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venerdì 8 dicembre 2023

"Il vento ama..." da tredici anni

Tredici anni? Accipicchia se è tanto tempo. Devo rendere onore al mio bistrattato blog, un pò troppo trascurato.

Eccomi ancora qui a mettere qualche foto ogni tanto, a scrivere due pensieri, una riflessione o un ricordo da condividere con i miei ospiti. 

Alcuni tra voi lettori li conosco sin dall'inizio di questa bella esperienza, altri li ho persi strada facendo, ma con estremo piacere ne ho conosciuti anche di nuovi.

Questa foto è stata scattata stamane, nello splendido e suggestivo Parco della Gola della Rossa e di Frasassi. C'era brina e molto freddo; si può ammirare lo scorcio su un piccolo borgo dal nome romantico: Pierosara e sullo sfondo la catena dei Sibillini imbiancati.


Ecco che qui si può apprezzare la sagoma lontana della torre di difesa, non si vedono ma ci sono ancora le due cinte murarie con le relative porte dell'antico Castrum Petrosum.
Il nome Pierosara riporta ad una leggenda riferita ad una fanciulla, Sara appunto, della quale si era invaghito il feudatario di Castel Petroso, il conte di Rovellone  ma la giovane era promessa in sposa ad un castellano di nome Piero. 
Rapita nottetempo dal conte, scoppiò una violenta rissa tra gli abitanti e i cavalieri del feudatario. Costui, vistosi alla resa, uccise Sara e Piero, accorso in difesa della prediletta, fu ferito e cadde morente, abbracciato all'amata. 


Insomma uno dei tantissimi borghi incantevoli e suggestivi che arricchiscono la mia regione d'adozione.

Mi congedo augurandovi un buon ponte dell'Immacolata e brindo al mio blog offrendovi un  goccio di ottimo Sagrantino passito di Montefalco, davanti al focolare crepitante.

Buonanotte
               Susanna



domenica 15 novembre 2020

Amiche care e paesaggi marchigiani

Mi sono goduta questa domenica in casa, dedicandomi alla cucina e al riposo, dopo tanto faticare nell'uliveto. Olio abbondante e, per il nostro gusto, piacevolmente piccante e leggermente amaro.  Ve ne parlerò in seguito, ecco qui il tramonto mentre si lasciano i campi.

Ma desideravo ringraziare le care amiche che mi hanno coccolato con doni per il mio compleanno: è sempre cosa gradita ricevere le buste cicciottelle inaspettate.


Sapendo della mia passione per la collezione di forbicine,  ho ricevuto da Maria queste che desideravo da tempo: bellissime! 

Una foggia così particolare, le ho cercate a lungo. 
Quindi mi sono arrivate queste da Patrizia. 

Aperta la busta ed essendo in quel momento senza occhiali mi son detta: caspita che belle ed insolite, arricchiranno la mia collezione 
Per scoprire poco dopo che erano di cioccolato fondente! 
Assaggiate subito, con gusto.








                E poi il ricamo di Cris delicato e bellissimo, incorniciato elegantemente, accompagnato da tanti piccoli e preziosi doni, contenuti nella bella scatola vintage DMC che va ad arricchire la mia collezione di scatole di latta (ebbene si, anche questa è una passione) 



Nelle volte che ci siamo recati al frantoio per le moliture, avevamo qualche ora di attesa durante la lavorazione delle olive e così ne abbiamo approfittato per visitare i deliziosi paesini nei dintorni, che fanno parte dell'enorme meraviglioso patrimonio artistico e storico, della mia regione d'adozione, le Marche.

Qui qualche scorcio della magnifica Corinaldo, annoverata tra i borghi più belli d'Italia e con una cinta muraria del XIV° secolo, ancora integra e ben mantenuta.





















Quello che caratterizza questi paesi, è l'estrema tranquillità, evidente a chiunque si avvicini a questi borghi. Per me ormai più abituale, vivendo da molto nelle Marche, ma lo stupore dei miei ospiti che porto a vedere queste meraviglie... è sempre palese.

Ed ora vi mostro qualche scorcio di Ostra Vetere, altro paesino nei pressi del frantoio dove ci rechiamo. 



Tutto è così pulito, curato, anche nei dettagli dell'arredo urbano:  i posacenere da esterno, i dissuasori stradali per le aree pedonali, i cestini porta rifiuti ed è impossibile non rispettare l'armonia di questi luoghi.
 

Ultimamente ho messo poche xx al ricamo dell'Autunno, gli occhi stanchi mi portavano a sbagliare punti e conteggi, perciò riprendo con desiderio queste sere e spero di realizzare anche qualcosa di natalizio.
Mi congedo con questo foto scattata dal frantoio, con la luna piena.


Buon proseguimento di novembre, a tutti voi che verrete a salutarmi.
                                                   Susanna

domenica 9 febbraio 2020

Su una geisha, un riccio smarrito e...

