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lunedì 28 novembre 2016

#famoerpartito

...dunque: er partito nun lo famo (anche se la qualità di chi me lo chiede si sta progressivamente e vertiginosamente innalzando: il che, peraltro, implica che potranno fare a meno di me), ma le correnti le abbiamo già fatte. Se spogliate le schede di votazione del Keynes award vedrete che ha stravinto il migliore (sono ovviamente phiero di voi). Constaterete tuttavia la presenza di una corrente di minoranza, lo MPF, che non è il Monte dei Paschi di Siena nella pronuncia di un nostro indimenticabile compagno, ma il "Movimento per la filologia", noto anche come "Morti per la figa". Vi aderiscono quelli che hanno preferito Sophie Gent, ovvero il primo video.

Eppure, se la guardate alla luce (perché al buio tutte le flautiste sono nere), vi rendereste conto, gentili utenti di questo blog diversamente non sessista, che anche Anna Besson un suo perché ce l'ha:


E ora torno alla ASN...



(...il Giardino Armonico è troppo anni '80, daje, su!... A me piace di più il loro Seicento. Ad esempio, cliccate qui, e sentite quando è misolidio il cembalista...)

lunedì 7 novembre 2016

Concorsi pubblici: "MIA2016" e "Keynes award"

(...mentre andavo via, un uomo con qualche anno più di me sulle spalle mi ha fermato, mi ha stretto la mano, e mi ha detto "Grazie, professore!" E io: "E per cosa?". E lui: "Per questi cinque anni di massacro...". Io mi sono limitato a un: "Si vede?", e poi ho tirato corto: volevo prendere il treno delle sei, e ci sono riuscito. Almeno quello...)

(...mentre parlavo, dopo aver mostrato alcuni dati sulla Brexit, mi è uscita un'invettiva sulla stampa cialtrona e fascista che non fornisce se non dati artefatti... ma la faringite me l'ha strozzata in gola! Completamente afono, con una fitta che mi faceva lacrimare, mi sono avventato sul bicchiere d'acqua, per sciogliere il nodo alla gola, fra un applauso affettuoso del pubblico. Ritrovata la voce, ho detto, asciugandomi le lacrime: "Sapete, io mi commuovo sempre quando penso alla stampa, perché siccome credo nel mercato, li vedo già con i loro scatoloni di cartone in mezzo a una strada. Ma quel giorno non piangerò: mi siete testimoni che ho pianto oggi". E loro a ridere. Nella sala accanto - ma io non potevo saperlo - il direttore del Corriere della Sera, cioè del giornale che ha pubblicato questa roba, stava ascoltando. Almeno spero...)

Allora, tiriamo le fila.

Il penultimo post ha chiarito l'impossibilità (per ora) di affidarci a una forza politica di sinistra per la difesa dei nostri interessi - dato che l'interesse nazionale viene percepito, dai benpensanti di sinistra, come fascista senza sé e senza ma, anche se è l'interesse del pensionato, dell'operaio, dell'artigiano. Lo snodo sarebbe quello di vedere a sinistra una concettualizzazione dei problemi che non li classifichi come "di Salvini" o "nostri", ma come "dei lavoratori" e "dei capitalisti" (definiti se possibile in modo non ottocentesco). Speriamo che questo snodo si presenti, e io continuo a lavorarci, ma ad ora registro che, se ci dovesse essere una transizione per un dato accidentale (elezioni francesi?), questa sarebbe gestita dalla destra perché la sinistra non avrebbe tempo di riappropriarsi dello spazio dal quale si è esclusa: quello dei problemi che affliggono le classi subalterne. Problema non accessorio: non avrebbe gli economisti per gestirla, visto che quelli che disperatamente (e anche un po' pateticamente) sgomitano per diventare consiglieri del principe in tutta evidenza non hanno studiato il problema né in termini teorici (perché non è il loro campo), né in termini empirici (perché sono convinti che non succederà, o che non debba succedere, il che, a loro avviso, è sufficiente garanzia perché si possano emettere cialtronate random senza confrontarsi coi fatti - che però hanno la testa dura).

