oggi invece l'intero stabile è in ristrutturazione. Chi può scappa dalla polvere e dai calcinacci da parenti e amici e chi non ha più nessuno, come i nostri arzilli nonnetti, studia delle alternative tipo quella che chiamano "la comune" ovvero un appartamento diviso in più persone come succede per gli studenti. Ma c'è qualcosa che non va, la ditta incaricata della ristrutturazione, non è propriamente una società a loro nuova e non sembra essere così "pulita" come si presenta. 
Riusciranno i nostri eroi a risolvere questo rompicapo? Io lo so e voi no! :D
p.s.: Io ancora rido per la nonnina svampita che ogni due per tre si prensentava ai suoi coinquilini completamente nuda!

Ho letto e finito più libri a Maggio così compenserò il mese parco che ho avuto in Aprile. Avete meno di un mese per arrivare a leggere tutto quello che ho scritto in queste ore, e molto di più per dire la vostra sui miei acquisti. Anche perché sono stata brava, non mi sono dilungata tantissimo sulle descrizioni giusto? Nel frattempo, visto che è l'una passata di notte, io vi saluto.
Buone letture,
Simona Scravaglieri





martedì 17 maggio 2016

#SalTo2016 quattro passi in fiera senza Cointreau...



Una foto pubblicata da @leggendolibri in data:


Anche quest'anno sono stata al Salone del libro di Torino. Non è una novità, oramai sono tre anni che ci vado ma di nuovo c'è che la "formula per vivere e sopravvivere al salone" quest'anno, con Librangolo Acuto, Appunti di una lettrice e La leggivendola (mentre Librinvaligia è stata sempre ligia al dovere!), l'abbiamo involontariamente cambiata. Diciamo che non è stata una cosa voluta e cercata ma, forse per la prima volta, complice il "regime di carcerazione" istituito dalla nuova gestione dell'evento - che prevede che in fiera si può entrare solo una volta al giorno-, abbiamo preferito alla visita costante e continua agli stand, la presenza alle varie presentazioni. A parte quello sulla Sarfatti, edito da Mondadori, tutti gli altri erano piccola e media editoria (anche se Fazi, alla fiera di Roma, era considerato un grande editore!). Cos'è cambiato rispetto l'anno scorso? In pratica poco e niente.

In compenso, visto le instabili pile di libri che voglio leggere, avevo stabilito che avrei comprato un libro, al massimo due. Non sono stata bravissima - ne ho presi tre - e due mi sono stati dati dagli editori e quindi, al rientro, non sembrava stessi portando un cadavere in valigia come lo scorso anno! Alla fine ho adottato tre case editrici e ne sono particolarmente contenta perché due di queste le conoscevo appena e una mi era totalmente sconosciuta e quindi sono felice di ospitarle come nuovi ingressi in questo spazio.

Come al solito l'elenco è in ordine alfabetico per casa editrice e non per importanza:


Edicola Edizioni (casa editrice adottata)


Bellini loro, dividevano uno spazio molto bello con Spartaco Edizioni e un altro editore, che al momento mi sfugge. Hanno una vita un po' particolare che si divide sei mesi in Italia e sei mesi in Cile; pubblicano sia autori italiani che cileni traducendoli sia in italiano, per gli spagnoli, che in spagnolo, per gli italiani. Siamo andate in tre da loro, io, Librangolo Acuto e La Leggivendola e, in tre, abbiamo preso tutti libri differenti tra cui uno in spagnolo (Irene sbrigati a leggerlo che sto in ansia per questo orfano di madre!). Chiaramente il libro che ho preso io è un autore italiano con un titolo che è tutto un programma: 

"La gente morta non si diverte", Gianluca di Renzo. La quarta di copertina è micidiale e bellissima:
"Non sono stato neanche capace di organizzare una morte fottutamente semieroica. Sono un mediocre. Lo sono sempre stato. Un non uomo, con aspirazioni da uomo, senza risultati apprezzabili. Maturo, costante, la decisione di un suicidio, che verrà attuato con risultati disastrosi. Mi farò molto male, senza uccidermi". E' inutile che fate i vaghi, se continuate a venire in questo spazio è perché anche voi non lo avreste lasciato lì!


