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domenica 22 febbraio 2015

Costellazioni Familiari: le eredità psicobiologiche

foto tratta da http://www.channelhealing.it/blog/costellazioni-familiari-cosa-sono.html

Cosa Sono le Costellazioni Familiari

Riconoscendo ed onorando coloro che ci hanno preceduto,
attingiamo alla grande forza che proviene dal passato:
quando ogni relazione viene onorata il destino si rivela.
Amore, gratitudine e umiltà rendono il viaggio possibile,
la meta raggiungibile.
Le Costellazioni Familiari sono un metodo di presa di coscienza e risoluzione delle più diverse problematiche della nostra vita: dallo stato di malessere psichico, a sintomi fisici di varia natura.
Le Costellazioni Familiari ci forniscono la straordinaria e preziosa possibilità di esplorare e prendere coscienza del nostro inconscio personale e dei legami attivi con l'inconscio collettivo familiare che interferiscono nella nostra vita, e attraverso la consapevolezza e l'incontro con le nostre radici, ci offrono la possibilità di una concreta guarigione personale e sistemica.
Lasciando agire la manifestazione dei nostri livelli inconsci e osservandone la rappresentazione scenica, possiamo dialogare con ogni componente dei vari sistemi e comprendere a fondo l'origine del disagio o del sintomo e quindi reintegrare nel sistema l'elemento mancante o rimettere ordine nel sistema.

https://www.youtube.com/watch?v=-rrPuBEwYvg
Utilizzando il lavoro con la Psicogenealogia e le Costellazioni Familiari si opera per ricostruire la linea ereditaria e si prende coscienza dei traumi, delle ingiustizie, delle esclusioni, delle privazioni e delle violenze subite dagli antenati: tutte queste cose vengono trasmesse ai discendenti, insieme al compito risanatorio per riportare equilibrio nel sistema.
Non è detto che questo sia semplice: molto spesso quello che viene rappresentato nelle costellazioni è uno scenario totalmente sconosciuto e inedito. E non potrebbe essere altrimenti, da un certo punto di vista, in quanto la costellazione ci mostra non solo quello che già sappiamo sulla nostra famiglia (per cui riconosciamo con stupore certi atteggiamenti e comportamenti riportati precisamente dai rappresentanti); il vero contributo di una costellazione consiste nello svelarci quello che non sappiamo riguardo la nostra famiglia, quello che è oltre i condizionamenti che abbiamo ricevuto, quello che è nascosto nell’Inconscio Familiare o nel nostro inconscio personale.

La costellazione mostra la parte sommersa dell’iceberg!
La cosa importante è aprirsi alle informazioni che arrivano, accogliere con fiducia anche le rivelazioni più sconcertanti: talvolta capita che la costellazione riveli addirittura delle informazioni sconosciute al cliente, ma puntualmente confermate da successive indagini. In ogni caso, qualunque cosa emerga dalla costellazione, il nostro livello di coscienza è in grado di elaborarlo e di assimilarlo, aumentando la nostra consapevolezza e permettendo così al nostro campo morfogenetico di riassestarsi più in profondità.

Come Funzionano

Gli elementi fondamentali per effettuare una Costellazione Familiare sono tre: un facilitatore, un cliente e dei rappresentanti.
  • Il FACILITATORE è colui che imposta il set fenomenologico in cui si sviluppa la costellazione, che indaga assieme al cliente la tematica che si vuole esplorare e che, sulla scorta della sua esperienza e competenza, porta la costellazione a una soluzione efficace.
  • Il CLIENTE è l'elemento fondamentale di una costellazione, perchè è colui che porta la domanda su cui lavorare, che deve essere chiara e rilevante, ovvero non generica ed evasiva, bensì veicolo di un malessere che richieda una soluzione. Ma soprattutto il cliente è importante perchè è il suo campo morfogenetico che viene rappresentato fenomenologicamente, a cui si collegano il facilitatore e i rappresentanti.
  • I RAPPRESENTANTI sono generalmente delle persone (ma possono essere anche degli oggetti) su cui vengono proiettati dal campo morfogenetico taluni aspetti dei membri del sistema familiare, e in genere (ma dipende dalla tecnica utilizzata dal facilitatore) possono esprimersi liberamente e spontaneamente nel loro sentire, dando uno sviluppo dinamico alla costellazione.
Concretamente, dopo una breve indagine sulla problematica del cliente, si formula la domanda alla quale si tenterà di portare una soluzione grazie alla costellazione: il cliente poi dispone nello spazio previsto (o semplicemente invita a disporsi liberamente) i rappresentanti della sua famiglia, o del suo partner, del suo lavoro, dei suoi organi interni, delle sue patologie, dei suoi archetipi, poi si siede e osserva. I rappresentanti entrano in connessione con il campo morfico del soggetto e vengono guidati da dinamiche spontanee, portando alla luce il vissuto emotivo delle persone reali o delle situazioni che rappresentano. In genere, nel giro di qualche minuto la costellazione arriva a uno stallo, a un blocco o un congelamento: è il cosiddetto irretimento, in cui vediamo la situazione "reale", del sistema familiare del soggetto, assistiamo all'emersione del nodo o del nucleo problematico del sistema.