L'ultimo post spero abbia chiarito definitivamente l'impossibilità di costruire una forza politica ex novo. Semplicemente, manca nei nostri compatrioti sufficiente maturità per intraprendere un percorso keynesiano, cioè compatibile con lo spirito della Costituzione che tutti stanno difendendo a chiacchiere (a partire dai sepolcri imbiancati euristi dal cognome esotico), ma della quale nessuno sembra ricordare la genesi, descritta in modo tanto vivido da Quarantotto nei suoi libri e nel suo blog. Senza le cose che sapete (il controllo da parte dello stato del circuito del risparmio, cioè la cosiddetta "repressione finanziaria", e il parallelo intervento dello stato nell'attività di investimento, in un quadro dove il governo si riappropria di tutti gli strumenti difensivi, fra i quali il cambio), da questa crisi non si esce, e tanto lì bisognerà andare a finire, prima o dopo alcune decine di milioni di morti. Ma questo a molti nostri compatrioti sfugge. La demonizzazione macchiettistica, aneddotica, gianniniana, dello Stato è la dimensione allucinata nella quale vive e nella quale merita di morire questa gente, così come ognuno, a mio avviso, merita di morire nella propria patria, quale essa sia. Con questa gente non si può fare nulla: sono schierati saldamente dalla parte del proprio avversario e non hanno gli strumenti culturali per rendersene conto, né c'è tempo per fornirglieli. Io Il tramonto dell'euro l'ho scritto quattro anni fa: tempo per metabolizzarlo c'era. Se non è stato fatto, non lo si voleva fare, ma allora, cari amici, ve lo dico con tanto affetto: la prossima volta che mi parlate de "famoerpartito" vi tronco a fare in culo senza sé e senza ma.

Mi amate tanto, sono bravo, sono carismatico, sono proprio quello che ci vuole?

Bene: si vede che questo paese sta messo veramente male, peggio di quanto credessi, se ha bisogno di me! Ma forse riusciamo a salvare capra e cavoli: il mio paese ha bisogno di me secondo voi! E voi chi siete? Parliamone! Secondo me ha bisogno di me la mia famiglia, come ha capito il signore che mi ha fermato mentre uscivo dall'antro di Belzebù. Lui, in teoria, non mi è amico. Eppure, da lontano, ha capito. Se mi capisce chi mi è lontano, ma non mi capisce chi mi è vicino, che problema c'è? La soluzione è a portata di mano: tenervi tutti lontani. Basta poco, che cce vò? Qui, vedete, i casi sono due: o mi ritenete veramente così bravo, e allora dovete fidarvi di me in quel modo cieco, pronto e assoluto che ad alcuni di voi dovrebbe essere familiare, e fidarvi a partire dalla cosa più importante: la scelta dei tempi. O non vi fidate, e allora fate bene, però non venitemi intorno. Quando uno mi chiede un consiglio (di non richiesti non ne do più: è uno dei tanti piaceri che l'età inibisce), si mette in una cazzo di trappola della quale non ha un'idea, perché poi ha due strade obbligate: o fa come dico io, o non deve venire a lamentarsi. Bisognerà che ancora per un po' di tempo la politica la lasciamo fare a chi crede di saperla fare. "Erpartito" non si può fare: l'ho detto a chi ci ha provato prima che ci sbattesse il grugno, e non vado a cavare le castagne da un fuoco che secondo me non andava nemmeno acceso. Period.

Visto che uno degli ostacoli più evidenti alla formazione di un idem sentire è proprio la percezione distorta del ruolo dello stato e dei dipendenti pubblici, vi propongo per concludere ben due concorsi pubblici.

Il primo è il MIA2016, e il candidato sono io.

Se non avete già votato, fatelo ora. Lo so che c'è tempo, lo so. Ne hanno lasciato molto, molto più dell'anno scorso, non ho idea del perché. Il povero Sole 24 Ore un premio di consolazione se lo meriterebbe. Sarebbe il suo Schwanengesang. Ma tutto sommato chi ci lavora di soddisfazioni ne ha avute a iosa e di ben altro spessore, in termini sia morali che materiali. Quindi forse è meglio se anche quest'anno il Macchianera come miglior sito di economia ce lo prendiamo noi, no?

Bene, allora vi rinvio alla scheda di votazione e alla mia dichiarazione di voto (che ovviamente non potete modificare: se volete fare er partito, prima ci vuole ordine e disciplina).

