Paris, le 12 juin
1942.
A M. Darquier de
Pellepoix.
Paris.
Monsieur,
J'ai l'honneur de
présenter à votre haute et bienveillante attention l'exposé suivant :
Garde assermenté,
au cimetière du Père-Lachaise, nous avons parmi nous un nommé Elia Kougel, Juif
100 p. 100, sans aucune référence militaire, sans avoir jamais figuré sur les
listes de classement des emplois réservés ; il a été nommé alors que les Français
mutilés de 1914-1918, continuent à « sécher » sur lesdites listes précitées.
Comment se
fait-il aussi que cet individu ait été assermenté avant d'être naturalisé ? Sa
naturalisation serait aussi le fait d'influence que vous connaissez, de l'ancien
régime. En tout cas, sa présence dans l'administration est des plus suspectes.
Son aplomb insolent, tant dans le cimetière qu'au dehors, est un défi révoltant
; ayant déclaré un jour à haute voix : « Les Juifs en connaissent plus long que
les Français. » II a été appelé plusieurs fois à l'hôtel de ville pour sa
situation de Juif, mais il est toujours retombé sur ses « pattes ». Par suite
de quelles influences occultes ?
Il s'était fait
octroyer la Carte du combattant, par fraude sans doute, mais on la lui a tout
de même retirée.
En attendant, ce
cas ne peut s'éterniser, son dossier doit être riche en surprises. Il serait
ridicule que les uns aillent de l'avant pour se laisser étrangler par derrière.
En conséquence,
je viens vous demander qu'une enquête sévère soit faite sur cet individu, qui
occupe un emploi dans l'administration et qui ne lui est pas dévolu.
Dès maintenant,
il s'agirait de savoir de quelle autorité il est exempt, d'après lui, de porter
l'insigne « Juif ».
Croyez, monsieur
Darquier de Pellepoix...
73 years later...
Non credo ci sia dimostrazione più evidente del fatto che la Grecia è un paese occupato. Tsipras è il Pétain di questo tristo regime di Vichy, e Varoufakis, l'esperto di teoria dei giochi che non sa bluffare nemmeno avendo in mano un poker d'assi, è il simpatico Céline di questo tristo regime, condividendo con lo scrittore la propensione alla delazione, e anche una certa arte di dire tante parole per non dire in fondo nulla se non che la guerra è brutta (signora mia!), e che i poveri stanno peggio dei ricchi e hanno diverse priorità. Tonnellate di pagine riassumibili in un profilo twitter, così come qua sotto avete tonnellate di parole riassumibili in un "So what?":
D'altra parte, che finisse così, con la delazione spicciola, potevamo anche immaginarcelo, noi. Abbiamo visto quali persone frequentasse questo genio della finanza (e già questa era una garanzia). Abbiamo visto quali importanti e prestigiosi intellettuali ed economisti italiani hanno creduto in lui, da Iodice a Fugazzi (chi? Appunto!).
Noi naturalmente non sapevamo nulla, noi, no, certo, non essendo noi parte di una rete internazionale che si sta adoperando per cambiare le cose e le cambierà (sono a Parigi per turismo, va da sé), e quindi dare retta a noi, che non sappiamo nulla, capiamo che non si potesse fare, anche quando abbiamo detto come al solito prima di ogni altro tutto quello che c'era da dire (e tutto quello che potevamo dire) sul simpatico Pétain.
Ma anche senza sapere nulla, ciò che era evidente non poteva non essere visto. E l'evidenza era quella che dall'inizio di questo blog ho cercato di porre, inutilmente, alla vostra attenzione: la menzogna genera violenza, e nel caso del grecuzzo de cujus quella forma particolarmente odiosa e devastante di violenza che è la delazione. Una violenza che lacera il tessuto sociale già dilaniato oltre il concepibile ed il sopportabile di un paese che è da due secoli riserva di caccia dei nostri cugini alemanni, ai quali Varoufake promette lo scalpo dei suoi fratelli.
Ma attenzione: Varoufake (copyright Vulcanelios) non sguinzaglia i suoi 00740 (definizione di Rockapasso) per mero caso.
Lo fa perché ha mentito fin dall'inizio, perché fin dall'inizio ha disconosciuto il ruolo dell'euro nella crisi del suo paese, perché fin dall'inizio, per convinzione, e non per i motivi tattici che i "fuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuurbi" gli attribuiscono, ha difeso l'euro, cioè la menzogna.
Il risultato non poteva essere che questo: il fomentare la guerra fra poveri, sulla base del frame autorazzista "castacriccacorruzioneevasione" che non spiega nulla in Grecia come non spiega nulla da noi, perché indica un problema che alla crisi preesisteva, e che sarà uguale dopo la crisi, oltre a non essere particolarmente più grave che in tanti altri paesi, né drammaticamente rilevante e risolutivo dei pretesi problemi di finanza pubblica del paese (e ve lo dice un tedesco, anzi due), che poi erano ab origine problemi di finanza privata (e ve lo dice un portoghese che lavora per i tedeschi).
Ma queste cose le sapete già, per voi sono banali...
E allora, però, tenetene conto: soffermatevi sulla miseria umana di chi, arrampicandosi sugli specchi, cerca contro ogni evidenza di difendere il sistema. Sulla miseria umana, insisto. Perché per essere disposti a credere in Varoufake, cioè nell'euro (ovvero nella sua riformabilità a botte di pugni sul tavolo) non basta essere poco accorti: occorre essere disposti a passare su qualsiasi cadavere pur di non ammettere di aver sbagliato.
Persone così abiette sono pericolose, come pericoloso, in tutta evidenza, è il loro effimero idolo.
Ora mi crederete, spero. Ma laddove non intendiate farlo, non preoccupatevi: va bene così. A Buchenwald forse ci finirò io, ma potreste anche finirci voi. Io cosa sta succedendo lo vedo (e ve l'ho dimostrato). Molti di voi no (perché qui ce ne sono di piddini, oh, quanti ce ne sono!). Saetta previsa vien più lenta. Del resto, Modigliani finì al MIT, e i bandieristi ad Auschwitz.
Attenti a credere al regime!
Ah, naturalmente: buona fortuna!
(...e attenzione, perché se il buon giorno si vede dal mattino, dopo gli ortotteri e i delatori arriveranno gli impodenti: stessa menzogna, stesso fallimento: tre facce, una razza di...)