Solamente la visione e la presa di coscienza di questo dato potrebbe bastare al cliente per destrutturare una serie di blocchi psicologici e giungere a nuove consapevolezze rigurado se stesso e il proprio sistema; ma in genere si cerca di effettuare un aggiustamento della situazione, di esercitare quindi un ruolo attivo nella ridefinizione del sistema.
Attraverso quindi un misurato e graduale cambiamento delle posizioni dei rappresentanti nello spazio, spontaneamente o attraverso l'intervento del facilitatore, si riporta il sistema nel giusto ordine, in una rinnovata armonia dentro la quale il soggetto interessato riprende il suo giusto posto e ristabilisce le corrette relazioni con i membri del suo sistema.

Esempio di come si svolge una Costellazione Familiare

https://www.youtube.com/watch?v=Hrp3I-MbD9M

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Costellazioni Familiari


Le Costellazioni Familiari secondo Bert Hellinger, sono assai diffuse nei paesi di lingua tedesca ed ora cominciano ad essere conosciute nel resto del mondo per la profondità e l'efficacia. Vengono utilizzate nei più disparati campi della vita associata, laddove esistono dei sistemi, per questo si chiamano anche Costellazioni sistemico-fenomenologiche.
Efficacissime nella terapia familiare, di gruppo, di coppia, individuale, nella scuola, negli ospedali, negli uffici, in azienda, nelle carceri, la loro caratteristica principale è quella di fare riferimento agli "ordini dell'amore" e alle forze guaritrici delle origini del sistema familiare.
"Ogni essere umano è parte di un tutto chiamato Universo. Egli sperimenta i suoi pensieri e i sentimenti come qualcosa di separato dal resto: una specie di illusione ottica della coscienza. Questa illusione è una specie di prigione. Il nostro compito deve essere quello di liberare noi stessi da questa prigione attraverso l'allargamento del nostro circolo di conoscenza e comprensione, sino ad includere tutte le creature viventi e l'interezza della natura nella sua bellezza." A. Einstein.
Spesso la nostra vita viene condizionata da destini e sentimenti che non sono veramente nostri, anche malattie gravi, desiderio di morte, problemi sul lavoro possono essere dovuti a grovigli sistemici familiari che vengono portati alla luce attraverso il processo delle Costellazioni.

Sembra che continui ad agire dentro di noi una struttura arcaica, cieca e inconscia, preposta alla coesione e all'appartenenza nel sistema familiare. 
Per questo, se in una famiglia è stato dimenticato un membro o escluso, per questa legge inconscia, un altro membro giovane, di generazioni successive, che nulla sa di questo suo predecessore, porterà su di sé il destino di questi e cercherà di seguirlo nella sua tragica sorte.

sabato 21 febbraio 2015

Psico-Bio-Genealogia: le influenze della famiglia nei processi biologici

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Che cos'è la psicobiogenealogia

La psicobiogenealogia si occupa dell’individuo dal punto di vista soggettivo (biografico) e collettivo (famiglia)

