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mercoledì 21 marzo 2018

Divagazioni da gufo

Nel cuore della notte i pensieri sono più intimi, certamente più malinconici. 
Sarà perché la casa dorme da un po'.
Sarà perché il mio cronotipo è decisamente "gufo", come era lui, piuttosto che "allodola".
O più probabilmente perché a quest'ora sono stanca e la sveglia comunque domattina suonerà inesorabile, troppo presto. 
Dunque la mente va libera, i ricordi si affastellano.


E' bastato cercare di riordinare un poco il guardaroba nel pomeriggio: prevalgono i maglioni di lana pesanti e le camicie devono attendere. 
Ecco saltar fuori dalle cappellerie un ricordo concreto, ancora vivido: il Borsalino che indossava mio padre al mio matrimonio. Oltre che a venderli per una vita, ha sempre portato con grande disinvoltura cappelli e berretti, il mio "Cappellaio Matto".

Ma nulla è mai casuale e non voglio fare lo psicologo a tutti i costi però. . . è proprio così. 
Questo feltro che mi ritrovo tra le mani, mi parla ancora di lui.


Non importa che ormai sia una donna matura, con figli già adulti. 
Mio padre mi manca tantissimo e proprio ora avrei bisogno del suo sostegno, delle nostre estenuanti chiaccherate notturne, tra "gufi", appunto. 
Ma più semplicemente del suo sapermi abbracciare.

Il suo essere lontano mi pesa come non mai. Otto anni sono pochi e sono tanti. Quell'infausta primavera che se l'è portato via, ma in realtà poi. . . era già tutto così vago, da tempo.

Si, davvero mi manca, mio padre
                                                      Susanna


giovedì 10 marzo 2016

Che strano . . .compleanno

Eh si, in effetti pensavo potesse essere stravagante ricordare la data di nascita di mio padre, piuttosto che quella della sua scomparsa, avvenuta il primo giorno di primavera di 6 anni fa.


Però poi mi son detta che in fondo, io sono molto arrabbiata per il fatto di non averlo più con me e dunque è meno doloroso ricordare il momento in cui gli è stata donata la vita anziché quello in cui è finita.

Il riferimento alla ditta "Borsalino" è dovuto al fatto che per ben cinquant'anni i miei genitori hanno avuto una cappelleria molto ben fornita ad Ostia, in Roma. Un lavoro che hanno svolto con amore, dedizione e professionalità, ma anche molti sacrifici.

Certo però che la vita è beffarda: si pensa che maturando si abbia meno bisogno dei propri genitori ed invece non è così. A me manca sempre più mio padre. Le nostre chiacchierate da insonni, nel cuore della notte. Una sigaretta fumata insieme. E quanto ha amato i miei figli, suoi nipoti capendo e prevedendo sin da piccini i loro caratteri e doti specifiche ma quanto ancora avrebbe potuto farlo ora, sicuramente orgoglioso di loro.

Ed avrebbe scialato nel vedere la raccolta delle olive e la produzione dell'olio, memore delle sue radici sabine, alle porte di Roma.
O ancora nel disquisire di Filosofia con Francesca Romana o di Ingegneria con Marco. O comprendere i silenzi ed i pensieri di Giulio: sono sicura che sarebbe riuscito a dialogare con lui, permeandone la corazza fittizia.

Insomma è un vero peccato che non possa più godere di tutto ciò.
Guardo le stelle nelle notti calde d'estate o in quelle gelide e limpide d'inverno e cerco le Pleiadi, la costellazione che aveva scelto con mia madre e che mi ha insegnato da bimba.

E a me manca il suo abbraccio avvolgente e rassicurante. 
Ahimè quanto mi servirebbe in questo frangente e quanto potrebbe darmi conforto.

Mio padre.


sabato 15 agosto 2015

Giro di boa

Quando arriva Ferragosto per me si effettua la virata intorno alla boa di questa immaginaria regata che simboleggia l'estate. E devo ammettere che mai, come quest'anno, quando sarà terminata del tutto... non mi mancherà affatto questa torrida insulsa estate.
Sono sempre più insofferente, nervosa ed inconcludente. La notte tiro tardi e la mattina sono ovviamente piuttosto confusa.

Costellazione delle Pleiadi  (Foto tratta da web)
Ieri era la serata in cui si poteva ammirare, al massimo dello splendore, lo sciame meteorico delle Perseidi nella volta celeste. In realtà è già da molto che assisto nel cuore della notte, sdraiata in giardino, con il naso rivolto all'insù (e non pochi problemi alla cervicale la mattina dopo, per la posizione e l'umidità) perdendomi tra le stelle e ne ho viste di scie luminose, solcare ed infiammare il cielo.
Ma poi mi prende una sottile e diffusa malinconia perchè prepotente è il ricordo di mio padre che da bimba mi insegnava i nomi delle varie stelle e costellazioni. La prima e più facile da identificare è stata il Cinto d'Orione e poi le meravigliose Pleiadi.

Cribbio se mi manca mio padre.