Eris Edizioni (libro regalato, casa editrice adottata)


L'adozione ci sarebbe stata comunque quando mi hanno detto che mi avrebbero mandato degli esempi di analisi del mondo delle graphic novel. Parlando con loro ho detto che uno dei miei limiti è il non saper dare il giusto peso a questo genere di pubblicazioni che, invece, negli ultimi anni non solo hanno trovato un folto gruppo di estimatori ma, grazie a questa insperata riscoperta, si arricchita di nuove storie e di nuovi approcci alla costruzione delle storie.E invece mi hanno pazientemente, vi assicuro che con il caos della fiera e dopo un'intera giornata a fare banco fra i curiosi non è facile mettersi a fare un'analisi del genere, mi hanno dato un sacco di spunti da cui partire. Poi, guardando le copertine ho scoperto che hanno anche una collana di narrativa che a Roma mi era completamente sfuggita, me-colpevolissima-me, e allora ho fatto la solita domanda: "qual è il libro che hai deciso di pubblicare, in barba alle possibili vendite, perché ci credevi proprio?"

"Il complotto delle statue di cera", Riccardo Borgogno. E' un romanzo che si svolge in varie epoche temporali e nella seconda di copertina specifica "[...] segue il percorso di un antico sapere esoterico e alchemico [...]" arrivando fino ai giorni nostri a Torino in cui una serie di pratiche antichissime che risalgono all'epoca di Arduino vengono ancora utilizzate dietro le facciate borghesi della finanza e della cultura della città. Ci sono un sacco di bei disegni, alcuni un po' inquietanti, ma mi piace e, appena lo leggerò non scamperete al mio resoconto. Contenti? Eggià...


Rogas Edizioni (casa editrice adottata)


Avevo sentito parlare di questa casa editrice da un autore che mi ha mandato il suo lavoro che è: "Le cose dell'orologio" di Mario Borghi, che con una copertina siffatta non potevo non leggere (lo troverete fra gli arrivi di Maggio). Invece a Torino ho preso:

"Riscenziello", Marco Ciotola - Un romanzo sull'ansia, ci ha detto l'editore, e in effetti il protagonista di questa storia già non ha una vita tranquilla circondato dai suoi parenti mentre deve curare una campagna pubblicitaria per uno psicologo e quindi decide di seguire un percorso di analisi. Abbiamo letto con Librangolo Acuto il primo capitolo e già ci siamo fatte ricche risate.

"La biblioteca ritrovata. Percorsi di letteratura gay nel mondo contemporaneo.", Francesco Gnerre. In questo caso parliamo di un saggio e, stando alla presentazione decisamente partecipata che ho visto, anche un signor saggio. Nel giro di un'ora è stato ripercorsa per sommi capi la storia della letteratura che si occupata del mondo omosessuale e sono stati dati parecchi spunti di riflessione. Perché parlare di letteratura gay oggi? Per la questione dei matrimoni? L'adozione? In sostanza la cultura va a braccetto con la civiltà e la legislatura. Se non conosciamo abbiamo paura o ci convinciamo che sia tutto sbagliato. Conoscere, come nel  caso anche del mondo esterno a quello che frequentiamo, ci mette in condizione di capire e scegliere. L'incontro si è svolto nella Sala Incubatore e ha generato non solo molto interesse ma anche molte domande e sussurri. Per esempio, io Irene e Daniela, non eravamo molto d'accordo sul fatto che in Italia non ci siano tante pubblicazioni in merito. Ma aspetto di leggere il libro per dare un giudizio definitivo.


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Sonzogno (libro regalato)

Che se non me lo avessero regalato lo avrei comprato. Già avevo visto il comunicato e avevo intenzione di richiederlo, poi ci si è messa Irene. E' bello eh? Ma bello, bello-bello. Ecco è una saga storica inglese che si svolge nel 1783. Ora, ho appena finito Sterne, che non glielo vogliamo mettere un suo coevo vicino?