La scienza contemporanea è ormai concorde nel definire la realtà non come un dato di natura fisso e immutabile, ma dipendente dagli strumenti di conoscenza che, di volta in volta, l’uomo ha a disposizione per spiegarla.
Enormi sono stati i sacrifici per arrivare all’accettazione di quella realtà che oggi si conosce e ormai reputiamo scontata: la terra gira intorno al sole insieme ad altri pianeti e non è il centro dell’universo, ma un granello infinitesimale di un sistema planetario.
Con gli strumenti conoscitivi di cui si dispone oggi, però, la realtà per noi così ovvia è stata rimessa in discussione: basta aprire un qualsiasi testo divulgativo di fisica contemporanea e si scopre che, già solo per la fisica delle particelle e la teoria dei quanti, ciò che chiamiamo “realtà”, costituita di dati che ritenevamo certi, fissi, rigidi, immutabili, non è più tale.  

Non esiste alcuna realtà definibile se non nell’interazione tra noi e ciò che è fuori di noi, il quale è, e resta, almeno per ora, inconoscibile. In partica vengono meno le dualità che avevano strutturato fino ad oggi sia il sapere che la visione dell’uomo e del mondo. 
Brutto e bello, vero e falso, vita e morte, ordine e disordine, in poche parole tutte le antitesi su cui si sono costruiti il pensiero e la scienza classica sono crollate in quanto antitesi, per andare a configurarsi come elementi in relazione tra di loro e organizzati insieme nel sistema complesso del “vivente”. Se da un lato questo è vero per le scienze materiali, permangono tuttavia delle perplessità nelle cosiddette scienze umane: la medicina da una parte, la psicologia e la psicanalisi dall’altra parte, si ostinano infatti a restare vincolate a un modello ormai obsoleto. Anche in questi ambiti, tuttavia, la ricerca ha prodotto nuovi risultati ed uno di questi è rappresentato dalla cosiddetta psicogenealogia o psicologia transgenerazionale nel campo delle scienze umane.
 

Così come la nuova medicina si occupa della dimensione collettiva del vivente, la psicogenealogia si occupa dell’individuo dal punto di vista soggettivo (biografico) e collettivo (famiglia). Entrambe hanno cioè finalmente re-introdotto la dimensione antropologica e psichica dell’individuo, la quale è necessariamente collettiva: l’individuo non è il solo, isolato e unico referente dei propri disagi, ma un sistema complesso di elementi in una relazione dinamica continua in cui convivono, al medesimo tempo, la specie (dimensione biologica), la coscienza (dimensione psicologica individuale), la famiglia e la collettività (dimensione antropologica). In tal senso, la malattia non si configura più come una calamità o un destino, ma un prodotto dalla specializzazione evolutiva del sistema “uomo”.
Archetipi primari e patologie
Il femminile e il maschile rappresentano gli archetipi primari di riferimento di qualsiasi individuo, sia per le scienze esatte che per quelle umane. È evidente quindi come ogni conflitto che la coscienza non riesce a risolvere trova la sua origine proprio in questi archetipi primari, sia essa una malattia del corpo o della mente, perché in essi risiede la legge primaria della conservazione, riproduzione ed evoluzione della specie.
In altre parole, qualsiasi manifestazione individuale di malattia corrisponde a un conflitto che, a sua volta, rappresenta una problematica primaria dell’archetipo maschile o femminile famigliare. Ogni patologia di uno dei due archetipi primari determina uno squilibrio anche dell’altro archetipo, causando una patologia complessiva che incide su entrambi. In sostanza: se la vita dipende, si conserva, si riproduce ed evolve tramite il dialogo complesso tra maschile e femminile, è proprio all’interno di questo dialogo che si deve rintracciare l’origine ultima di ogni patologia e di ogni possibile conflitto.
Siccome sesso e morte sono i due fattori evolutivi essenziali che incidono sui due elementi primari della vita, il maschile e il femminile, qualsiasi alterazione degli archetipi primari è di natura sessuale o mortale: eros e thanatos, come già individuò Freud, costituiscono le uniche due modalità essenziali di alterazione della vita.
 

Nella teoria dei conflitti che è alla base di ogni sintomatologia, dunque, possiamo risalire da un sintomo a un conflitto, da questo a uno degli archetipi primari (maschile o femminile), e dall’archetipoo alla sua patologia, che sarà inevitabilmente di ordine sessuale o mortale.
In altre parole, ogni manifestazione individuale (sintomo) ha alla base un conflitto scatenante, il quale non è che la manifestazione di un conflitto riguardante gli archetipi primari (maschile e femminile) sul piano famigliare, che risultano squilibrati a causa di un evento di sesso o di morte.

