Due parole a caldo.
Sono stato alla presentazione del libro di Luciano organizzata dagli ortotteri di Corviale.
(...
se cercate l'evento in rete non lo trovate, non c'è una pagina che ne parli, perché sse sa, er movimento è nato dar basso e su 'a rete che è tanta tanta demogratiga, signora mia, infatti esclude i pensionati, che poi sono quelli che i liberisti vorrebbero eutanasizzare... Vi dice niente questa concidenza? Io intanto oggi ho mandato potentemente a fare in culo in privato uno di voi che mi ha scritto come fossi la sua segretaria - e ho fatto bene - ma riconosco l'oggettiva difficoltà di individuare l'evento in rete...)
Il libro lo sto leggendo e
ve lo consiglio caldamente. Espone in modo estremamente cogente e inconfutabile la matrice keynesiana della nostra costituzione e la sua incompatibilità con l'ispirazione liberista dei trattati europei (della quale ricostruisce con perizia e pazienza certosina la genesi), illustrando come l'incompatibilità fra costituzione repubblicana e ideologia liberista fosse ben chiara anche ai costituenti (risulta
apertis verbis dai lavori dell'assemblea). Ma soprattutto - ed è questo il motivo per il quale lo sto studiando proprio ora con tanto ardore quanto me ne lasciano le mie forze declinanti - torna sul quadro giuridico dell'uscita dall'euro, proponendo una versione più evoluta del ragionamento che avevo sviluppato, con l'aiuto di Luciano, ne
Il tramonto dell'euro (ragionamento condiviso, nei suoi lineamenti, perfino dalla Bce, che ne riconosceva quanto meno la fondatezza pur ritenendolo difficilmente applicabile in pratica).
Ovviamente non entro nei dettagli: sapete già che Han Solo muore, anche in questo caso chi è morto lo sapete (la democrazia), quindi l'interesse sta appunto nei dettagli che non vi riassumo.
Luciano è estremamente abile nel ripercorrere le vene carsiche dell'ideologia liberista, che dopo aver provocato due disastri mondiali dovette evidentemente nascondersi per un po'. Sconcertante, ad esempio, il ruolo del padre della patria Einaudi, sapete, sì, quello fascista con Mussolini, e presidente con la Repubblica, quello della famosa frase che ogni bottegaio sterminato dalla deflazione tiene appesa dietro la cassa: "l'inflazione è la più iniqua delle imposte...".
Ecco, bravo, bottegaio. Continua così...
Certo, non so quanto il pubblico riuscisse a seguirlo in questa opera speleologica.
Il libro è stato introdotto da Zanni, del quale Luciano mi dice un gran bene, e naturalmente io mi spalmo sulla sua valutazione. L'ho bloccato su Twitter come atto di rispetto, per tutelare lui, certo non per ostilità. Rimane il fatto che sì, come diceva Luciano, è piacevole sentire un politico che dice cose sostanzialmente tutte corrette. Ma, come dire: può anche darsi che la vicina di casa che suona "Per Elisa" faccia tutte le note giuste. Sentirai sempre che non è una professionista. Difficile che una persona che non ha fatto dell'insegnamento dell'economia il suo lavoro riesca a trascinare una platea con argomenti anche corretti, per carità...
Però, sì, certo, era tutto giusto.
Ma perché non dirlo anche in modo appassionante?
Comunque, la cosa che mi è piaciuta di più, perché segno, quello sì, di onestà intellettuale, è che avendo raccolto le domande per iscritto, il moderatore ha scelto di porre a Luciano fra le tante quella potenzialmente più urticante per l'uditorio ortottero: cosa pensasse del reddito di cittadinanza (aka
reddito della gleba). La risposta di Luciano è stata tanto efficace quanto lapidaria, ovvero che in quanto misura volta a rendere accettabile il livello di disoccupazione strutturale compatibile con l'ideologia deflazionista dei liberisti, il reddito della gleba era misura incostituzionale nel quadro dell'unione monetaria, e auspicabilmente irrilevante al di fuori di essa.