"Ross Poldark", Winston Graham. E' appena tornato, dopo aver combattuto la guerra della Rivoluzione Americana, Ross Poldark ed è figli di uno piccolo possidente terriero inglese . Ha abbandonato l'Inghilterra per problema con la legge e quando torna è tranquillo signore non più giovane scavezzacollo, ma scopre immediatamente che la sua fidanzata, complice la guerra e una dichiarazione della sua presunta morte, sta per sposare un altro e che la sua casa di famiglia sta cadendo a pezzi per l'abbandono. Quindi il nostro eroe decide di rimettere a posto le cose, proprio partendo dalla sua proprietà. Ci riuscirà? Appena lo leggo non ve lo dico, ma magari trovo altro da dirvi in merito!

Tra le presentazioni viste invece ci sono quelle di:

"Sottrazione", Gorilla Sapiens edizioni, che non glielo diciamo che hanno fatto un libro con le gradazioni del blu che io preferisco, altrimenti chi le sente? Presentazione davvero bella perché il relatore è riuscito a stupire pure l'autore, Carlo Sperduti, con delle riflessioni che sono veramente interessanti. Insomma Sperduti o lo si prende in superficie, come umorista e narratore amante del rimescolamento dei vocaboli in soluzioni assurde, oppure lo si prende in maniera seria ,come fine giocatore e "declinatore" dei significati e delle accezioni con cui si forma una determinato linguaggio, fa sempre e comunque parlare di se. E questo mi sembra un buon punto a suo favore. E io vi metto una delle foto più belle che ho fatto al salone:


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Quindi abbiamo visto, io un po' meno l'ho più che altro sentita, la presentazione del saggio di Fazi Editore, che prima o poi mi compro "Charlotte Brontë. Una vita appassionata" Lyndall Gordon. Ora questo libro mi piace in particolare per colpa di Irene, che ne è rimasta stregata, e vi assicuro che per stregare Librangolo acuto ce ne vuole eh! Quindi non appena mi toglierò di mezzo qualche libro, ne ho già due da defenestrare, lo comprerò (ad occhio e croce ne devo defenestrare qualcun altro, ma sto lavorando per voi, non disperate!). 


Poi abbiamo visto le presentazioni in cui è stato relatore Patrizio Zurru, il fondatore di Strade scritte, che è interventuto per commentare un saggio su Grazia Deledda e la sua amica e Amelia Melis de Villa. E' stato interessante, il libro è pubblicato da Arkadia Editore, anche questa una casa editrice che ho scoperto in Fiera. Il saggio di propone di restituire una quadro quantomai completo dell'autrice, svelandone i tratti meno conosciuti. Ne è venuto fuori un quadro decisamente interessante anche perché Patrizio è riuscito a trovare un articolo scritto dalla Deledda proprio sulla Sardegna e vi assicuro che c'era da rimanere stupiti. Sono certa che qualcuno inorridirà, lo sento già urlare "Orrore, orrore, orrore!", ma io e la Deledda non siamo andate molto d'accordo sino ad oggi, anzi fino al giorno della presentazione di questo libro. Diciamo che preferisco la Deledda giornalista che quella scrittrice... quindi inorridite, ma con contegno grazie!


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Sempre Zurru, in compagni di Isabella Pedicini, che è stata la scorsa estate con noi a #Nonsonosòle, con "Ricette umorali" e "Ricette umorali. Il bis" pubblicati entrambi con Fazi. È inutile, insieme sono un connubio esplosivo. Lei talmente solare da illuminare con il suo sorriso tutto ciò che le sta intorno e lui che, quando trova la giusta controparte, diventa un perfetto umorista. Abbiamo esplorato gli ambiti dove hanno visto luce le "Ricette umorali" nate come perfetto connubio di cibo e letteratura. Il tempo è decisamente volato con loro, nonostante tutto il caos che circondava il padiglione che li ospitava.