La psicobiogenealogia
Si può definire “psicogenealogia” lo studio dell’albero genealogico che permette di capire come un individuo è strutturato e quali sono le sue caratteristiche. L’albero genealogico è infatti alla base di qualsiasi nevrosi, ossessione e malattia dato che tutti ereditiamo dalla nostra famiglia un’impronta psichica profonda che non siamo coscienti di possedere.
La psicogenealogia studia le influenze della famiglia su quello che siamo oggi, esaminando il ruolo che i nostri genitori, i fratelli, gli zii, i nonni, i bisnonni e gli avi giocano nella nostra vita attuale.
Si sta parlando ovviamente di processi psichici del profondo e del loro meccanismo di trasmissione e di rafforzamento che avviene sempre a livello di inconscio famigliare all’interno di quel processo che chiamato “Originario” che si instaura già all’interno del ventre materno e si porta a compimento entro i primi tre anni di vita.

Psicogenealogia, archetipi primari e nuova teoria dei conflitti
I problemi fondamentali di ciascuno sono sempre collegati strettamente ai genitori in primissimo luogo, i quali sono a loro volta in stretta relazione con i propri genitori, i quali sono in stretta relazione con i loro, e così via. A loro volta, gli archetipi maschile e femminile che ci vengono trasmessi nel processo dell’”Originario”, archetipi che usiamo come modelli e identità e che influiscono in maniera determinante sul nostro atteggiamento nei confronti della vita e degli altri, sono sempre collegati in maniera evidente al sesso e alla morte.
La malattia non è altro che il modo in cui il nostro corpo e il nostro spirito ci avvisano degli errori che stiamo compiendo e ci indicano dove intervenire con la coscienza. Le malattie fisiche hanno pertanto una origine e la loro spiegazione nell’albero genealogico dell’individuo, così come tutte le ansie, i timori, le depressioni e i problemi psicologici o psichiatrici. Questa origine e questa spiegazione si possono ricondurre a ciò che è stata chiamata patologia degli archetipi primari, intendendo con ciò una disfunzione, un indebolimento o un eccessivo rafforzamento di uno o di entrambi gli archetipi fondamentali dell’inconscio famigliare: maschile e femminile.
Gli archetipi primari possono essere alterati in diverse maniere, ma la causa di ogni alterazione si può ricondurre in sostanza alle due motivazioni di base già individuate in precedenza: Eros e Thanatos, sesso e morte. Queste due cause primarie possono anche essersi manifestate due o tre generazioni precedenti; quello che è importante definire sono le cause originarie e scatenanti dell’alterazione dell’archetipo primario, il quale si struttura e si solidifica progressivamente nel passaggio transgenerazionale fino a radicalizzarsi in malattia. Esiste uno stretto legame tra la patologia dell’archetipo e la patologia del corpo e della mente, il che equivale a dire che le malattie sono in definitiva delle manifestazioni di un “fantasma psicogenealogico transgenerazionale”.
Volendo riassumere:
  • la causa di ogni malattia e malessere risiede nella famiglia di origine e ad almeno tre generazioni precedenti il manifestarsi di quella malattia;
  • tale malattia o malessere è legato ad una patologia dell’archetipo primario;
  • questa patologia ha la sua motivazione in cause primarie riguardanti il sesso e la morte.
La biografia di una persona è essenzialmente legata alla famiglia, così come la biografia di una famiglia è legata alla società di cui fa parte e quest’ultima è a sua volta legata all’evoluzione del genere umano, alla sua storia. Esiste cioè un parallelo integrato fra individuo, famiglia, società e specie, ed è quindi altrettanto ovvio che esiste un’integrazione di base tra inconscio collettivo e inconscio famigliare.

