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venerdì 4 ottobre 2013

"cate, io", Matteo Cellini - Del pensiero grasso e delle probabilità di uscire dal loop


Fonte: La Dieta Mediterranea


Vi avevo accennato già a questo libro mercoledì scorso; nei commenti all'assaggio ero stata più che sibillina accennando a libri brutti e a libri che, odiati dalla prima all'ultima pagina, improvvisamente, a posteriori, appaiono belli. Ecco in questo caso, nonostante le premesse, devo ammettere che il libro non è malvagio anzi è riuscito a diventare un buon lavoro passata la metà del racconto. Ci sono sicuramente un paio di errori di cui il primo, e forse quello più grave, che sembra essere il pensare che, questo libro, potesse passare, con giudizi completamente positivi, il vaglio di persone dal "pensiero grasso" e il secondo, che lo mette nell'elenco dei libri caparbi e che non vogliono essere letti, è lo stile narrativo.

Se state cercando di capire che significhi il "pensiero grasso", se non siete mai stati pienotti - ma tanto, non bastano due chili in più sul peso forma - difficilmente riuscirete ad entrare nella mente di uno che ha questa forma di modo di pensare. Appartiene a tutte quelle persone, di sesso indifferente che hanno avuto questo grande problema sin da piccoli. Come dice correttamente l'autore attraverso la voce della protagonista, Caterina, il mondo ha milioni di sfumature - ci sono i biondi, i bruni, i castani etc stessa cosa avviene per gli occhi, per la statura, per i numeri di scarpe o il tipo di orecchie - ma c'è una sola divisione netta i magri e i grassi: la differenza sta nel fatto che i magri si sentano in dovere o di prendere in giro o di ricordare ai grassi quanto sono grassi, mentre questi ultimi se lo ricordano ogni minuto della giornata guardando le vetrine, passando davanti ad un bar, facendo anche una sola passeggiata e via dicendo. Ma in una cosa in particolare Caterina rispetta il "tipo grasso" ovvero che, le migliori cattiverie se le sa dire da sola. Fin qui il libro che narra le vicende i Caterina all'ultimo anno di liceo, con pochi amici, figlia e sorella e nipote di persone grasse e che vive due realtà ben distinte - la guerra (il mondo cattivo) e la pace (il ritrovarsi fra gli affetti familiari) - è perfettamente coerente.

Nel momento in cui ci si avvicina al finale, quasi per trovare una soluzione a tutto questo racconto, la vicenda assume risvolti fiabeschi. Il "risveglio", "il guardarsi allo specchio e improvvisamente cominciare ad apprezzarsi (senza aver perso un grammo)" ha veramente dell'inverosimile. Questo genere di reazione, a che cosa non posso dirvelo altrimenti ve ne rovino la lettura, non appartiene alle persone della "stazza" che lui associa a Caterina, bensì a quelli che si sentono grassi con un paio di chili in più. Quel che Cellini non sa o non ha tenuto conto è che una persona, donna ancor di più, non smette mai di essere grassa se lo è stata in pubertà anche se poi diviene magra come un chiodo. E come un marchio, che ti segna, come avviene per quelli che subiscono traumi. E questa non è una teoria, ma esperienza personale e condivisa con persone che hanno vissuto problemi similari ai miei. La differenza diventa solo esterna, ma tu non la vedi, continui a vederti allo stesso modo, nonostante i complimenti che ti si fanno e che se troppo insistenti diventano l'ennesima beffa. Si può aprire gli occhi sulle "seghe mentali" da adolescenza, ma da quello status non si esce, ma si impara a gestirlo e a conviverci senza farsi troppo male.

Il metodo di scrittura è un'altra grande pecca di questo libro che comunque dimostra, inaspettatamente, di avere un suo perché. Frasi un po' scombinate,  descrizioni metaforiche a volte un po' strampalate lasciano interdetti non poco e rendono la lettura non propriamente scorrevole. Ci sono anche una cinquantina di pagine che io avrei volentieri eliminato. Ma tutto sommato è una storia che, come detto, ha il suo perché e che tocca un tema abbastanza spinoso di cui nemmeno una persona che vive quel problema riuscirebbe facilmente a parlare, figuriamoci raccontarlo a qualcun altro!
Quindi, togliendo le questioni legate al metodo narrativo scelto non mi sento di bocciarlo, tenendo conto che si tratta di un esordiente e che almeno aveva una storia che sembra già pianificata nel suo svolgersi e quindi coerente. Probabilmente il problema è stato nell'arricchire i particolari delle vicende che rende molti passi della prima metà del libro "fluttuanti" perché sembrano preludere ad altro che ovviamente non c'è.

E' un lavoro che ha vinto il Campiello per gli esordienti e, devo fare ammenda, non conosco affatto i lavori degli sfidanti e quindi non saprei stabilire se i problemi che ho evidenziato fossero poca cosa rispetto agli altri libri proposti o se l'immagine della "guarigione prodigiosa dal pensiero grasso" possa aver decretato l'assegnazione del riconoscimento.
Però, a suo favore, va detto che, rispetto a tanti esordienti che mi è capitato di leggere, qui per buona parte della storia si sta con i piedi per terra, cosa che non è così scontata, e quindi l'autore dimostra un certo talento. Speriamo che nel prossimo lavoro limi un po' questa scrittura un po' bislacca, che si ricordi di presentare i protagonisti prima di coinvolgerli con pronomi in mezzo a descrizioni, come avviene nel pezzo che vi ho inserito mercoledì scorso dove la madre scendendo dalle scale accusa i due figli piccoli e il marito di aver iniziato la colazione "senza di lui"- ci ho messo mezzo libro a capire chi era questo dannato lui e a capire come si chiamava!-.