(...ah, peraltro, a proposito di famoerpartito: questa mattina partendo da Roma ho lanciato un invito aperto a seguaci e seguacie di Milano. Sapete in quanti hanno risposto? In uno. Per fortuna era quello giusto, e mi ha fatto un piacere enorme vederlo, tanto più che mi ha portato nel ristorante giusto, dove anche il cameriere seguaciava. Ma anche questo è un indicatore di due cose: la prima, che il "potere costituente diffuso" di negriana memoria è una cagata pazzesca! In tre ore non siete riusciti a organizzarvi per trovare un ristorante e darvi appuntamento, dal che si desume che di un sovrano bisogno ne avreste, e come! Ma dal fatto che abbia risposto una persona sola si desume anche... che quel sovrano non posso essere io... Quando a una call del genere riusciremo a riempire un ristorante, quando saremo arrivati a 300000 visite al giorno (cioè mai), allora sarà il momento del famoerpartito...)

(...peraltro: come potrebbe non essere una cacata pazzesca l'elaborazione concettuale di uno che piscia sui confini senza ricordare che se a Ventimiglia non ce ne fosse stato uno la sua vita sarebbe stata molto più grama?...)

Il secondo concorso è il Keynes award, e i candidati vostro malgrado siete voi.

Qui di seguito tre versioni del Moderé dai Quartetti parigini di Telemann. Vince chi sceglie quella giusta, motivando la scelta in modo giusto. Cosa vince? Ma è semplice! Vince il restare a bordo. Gli altri verranno fatti salire su una simpatica asse, stile pirata dei Caraibi, e gettati in acqua con una pedata nel sedere, stile servizio d'ordine del PD. Dice: ma è questione di gusti, la risposta giusta non c'è. Eh no, cari, non funziona così: perché io sono keynesiano, e questo è un concorso di bellezza. Quindi, cocchi di babbo, dovete pensarlo come un investimento:

"professional investment may be likened to those newspaper competitions in which the competitors have to pick out the six prettiest faces from a hundred photographs, the prize being awarded to the competitor whose choice most nearly corresponds to the average preferences of the competitors as a whole; so that each competitor has to pick, not those faces which he himself finds prettiest, but those which he thinks likeliest to catch the fancy of the other competitors, all of whom are looking at the problem from the same point of view. It is not a case of choosing those which, to the best of one’s judgment, are really the prettiest, nor even those which average opinion genuinely thinks the prettiest. We have reached the third degree where we devote our intelligences to anticipating what average opinion expects the average opinion to be."

Dovete cioè capire quale sarà secondo voi l'esecuzione likeliest to catch the fancy of the other competitors fra queste tre, ricordandovi che chi non vota è fuori, e chi non indovina è fuori.

Sarà servito a pulirci le orecchie, e a pulire il blog da quelli che pensano che i prezzi riequilibrano il mercato, e magari anche da quelli che pensano che Keynes fosse un sempliciotto. D'altra parte, qualcuno nel post precedente si è dimenticato di mettersi le mollette, e ora è sporco dappertutto...

Buona scelta (io ovviamente non pubblico commenti, altrimenti avreste elementi per valutare):




Tanti complimenti ai futuri vincitori di questo simpatico Keynes award!

I perdenti potranno sollecitare un'indulgenza al guru's corner del #goofy5. A proposito: di biglietti ne son rimasti una novantina. Domani faccio fare una verifica sui ricevitori. Se abbiamo esaurito anche l'ultimo lotto, metterò in lista di attesa i nuovi entranti fino al completamento del numero necessario per giustificare l'acquisto di un altro lotto. Anche qui, non preoccupatevi: se non è chiaro, lo capirete quando succederà...

Aggiornamento di lunedì alle 19:51: non abbiamo ancora raggiunto il quorum (almeno 100 commenti) quindi anche se il vincitore si delinea chiaramente non posso comunicarlo né sbloccare i commenti. Meglio così. Diciamo che un centinaio di commentatori mi basteranno, per il futuro...



Addendum di martedì per Lilith che vuole vedere le note:

Ho veramente molto poco tempo, quindi ti do solo la parte del flauto:


e quella del cembalo:


Come vedete, è in mi minore, tre mezzi (scelta inconsueta), quindi sul "voice" (primo video) esce in sol minore, tonalità comoda per quello strumento (chi non ha capito è vergine, meglio così...).