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Infine, ma non ultima per importanza la presentazione del volume: "Margherita Sarfatti. La regina dell'arte fascista." di Rachele Ferrario per Mondadori Editore, presentata con Cazzullo come relatore. A parte essermi congelata con Daniela ed Irene, sono veramente contenta di averla vista. A parte i facili commenti, la figura di Margherita è basilare per conoscere i veri retroscena del regime, pochi sanno che a fare di Mussolini il Duce fu proprio lei, con un libro in particolare, pubblicato in Inghilterra e poi successivamente concesso alla pubblicazione di Mondadori solo a patti che alcuni pezzi dell'edizione inglese venissero censurati. L'avevo visto di sfuggita mentre facevo i regali di natale in libreria e poi mi ero dimenticata di prenderlo. A Gennaio lo avevo comprato in un'altra libreria e, devo ammettere, che dopo questa precisa ricostruzione fatta nella presentazione cui ho assistito, credo che la leggerò presto appena ho un po' di tempo e, sopratutto, ho chiuso i millemila libri aperti che devo ancora ultimare!

Tra le iniziative interessanti c'era anche #faicomeallostandtuo #editorinscambio per la quale ogni editore prestava un suo rappresentante che doveva, allo stand di un altro, scegliere un titolo e sponsorizzarlo. Nel nostro caso ci siamo imbattute in Silvia di Edizioni Exòrma allo stand di Nottetempo:


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Detto questo ho visitato gli stand bellissimi di Exòrma, Hacca Edizioni, Lavieri, Sur, Casa Sirio, Neo Edizioni, Intermezzi, Fazi, Giulio Perrone, Spartaco Edizioni, NN Editore, 66and2nd, Adelphi e Marsilio e altri che alle 23:00 di sera, con alle spalle una lunga giornata di lavoro, non mi sovvengono ma che vi aggiungerò in seguito. Stand bellissimi perché pieni di novità e tante conferme a riprova che la piccola e media editoria riesce ancora a distinguersi e questa è una bella notizia. Complice la figuraccia dello scorso anno dell'organizzazione, mi hanno detto che i prezzi degli stand sono un po' diminuiti, non tantissimo ma un pochino sì. Questo ha permesso a tutti di avere uno spazio adeguato e questa è una cosa che rincuora anche noi lettori che speriamo sempre di poter sbirciare nei tavoli in tranquillità senza dover fare a cazzotti con gli altri. 

Sono comunque stata strattonata, calpestata, borsettata (sport particolarmente attivo alle fiere in cui la regola ferrea è: più grossa è la borsa della dama, più forte sarà la botta che ti darà voltandosi di scatto per guardare se dietro la stanno seguendo!"), ho ricevuto abbracci e sorrisi e, nonostante le corse da un evento all'altro - mai che ce ne fosse uno vicino agli altri! - mi sono anche molto divertita parlando con blogger che hanno interessi comuni e anche diversi dai miei. In fiera noi blogger per l'organizzazione rimaniamo "professionali di serie B" e quindi non si ha diritto a quasi nulla. Mi hanno detto addirittura che hanno chiesto 170€ per avere l'accesso alla wi-fi! Ora, io non voglio dire siori organizzatori, ma fate pace col cervello!
Abbiamo anche provato a fare una serata bookclub  - versione salone off -, ma avendo finito solo io e Librinvaligia il libro, che vi ricordo era "Anime baltiche", abbiamo deciso di posticipare la discussione a Giugno con adeguata cena baltica. In effetti, di baltico c'era solo il clima torinese, e, vi confermo, con la braciola ai ferri rimane difficile acclimatarsi in quei luoghi per discuterne con calma! Però a noi si è unita anche Laura de "Il tè tostato" e sono venute fuori delle interessanti conversazioni.