Buone letture,
Simona Scravaglieri

cate,io
Matteo Cellini
Fazi Editore, ed. 2013
Collana "Le strade"
Prezzo 16,00€  


Fonte: LettureSconclusionate

mercoledì 25 settembre 2013

[Dal libro che sto leggendo] Cate, io

Fonte: DonnaModerna


Ci sono libri che adori dal primo rigo e altri che invece odi cordialmente magari fino alla fine. Nella mia casistica c'è una buona parte di libri che hanno ricevuto recensioni entusiaste, da parte mia, ma questo apprezzamento è dato a posteriori perché, per tutta la durata del libro, ho odiato ogni parola in maniera quasi viscerale. E' la magia della recensione, non fermarsi mai a dire solo "non mi piace!" ma sviscerare tutti i fattori e cercare di capire se è solo una questione di gusto o c'è anche dell'altro.

Ce ne sono altri, come ad esempio il Quebert di cui vi ho parlato venerdì, dove anche una lunga pausa di riflessione non ha sortito alcuna buona novella ma una cassazione convinta. In questo caso il libro è solo un testo a cui non riesco, per ora, ad affezionarmi. Magari fra qualche capitolo lo amerò...per ora non trovo una ragione perché sia stato scritto se non per fotografare un momento, nemmeno poi tanto particolare.

Speriamo migliori, per ora accontentatevi di questo assaggio e se lo trovate un po' bislacco nella sua esposizione, sappiate che è scritto tutto così, a quanto pare!
Buone letture,
Simona Scravaglieri


Uno 
Mi chiamo Caterina mentre mio fratello attorciglia elastici alle cose nell'altra camera e mia madre chiama. E' freddo come di regola ogni mattino, sarebbe da cucirsi il piumone addosso ma me ne sto così, col pigiama solamente. Scendo dal letto, e sono ancora Caterina. Sento le cose là strette tra gli elastici staccarsi, immagino le infinità di nodi sciogliersi e la gioia del lieto fine. In cucina è appena più caldo, papà già da un pezzo è ai fornelli e il caffè macchia di un odore forte l'aria come un cane dalmata. Sulla tavola è pieno di cose che non mi appartengono, molte sono di mio padre. Ha gli abiti da lavoro con i segni dei pennelli e tutto il resto; Oscar siede già tutto sporco di latte e biscotti intorno alle labbra ha un naso rotondo come un bottone da cappotto, rosso come un pulsante da distruzione del mondo, e mi viene da spingerlo, e mi viene da dire pulisciti, non è un trogolo quello, ma ci rinuncio. Mia mamma scende le scale in vestaglia, impreca contro gli elastici, dice che mangiamo senza di lui che non può proprio lasciare. Mangiamo e siamo noi misura di tutte le cose, mangiamo e sembriamo noi una famiglia normale; le sedie sembrano solo più strette, le posate un po' piccole e nient'altro. E io sono ancora Caterina, e le cose sono le cose, o lo rimangono appena più che fuori di qui, oppure non ci si pensa, ecco tutto.
Questo pezzo è tratto da:

cate, io
Matteo Cellini
Fazi Editore, Ed 2013
Collana "Le strade"
Prezzo 16,00€

domenica 21 aprile 2013

Festival della Felicità 2012 - "Resistere non serve a niente", Walter Siti


Fonte: Fondazione Bellonci



Non vi stupirò dicendovi che questa settimana è uscito il gruppo dei "presentati" alla candidatura al Premio Strega 2013. Sono 26 La lista la trovate qui: Formiche.net) in tutto e riuniscono anime fra loro molto differenti che, come leggevo su un blog si una amica di Twitter @Paginestrappate, dovrebbero avere in comune temi riguardanti il disagio sociale e personale. Le ne ha già recensito uno ed è "Cate, io" di Matteo Cellini che trovate qui: lePagineStrappate.
Io invece ho cominciato ad occhieggiare Busi, al quale sono ancora grata per quel castone che era "L'amore è una budella gentile", con il suo "El especialista de Barcelona". Ma nel frattempo ero incuriosita anche dal libro di Walter Siti che per definizione di molti solitamente si concentra sulla crisi dell'io e nel particolare nella sfera sessuale e questa volta invece con "Resistere non serve a niente" affronta temi strettamente contemporanei di finanza e della malattia del secolo "l'autoaffermazione di se stessi attraverso i soldi e non i valori". Così ho cercato un po' in giro e ho trovato un video di quest'estate registrato al "Festival della felicità" per la provincia di Pesaro e Urbino. L'intervento è lungo e interessante, ben articolato. Il problema è che vi posso segnalare solo il link, perchè detta provincia evidentemente non è molto social e non sa che condividendo con i blogger i propri video realizza comunque le sue visualizzazioni.

Quindi chiedo venia e vi invito a guardare il video qui: 
Walter Siti

Troverete un sacco di buoni motivi per leggere questo libro, probabilmente come è successo a me che già l'ho inserito nella lista dei desideri e, non appena avrò finito la lista dei da leggere che stanno aspettando da un po', lo acquisterò volentieri, e per Busi, dovrete aspettare ancora!
Buona domenica e buone letture,
Simona Scravaglieri

Il libro di cui si parla:

Resistere non serve a nulla
Walter Siti
Rizzoli Editore, ed. 2012
Collana "Scala Italiani"
Prezzo 17,00€
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