E' un po' che questa antica bambolina giapponese attende di essere presentata a voi. Appartiene ad una collezione di piccole bambole che ho avuto in regalo da una mia zia, quando molti, ma molti anni fa (stavo per nascere) fece il giro del mondo in nave e ne riportò svariate, di tante nazionalità, per la sua futura nipotina che si sarebbe chiamata come lei: Susanna.

Come ho detto si tratta di un oggetto antico, di più di mezzo secolo d'età dunque nulla a che vedere con le Barbie che mi sono state regalate nell'infanzia. La giapponesina è una geisha, ha un kimono di seta ed è rifinita a mano, in ogni più piccolo particolare.


Notate qui il dettaglio dell'accurata acconciatura corvina, con gli spilloni detti "kanzashi" e la carnagione del viso candida, quasi diafana

La bambolina è conservata nella sua teca originale

       
      Indossa l'obi, una cintura o fusciacca con fiocco a cuscino
                

E questo che tiene in mano è lo "shamisen", strumento musicale a tre corde, della famiglia dei liuti, che serviva per accompagnamento durante le rappresentazioni teatrali.


Mentre tento di scrivere questo post, Domitilla, gatta curiosa attratta dal video, vuole assolutamente supervisionare ed approvare il lavoro.





Ma poi torna a fare la cosa che le piace di più: poltrire, possibilmente coprendosi il musetto!







Per rimanere in tema "animaletti", l'altra sera davanti l'uscio di casa c'era un riccio. Probabilmente uscito precocemente dal letargo, indotto dall'aria mite dei giorni scorsi.


Lo abbiamo rifocillato con acqua e croccantini del gatto, messo in una scatola di cartone coperta ma con un pertugio per consentirgli la sortita, infatti dopo qualche ora è ripartito per la sua strada.

E' una bella serata fresca, non freddissima e questo era il cielo azzurro terso, al tramonto, nella piazza principale di Fabriano




Dunque ho preso la mia nuova fiammante pentola di argilla smaltata Wald, regalatami da una cara amica, per il piacere di mangiar sano ed ho preparato una bella minestra di fregola sarda, con ceci e vongole, che sarà certamente di conforto.
Da provare: davvero ottima, anche accompagnata da crostini di pane.

Bene, auguro a voi che passerete a salutarmi, un buon inizio di settimana.
                                     
                                        Susanna




         

giovedì 17 gennaio 2019

Una mostra incantevole

Qualche giorno dopo il Natale siamo andati a vedere la magnifica mostra a Macerata, presso Palazzo Buonaccorsi, in cui si celebra l'artista veneto Lorenzo Lotto (XVI°sec.) nella sua terra d'elezione, le Marche appunto. 
Sono state riunite per la prima volta opere del Lotto create per questo territorio e poi disperse in Europa (giungono infatti da Berlino, Madrid, Londra, Strasburgo, Milano, Venezia e Roma). 

                                                                                                              

E' stata una mostra davvero molto interessante, da perdersi letteralmente davanti ad ogni tela, per la dovizia dei particolari rappresentati e per la soavità, la grazia e la delicatezza dei visi e delle figure ritratte.                                     

Svenimento della Vergine durante il trasporto di Cristo al sepolcro -1544-

E questa è la meravigliosa Sala dell' Eneide di Palazzo Buonaccorsi, con il soffitto decorato e finemente impreziosito in ogni dettaglio. Un vero e proprio gioiello d'arte settecentesca

 
Natività in notturno- Madonna che lava il Bambino -1526


Usciti dalla mostra, nei pressi dell'Università degli Studi di Macerata (finalmente ho potuto vedere dove studia il mio terzo figliolo) siamo andati a pranzo in un locale tipico, gustando piatti tradizionali della gastronomia marchigiana e non potevano mancare le appetitose olive all'ascolana! 

Sulla via del ritorno breve sosta all'Abbazia di San Claudio al Chienti, una delle più antiche ed importanti testimonianze dell'architettura romanica nelle Marche e che ancora conserva integralmente la sua conformazione originaria.

           



Molto particolari le due torri rotonde a fianco della struttura e che la slanciano












All'interno si susseguono archi e colonne e due porte piccole danno accesso alle torri, ognuna delle quali ha una ripida scala a chiocciola, mentre dalle strette aperture, monofore e bifore, si può godere del paesaggio astante.




E' stata una giornata davvero piacevole e la ricorderò anche perchè siamo riusciti ad avere con noi la nostra madre vecchiettina, che si muove con difficoltà ma che ha potuto apprezzare tanta bellezza e soprattutto stare insieme alla propria famiglia, con i nipoti.



Vi saluto e presto mostrerò i primi ricami del 2019 e il Corso di Calligrafia e Scrittura Cancelleresca fatto pochi giorni fa presso un laboratorio di Tolentino.
                                                                                      Susanna