Di tutta questa esperienza rimane un solo mistero: chi è che di mattina, per entrare in fiera si porta il Cointreau dietro. L'ultimo giorno quando abbiamo attraversato i controlli anti-Isis tra gli oggetti requisiti c'era una bottiglia di questo liquore!
Felici che ve la siete cavati con poco? Aspettate il diario... (Risata malefica)
Buone letture,
Simona Scravaglieri

mercoledì 27 aprile 2016

[Dal libro che sto leggendo] Fuga da Villa del Lieto Tramonto




E siamo alla seconda puntata de "La trilogia di Helsinki" di Minna Lindgren! Uscito da poco, questo romanzo di presenta già come un capolavoro di comicità. Ci sono quasi tutti i vecchietti della prima puntata, qualche altro ci ha lasciato - come accade nella vita -, e altri si sono aggiunti. Però una cosa è certa: a Villa del Lieto Tramonto non c'è pace! 

Dopo aver sventato una serie di possibili omicidi, oggi, i "non-più-giovani" ospiti della casa di riposo si trovano a dover convivere con rumori e polvere a causa di una ristrutturazione. A dare più preoccupazione non è solo la solita, anche se nuova, direttrice incapace ma una sospetta ditta che si è aggiudicata i lavori e che sembra avere degli operai che non sembrano sapere quello che fanno che sono capitanati di un Project Manager in grado solo di dire paroloni ma incapace di rispondere alle domande più semplici; per non parlare poi dei furti, è cominciato a sparire qualche oggetto di poca importanza finché un giorno sparisce anche un portagioie...

Sono così i libri della Lindgren, allegri scorrevoli e anche decisamente divertenti, dove la città di Helsinki viene raccontata attraverso i percorsi del tram e le vite di tranquilli personaggi si condiscono di mistero. Misteri all'apparenza semplici, quasi banali, ma che messi in mano ai personaggi giusti diventano veri e propri gialli d'autore ricchi di colpi di scena anche se i protagonisti hanno un'età che varia fra i settant'anni e i novanta. Come ci riesce? A dirla tutta, questo, per me è un mistero, ma vi posso dire che ci riesce egregiamente. L'ho appena iniziato e già sono curiosa di sapere come va a finire... Ne riparleremo presto in recensione!
Buone letture,
Simona Scravaglieri