Ho più tempo libero e così mi dedico alla sistemazione e pulizie di cose che non si fanno quotidianamente. Con una certa smania di fare ordine, non solo fisico ma soprattutto mentale, è previsto anche lo smaltimento di orpelli conservati per anni. In cucina ad esempio ho rimosso dalla porta d'ingresso e lavato, il pannello che avevo realizzato ormai diversi anni fa, ricamandone la cornice a punto croce ed è un utile porta appunti, ricette, foto care, memo presi al volo per poi trascriverli con calma.














Comunicazione di servizio:
Nelle foto che vi mostro, appaiono delle macchie di vapore sulla tela, poichè non ancora asciugata, dopo la stiratura.





E con l'occasione ho rispolverato anche una bilancina per alimenti e due vecchi macinini per caffè che erano nella casa di campagna, proprio simili a quello ricamato in basso a destra, nel pannello.


Dunque auguro buon Ferragosto a chi verrà a farmi visita e buon proseguimento di vacanze a chi può farne.
                                                       A presto  Susanna

sabato 10 agosto 2013

Una notte speciale

E si, proprio così. Perchè possono esserci le nubi, come sarà probabilmente questa sera, oppure le stelle brilleranno nitide e scintillanti nel buio più profondo ma... la notte di San Lorenzo è sempre stata per me una notte speciale. 
E' inevitabile tornare bambina e ricordare mio padre vicino, che mi insegnava i vari nomi delle costellazioni e mi indicava come orientarmi in quel cielo immenso ed infinito, con il suo parlare pacato e l'immancabile sigaretta accesa tra le dita, un piccolo punto rosso nel buio della notte stellata.

In queste notti passate ho visto già lacrime di stelle solcare il cielo, in una scia di fuoco. Il tempo brevissimo e il famoso desiderio da esprimere nell'arco di una frazione di secondo. 
Io ci ho provato, con tutto il cuore ma purtroppo non si è avverato il mio augurio. 
La delusione è stata tanta, ancora mi brucia maledettamente.

Ed eccovi qualche foto in cui ho fissato attimi di questa insopportabile estate, prima troppo a lungo piovosa, ora torrida ed afosa.

Anche il povero Mephy appare avvinto dalla calura insopportabile, completamente abbandonato a se stesso, al punto di non rendersi conto di avere fin troppo vicino la nostra Alice, dalla folta pelliccia lunga e nera, davvero poco consona al clima attuale.



Tra le erbe aromatiche quest'anno ho la novità della Salvia Elegans, dai lunghi fiori rossi e le cui foglie hanno un piacevolissimo sentore di ananas, perciò sono adatte a profumare le macedonie di frutta o gli aperitivi
Mentre il gelsomino dai fiorellini immacolati diffonde un profumo inebriante, persistente e molto gradevole

Altri istanti colti dalla macchina fotografica.   
                                                         Ecco i saluti da Ostia Lido, il mare di Roma

Qui sono nata ed ho vissuto a lungo; rivedere il pontile dalla caratteristica linea pulita ed austera, per me è un vero piacere. Non sono andata al mare, assolutamente no, non mi piace frequentare la spiaggia quando è gremita di bagnanti chiassosi, la preferisco in inverno, decisamente.

E per chiudere in bellezza il post, voglio lasciarvi con una prelibatezza fatta proprio ieri sera, approfittando di splendidi e carnosi fiori di zucca freschi dell'orto.


Ne vado matta e potrei mangiarne... davvero troppi.
Io li faccio così: privo i fiori del pistillo e li apro dopo averli lavati ed asciugati su carta assorbente. 
La pastella la preparo un'oretta prima e la lascio in frigo a riposare. Ormai ho sperimentato il trucco dell'utilizzo di acqua gassata fredda, aggiunta alla farina, un pizzico di sale, un cucchiaio di olio d'oliva e il tuorlo di un uovo (ma si può anche non mettere). In questo modo la pastella sarà croccante e gustosa.

Farcisco i fiori con mozzarella, stavolta ho usato quella di bufala campana e secondo il gusto aggiungo un pezzettino di prosciutto crudo oppure della pasta di acciughe.  Preferisco la crema all'acciuga vera e propria, perché non sopporto le piccole spine del pesce.  Avvolti ben benino i fiori facendo attenzione non fuoriesca il ripieno,  li tuffo nella pastella e poi nell'olio bollente, girandoli una sola volta, scolandoli  ed adagiandoli su carta paglia.


Sono da assaporare bollenti,  una vera gioia per la gola.

Un pensiero particolare devo rivolgerlo a due dei miei figlioli. 
Il cielo è magnifico ovunque, sia sull'aeroporto militare di Latina che nella splendida Tubinga e chissà che almeno i vostri desideri possano avverarsi, in questa magica notte?

Ma questo auspicio è anche per voi tutti che verrete a trovarmi, qui.

Alla prossima
                           Susanna



mercoledì 20 marzo 2013

Non è per pigrizia...