Attenzione! Incostituzionale non secondo la linea argomentativa degli
influencer minori, ovvero perché mancando le coperture violerebbe il sacro principio costituzionale del pareggio di bilancio (che, come Luciano
ma anche Vladimiro spiegano, non è esattamente quello per il quale i partigiani hanno versato il loro sangue). No. Incostituzionale perché geneticamente incompatibile con la matrice lavorista della Costituzione repubblicana, elemento sul quale Luciano insiste in modo sistematico e estremamente netto fin dalle primissime pagine del libro.
Mentre ero lì, ho ricevuto da Bruxelles una lettera che mi ha fatto sorridere. Non vi rivelo il contenuto, ma mi ha riportato bruscamente alla radice del problema, che poi è sempre quella della quale vi parlo ormai da anni. Insomma, inutile tornarci sopra. Da qualsiasi parte li si guardi gli ortotteri sono, e restano, una gigantesca occasione persa. Ora, si dice da Bruxelles, pare che con il
bail-in si siano accorti che nell'euro qualcosa non va, e che vogliano dire, fare, organizzare...
Mi chiedevano cosa ne pensassi.
E cosa ne devo pensare? Voi siete qui, noi siamo qui, da anni. Sarebbe bastato che tre anni fa avessero dato diffusione tramite er sacro blogghe a un'informazione corretta come quella che poi Claudio Borghi è riuscito a fare attraverso la Lega (che tre anni fa ancora non era critica sull'Europa), e oggi il panorama politico italiano sarebbe molto diverso.
Ma non lo hanno fatto perché non lo hanno voluto fare.
Nel frattempo sono morte delle persone.
Chi fa sul serio si vede.
Chi non fa sul serio, se ora vuole fare sul serio, deve spiegare perché si è deciso, e deve anche chiedere scusa. I suggerimenti che ci eravamo permessi di dare al compianto
Gallino, e che D'Attorre ha fatto propri qui al minuto 59:40:
valgono anche per chi, fra gli ortotteri, si sia oggi deciso a fare sul serio, e questo tanto più quanto la loro
brand leadership nel mercato dell'opinione critica è stata fino ad oggi usurpata, ed essi sono stati, nella sostanza, elementi di intercettazione di un dissenso potenzialmente progressivo, ma di fatto sterilizzato dalla manfrina delle votazioni
on-line e di altre amenità del genere.
Cosa deve fare chi in Italia vuole fare sul serio lo sapete. Ma, come prevedibile, la lettera che ho ricevuto mentre ero lì mi spiegava che, appunto, tutta questa voglia di fare sul serio ancora non c'è, nemmeno da parte di chi fa finta di far sul serio.
E allora aspettiamo.
Alla fine saranno costretti.
Dieu et mon droit.
Ah, e siccome un insopportabile saccente che probabilmente ha un blog più visitato del mio mi ha detto oggi che un blog senza commenti muore (vedremo, per ora siete cliccati tutti), metto anche un commento, quello di uno che oggi c'era:
Mi ha davvero moooolto soddisfatto la risposta forte, netta
e chiara sulla non costituzionalità del reddito minimo/cittadinanza, domanda
che un po' provocatoriamente - vista la platea pentastellata - avevo presentato
alla Jannacci (per vedere di nascosto l'effetto che fa ...). Pure l'applauso
finale non era per nulla scontato. Anche per gli ortotteri, evidentemente, vale
il discorso che la base è più avanti e sopratutto non tenuta in grande
considerazione.
Alla prossima, e ancora grazie.
Assertor
PS: mi scuso se ho usato l'email, ma non riesco più a commentare sul blog!
(...ma va! La base non è tenuta in considerazione!? Ciò mi stupisce! Ma non era un movimentodarbasso?,,,)
(...l'insopportabile saccente mi sta molto simpatico: lui sa chi è, lui sa cos'è, lui sa perché...)