1


Un fracasso tremendo svegliò Siiri Kettunen, che credette di riaprire gli occhi niente meno che all’inferno. Le rimbombò in testa un boato proveniente dai piani superiori, sentì degli schianti oltre la parete e un rombo in lontananza, e poi finalmente ricordò. Da mesi gli inquilini della residenza per anziani Villa del Lieto Tramonto vivevano nella costante minaccia di imponenti lavori di ristrutturazione. A maggio l’istituto era stato circondato da ponteggi e impacchettato in una fitta rete di plastica, mancava solo che ci scavassero un fossato intorno per farne un’inespugnabile fortezza. Per ordine della direzione, le finestre e le porte dei balconcini dovevano essere tenute serrate. In quelle belle giornate di primavera, piene di sole ed eccezionalmente calde, non penetrava un filo d’aria o di luce e gli appartamenti, bui come cripte e dalla temperatura tropicale, si erano trasformati in saune elettriche.
Siiri guardò la radiosveglia sul comodino. Erano appena le sei e sette minuti di quel lunedì mattina e la devastazione totale era già in corso. Quando i residenti avevano scoperto che a vincere l’appalto era stata un’impresa straniera che impiegava perlopiù polacchi, russi ed estoni, in molti avevano dubitato della sua efficienza. Eppure, a quanto pareva gli operai si stavano dando un gran da fare.
Il fracasso si faceva sempre più insopportabile. Dall’altra parte del muro, i colpi erano talmente violenti che Siiri temette il crollo dell’intero edificio. Pensavano che lì dentro fossero tutti sordi come campane? Ritenevano di poter martellare e trapanare da mattina a sera ignorando gli ospiti? Si mise lentamente a sedere sul letto, appoggiò i suoi vecchi piedi sul linoleum grigio del pavimento e aspettò un istante che il ronzio nella testa si affievolisse. Da giovane, le sue caviglie sottili attiravano i complimenti degli uomini, ma con l’avanzare degli anni i piedi erano diventati pesanti macigni. Rimase a osservare quelle gambe che a stento riconosceva, nell’attesa che il brusio nel suo cervello scomparisse del tutto. Strano, pensò, che nemmeno il rumore di pareti abbattute e piastrelle frantumate riesca ad avere la meglio sui sibili delle mie vene calcificate. Ne era certa, quella mattina la sua testa non avrebbe trovato un attimo di pace.
Prese la vestaglia ai piedi del letto e prima di alzarsi s’infilò le pantofole. Le odiava, ma Irma l’aveva obbligata a usarle. Se scorrazzava in giro in calzini, prima o poi avrebbe fatto un capitombolo e si sarebbe spaccata l’osso del collo, e lei non aveva alcuna intenzione di fare da badante a una paraplegica. Siiri sorrise pensando alla sua cara amica. Quanto avrebbe voluto che fossero già le dieci per sgattaiolare da lei e sorseggiare una tazza di caffè leggendo insieme il giornale. Ma a quell’ora Irma sicuramente dormiva ancora, operai o no. Il suo cocktail serale prevedeva i sonniferi più potenti dell’universo.
«Sono innocui» minimizzava ogni volta agitando la mano in quel suo gesto che faceva tintinnare i braccialetti d’oro. «Aiutano a fare la nanna, tutto qui, non ti rincitrulliscono il cervello. Alla nostra età dormire è importante. Prima di andare a letto ne prendo uno e lo annaffio con il mio whisky della buonanotte, perché anche quello mi distende che è una meraviglia.»
Siiri stiracchiò i suoi arti doloranti, andò in cucina e mandò giù controvoglia due bicchieri d’acqua. Il secondo era proprio di troppo. Fece tre sorsi, una pausa, poi un respiro profondo, e infine l’ultima sorsata. Anche bere tanto era importante. La disidratazione aumenta con la vecchiaia e già a settant’anni, quando tutto sommato si è ancora giovani, non si regge più l’alcol come prima. E quando l’idratazione non è sufficiente si hanno crampi di tutti i tipi, le gengive s’infiammano, la pelle prude e l’attività intestinale rallenta. Solo che per questi sintomi i medici prescrivono una sfilza di farmaci, non raccomandano certo di bere di più.Quella mattina i due bicchieri d’acqua le erano sembrati un’incombenza insormontabile. Alla fine ce l’aveva fatta, ma dopo aver vuotato il secondo restò ferma a riprendere fiato quasi fosse reduce da un’estenuante impresa sportiva. I colpi e il ronzio