La primavera mi porta sempre un notevole sconvolgimento interiore.
Metereopatica? Non so.
Certo che lo stress, le variazioni repentine del mio umore, l'insofferenza o l'irritabilità non posso attribuirle unicamente al clima bizzarro che vede apparire fiocchetti di neve e sole ed ancora fiori che sbocciano rigogliosi e la mattina dopo, ricoperti di gelida brina che li avvizzisce e li spegne irrimediabilmente.

Poi ci sono le ricorrenze dolorose.
Ti guardi indietro e ti rendi conto che è passato di nuovo un anno. Ma come? Era ieri che commemoravo "l'essere altro" di mio padre ed invece....  sono ben  tre anni che non c'è più ed era proprio il primo giorno di primavera.


E non farò le solite considerazioni su come il tempo trascorra veloce.
E' innegabile e naturale però che il dolore immediato si debba sopire, si attenui sottilmente lasciandomi un senso di smarrimento, quasi di colpa perché le lacrime si sono asciugate (invero non sempre, anzi a volte sgorgano proprio in modo inopportuno e quando non si vorrebbe) e dentro di me si sia creata una sorta di corazza che mi ha reso più solida, pronta ad affrontare anche altro.

Allora non è per pigrizia che vi rimando a questi post precedenti.
In essi c'è tutto il mio pensare a mio padre, con affetto, nostalgia, con gioia per i ricordi indelebili nel mio cuore http://ilventoama.blogspot.it/2012/03/al-cappellaio-matto.html
ed ancora http://ilventoama.blogspot.it/2011/03/se-tu-avessi-avuto.html

Ma quello che mi manca di più è proprio il poterlo abbracciare ancora una volta, in modo vigoroso, sentito, con energia, come eravamo soliti fare.
Va bene, me ne farò una ragione, forse... quando "diventerò grande"  :)

Buona Primavera a tutti
                                         Susanna

mercoledì 21 marzo 2012

Al Cappellaio Matto

E c'è anche la concomitante Festa del Papà, tanto celebrata intorno a me e da poco tempo, a farmi pesare ancor di più, se possibile, l' assenza di mio padre.

Oggi sono due anni che non è più con me. Maledetta primavera. 
Hai voglia a dire "è dentro di te, è sempre con te....." ciò non mi appaga, non mi tranquillizza. 
Per favore, non potrei tornare la bambina che insieme ai suoi fratellini il 19 marzo regalava al suo babbo una bottiglina azzurra e profumata di "Aqua Velva" oppure l' ambrata Vecchia Romagna Etichetta Nera, rassicurante per la sua forma triangolare e per le  linee morbide particolari? 
Regalini infantili acquistati con la paghetta per il  proprio papà; una volta ci si accontentava di poco e di cose simboliche. Parlo sempre del paleolitico inferiore, ovviamente.

Indimenticabili  le lezioni di guida con la memorabile Citroen DS 21 (e grazie a lui so fare dei parcheggi miracolosi anche nelle metropoli affollate) e con la mitica Vespa 50 con le marce; le bellissime sciate insieme e la sera davanti al caminetto della casa di montagna al Terminillo.
Spesso insonni complici, per parlare di emozioni, memorie, sensazioni. Ma anche delle belle litigate, entrambi due caratterini con i fiocchi, però è curioso come prevalgano i ricordi positivi e quelli brutti siano rimossi.  
E una sigaretta fumata insieme "Tanto lo so che fumi, ti fa malissimo Susanna ma se proprio devi, allora facciamoci compagnia"

Mi manca poterlo abbracciare ancora. Comunicare con lui senza bisogno di parole, perché c'era un'empatia magica che raramente ho provato nella mia vita.


La rosa gialla ormai ha due anni, è sempre più cartapesta e continua a perdere i petali tenuti insieme a forza.  Ci si aggrappa anche alle piccole cose materiali, pur di...
E intanto il mio Cappellaio Matto è ovunque.

                                                                            Susanna

domenica 20 marzo 2011

Se tu avessi avuto....

Se tu avessi avuto ancora tempo e modo, sono sicura avresti dedicato questa poesia all'amore della tua vita, mia madre.

“Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale
e ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino.
Anche così è stato breve il nostro lungo viaggio.
Il mio dura tuttora, né più mi occorrono
le coincidenze, le prenotazioni,
le trappole, gli scorni di chi crede
che la realtà sia quella che si vede.
Ho sceso milioni di scale dandoti il braccio
non già perché con quattr’occhi forse si vede di più.
Con te le ho scese perché sapevo che di noi due
le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate,
erano le tue. ”     
(Eugenio Montale)


Sono altresì sicura che, se tu avessi potuto, mi avresti donato questa splendida canzone di Battiato, "La cura",  che porto nel cuore e mi avvince e mi emoziona tantissimo,  ogni volta  che l'ascolto.



Insopportabile ed infausta,  la scorsa primavera, che si è portata via mio padre.

Mi rimane una pallida rosa gialla,  sfiorita e gelosamente conservata, insieme a tantissimi ricordi indelebili e ad un' intensa forza nel mio cuore.