dei trapani s’intensificavano. C’era rumore dappertutto, dentro e fuori la sua testa, ma soprattutto dietro la porta del suo appartamento. Siiri la fissò perplessa, quasi il suo sguardo severo potesse costringerla a rivelarle quello che succedeva dall’altra parte. Lì dietro qualcuno armato di martello stava cercando di buttarla giù. Cercò la sua borsa. Sul tavolino del telefono non c’era e nemmeno in soggiorno. Non la trovò sul letto e neppure sul comodino. Ma eccola lì, sulla sedia in vimini nell’ingresso, inaspettatamente al suo posto. L’afferrò e se la mise al braccio, quasi fosse una potente arma di difesa contro qualsiasi tipo di attacco. Poi, socchiuse la porta con prudenza.
«Chicchirichì!» risuonò in corridoio tanto forte da coprire per un istante trapani e martelli.
Anche Irma era sveglia.
«Non è tremendo? Sembra di essere all’inferno! Di questo passo, non c’è dubbio che finiremo lì. Ora come ora, visto che non tiriamo le cuoia, una piccola eutanasia di gruppo non ci starebbe male, tanto noi non facciamo mai niente come le persone normali. Tic tac, tic tac, tic tac.»
«Irma! Che ci fai già sveglia? È prestissimo!»
«Non sarai diventata sorda! Hanno preso a martellate il mio appartamento. Un tizio barbuto è sbucato alle prime luci dell’alba, si è infilato dritto in bagno e ha cominciato a menare colpi a destra e a manca. In preda al panico, mi sono messa addosso le prime cose che ho trovato e sono venuta a rifugiarmi qui. Non è che hai qualcosa per colazione?»
Si fece largo scansando Siiri ed entrò. Indossava un elegante abito estivo blu, sulle spalle uno scialle chiaro lavorato all’uncinetto e ai piedi stravaganti ciabatte di plastica rosa, simili a quelle per fare la doccia.
«Sono Crocs, le usano tutti» disse mentre apriva il frigo, forse c’era della toorta per colazione. «Li hai sentiti parlare tra di loro, gli operai? Non erano neanche le sei e si sono messi a chiacchierare a voce altissima dietro la mia porta in tutte le lingue del mondo. Ce n’è uno che conosce a menadito le parolacce finlandesi. Cazzo di là, cazzo di qua... è per questo che mi sono svegliata.»
Siiri non l’aveva mai sentita pronunciare quella parola. La guardò sconcertata mentre lei, impassibile, continuava a perlustrare il frigorifero canticchiando a labbra strette uno dei tormentoni della sua gioventù.
«Eccoci, ci siamo, dai che ce la facciamo, per brioche e caffè altri cinque marchi abbiamo...»
Siiri le indicò un pezzo di torta avvolto nell’alluminio su uno dei ripiani in basso. Era di due giorni prima; o meglio, l’aveva comprata confezionata al supermarket Altalepa due giorni prima, ma probabilmente risaliva a un mesetto addietro e proveniva da qualche angolo sperduto di un paesino di campagna sul Baltico. Non importava, aveva ancora un buon sapore. Aprì il rubinetto per fare il caffè, ma non uscì un goccio d’acqua. Chiusa senza alcun preavviso. Per fortuna ne era rimasta un po’ in una pentola, la mise a bollire e tirò fuori dalla dispensa il barattolo del caffè solubile.
«Si dice toorta» ribadì Irma immancabilmente. «La toorta va inzuppata nel caffè, solo così diventa strabuona, anzi, come dico sempre io... fa-vo-lo-sa! Oh mamma mia! Meno male che questo baccano non altera il senso del gusto.»
Si misero a tavola ad assaporare la torta e il caffè, sfogliando il giornale. Il frastuono al piano superiore aumentava incessantemente. Sembrava che qualcuno stesse sfondando il pavimento, e cioè il loro soffitto, con un martello. Nell’appartamento di Irma, al di là della parete, colpi violenti e isolati si imponevano nel caos generale: qualcuno se la stava prendendo con un muro, o con il pavimento, chissà. Sul giornale c’era davvero poco che valesse la pena di leggere, come spesso accadeva nei lunedì d’estate. Anche gli annunci funebri erano deludenti. Solo due, ugualmente banali. Diedero una rapida occhiata alle qualifiche professionali degli estinti.
Nostro caro ingegnere, nonno e fratello...
Nostro amatissimo direttore regionale dell’Ufficio Igiene...
«Non ti sembra incredibile che i familiari di questo Olavi Edvar lo chiamino “caro ingegnere”?» disse Irma scoppiando in una risata che le fece andare di traverso la torta. Tossì, tossicchiò ancora e poi continuò a ridere agitando le mani e asciugandosi le lacrime con un fazzolettino di carta.
«Oh santo cielo! Che ne dici se sul tuo annuncio funebre scrivo “cara dattilografa”?» Bevve un gran sorso di caffè e scoppiò di nuovo a ridere, poi tirò un respiro profondo, scrutò la plastica grigia che copriva le finestre ed estrasse dalla sua borsa una tavoletta verde. «Ti presento Aipad. Si scrive iPad, e Anna-Liisa lo pronuncia alla svedese, “aippadd”.»
«L’hai preso, alla fine?!» gridò Siiri sbalordita. Irma le aveva detto più volte che intendeva comprare un tablet, ma lei non aveva mai creduto che quel giorno sarebbe arrivato. E invece, ecco un iPad sul suo tavolo da pranzo, tra le briciole della torta. «Ma non è carissimo?»
«No, nient’affatto» rispose Irma accarezzandolo quasi fosse un animaletto domestico. Dall’aggeggio uscì un motivetto e un attimo dopo sullo schermo apparve una sequenza d’immagini. Ma allora era vero che si risvegliava con un semplice tocco. «Non so quanto mi è costato di preciso, l’ho pagato con la carta fedeltà Stockmann. E in quel caso, lo sai, niente costa nulla. E poi, immagina quanti punti ho accumulato! Il commesso mi ha assicurato che è un ottimo acquisto. Resistente e di buona qualità. Ed è anche carino, non credi?»
Coccolava la sua bestiolina che in cambio le obbediva mansueta. Sullo schermo comparvero delle carte da gioco, e Irma mostrò quanto fosse facile fare un solitario senza quelle vere. A Siiri sembrò una stupidaggine. Non aveva voglia di starla a guardare mentre s’intratteneva con una macchina al suo tavolo. Dovevano finire di leggere il giornale e chiacchierare, il solo modo per non rimanere tagliate fuori dal mondo reale.
«Ma sul mio tablet posso leggere anche il giornale!» strillò Irma sovrastando con la sua voce da soprano la cacofonia degli operai al lavoro. Tamburellò qualche colpetto leggero sullo schermo ma il giocattolino si innervosì e smise di fare quello che voleva.
«Bestiaccia! L’ho visto ieri, ne sono ultra sicura» disse picchiettando ostinata. «Dai, mascalzone, obbedisci!»
Le carezze si trasformarono in ditate sempre più furiose e Siiri temette che il prezioso dispositivo si potesse rompere. Ripiegò il giornale e lo ripose in una busta di carta accanto alla porta d’ingresso. Adesso si sentivano martellate anche in corridoio, non solo nell’appartamento di Irma, e grugniti in una qualche lingua slava nell’intervallo tra una botta e l’altra.
«Ora non lo trovo, ma ti assicuro che è dentro qui da qualche parte. Me l’ha mostrato il commesso di Stockmann, ha toccato qualcosa e sono apparse esattamente le stesse cose che hai tu sul tuo giornale, quello che hai appena buttato. Non sono del tutto certa che ci fossero gli annunci funebri, ma ci saranno senz’altro, ora i necrologi li mettono perfino su internet.»
«Ma allora internet sarebbe quello lì?» domandò Siiri vagamente scettica mentre l’amica, con il tablet appoggiato sulle gambe, univa i polpastrelli di pollice e indice sullo schermo come per togliere una pulce a un gatto.
«Ma no, stupidina!» strepitò continuando a gesticolare. «Questo non è internet, serve per andarci.»
«E quindi, dov’è?» «Cosa, internet? Internet è... insomma, è dappertutto e... da nessuna parte. Mi pare che per dire questa cosa esista addirittura una parola. Anna-Liisa se la ricorderebbe di sicuro...»
«Cosmo?» suggerì Siiri. «Che sciocchezza! L’astronomia non c’entra nulla. Al giorno d’oggi tutti sanno usare il computer, perfino i bambini. E adesso so farlo pure io, anche se devo ammettere che questa macchina non vuole proprio starmi a sentire. Volevo mostrarti una cosina che ti sarebbe piaciuta un sacco. Al corso ci hanno insegnato che con questi aggeggi si possono vedere i tram. Mi pare che ci sia una appe da qualche parte ma adesso non riesco a trovarla. Queste cose si chiamano “appe”. Lo sai, vero? Forse è questa qui? No, accidenti! Adesso vuole giocare a sudoku! Ma perché non sei venuta al corso d’informatica con me?»
Questo pezzo è tratto da:

Fuga da Villa del Lieto Tramonto
Minna Lindgren 
Sonzongno editore, ed. 2016
Traduzione di I. Sorrentino 
Collana "Romanzi"
Prezzo 17,50€

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