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Colori Emozionali e Mappa Psico-Bio-Genealogica dei Desideri e delle Opportunità

Traendo spunto dalle Antiche Conoscenze, dalla Fisica Quantistica, dall’Epigenetica, dalla Psico-Biologia, dalla Psico-Bio-Genealogia ed in linea con le recenti scoperte e conclusioni cui sono approdate le “NEUROSCIENZE” (vd. da ultimo la pubblicazione sulla Rivista “Neuroscience” dell’esperimento eseguito dal “Brain Research Institute” di Zurigo), è stato appurato che Noi Esseri Umani mettiamo in memoria ogni nostra esperienza sotto forma di programmi bio-logici ed ereditiamo, fin dal concepimento e successivamente attraverso i gameti (spermatozoi ed ovociti), memorie, emozioni, esperienze, disarmonie non risolte, vissute nella nostra linea genealogica paterna e materna.

venerdì 25 luglio 2014

La Psicogenealogia


La Psicogenealogia è un approccio psicologico e psicoterapeutico che fa i primi passi negli anni ’70 del secolo scorso, legato senza ombra di dubbio alla psicanalista francese Anne Anceline de Schützenberger, docente di Psicologia all’Università di Nizza, allieva di Jacob Levi Moreno, l’inventore dello Psicodramma, e di Françoise Dolto, nota psicanalista infantile. La Psicogenealogia è altresì denominata Psicoterapia Trans-generazionale in quanto studia le influenze dell’ albero genealogico sulla vita di una persona, in particolare sui suoi sintomi, sulle difficoltà relazionali - come la sensazione di un'angoscia inspiegabile  o  la ripetizione di incidenti in corrispondenza di certe date, il non riuscire a tenere un partner, o ad avere figli che restino in vita, il fallire ripetutamente nel lavoro nonostante l'impegno e la competenza ….- e su vari comportamenti inspiegabili se visti alla luce delle esperienze della storia di vita della persona.

La  dedica della Schützenberger al testo che apre questo filone clinico, “La sindrome degli antenati” – Psicoterapia transgenerazionale e i legami nascosti nell’albero genealogico” suona  in modo esplicativo:

“ .... Ai miei tirocinanti, malati e studenti , che ringrazio per avermi insegnato tanto  sul trasmettere, sull’apprendere e sul ripetere di generazione in generazione ”.

Il nocciolo della Psicogenealogia è tutto qui : dietro ai sintomi di malattie psicosomatiche e di malattie gravi come il cancro, i comportamenti ripetitivi che portano a drammi, suicidi, scacchi, fallimenti ed incidenti già vissuti all’insaputa del soggetto nelle date di anniversario - è il concetto di sindrome di anniversario -
ovvero ripetizioni di destini in varie generazioni dello stesso clan, agiscono frequentemente dei legami inconsci tra gli interessati e i loro antenati.  Cosa vuol dire legami inconsci che attraversano le generazioni( almeno quattro in genere, ma anche di più in casi particolari, in particolare la Schützenberger tradizionalmente lavora su 7-8 generazioni)? Vuol dire che c’è da verificare se non ci sono “segreti ” che non possono essere sfiorati nemmeno col pensiero, conflitti profondi e traumi che riguardano non solo chi li vive nel presente, ma alcuni specifici personaggi del suo albero genealogico oltre ad eventi drammatici di interi popoli ( guerre, pogrom, campi di sterminio, tzunami, terremoti, stragi, attentati terroristici....) che mantengono attiva tutta la loro forza conflittuale e si possono concretizzare nella comparsa di sintomi fisici, psicologici, comportamentali. 

Insomma è come se la persona interessata entrasse involontariamente in un tunnel di “passato-presente che va e che viene ” - per usare le parole della fondatrice di questo approccio – e fosse trasportata da un’ “alleanza invisibile” in una situazione in cui sembra che debba “pagare un debito”, un “pegno”, almeno fino a quando il creditore non venga visto, la programmazione transgenerazionale disattivata e il debito smetta di ancorare l’individuo al passato, personale o transgenerazionale, lasciando libero e meno pesante e coercitivo il suo presente. Insomma egli ha l’opportunità di cominciare a vivere la propria vita e non più quella di un bisnonno “gasato” durante la Prima Guerra Mondiale o di un fratellino morto prematuramente di cui i genitori non hanno mai potuto fare il lutto, e di cui porta persino il nome.
Non c'è niente di nuovo in questa intuizione, se non il fiorire di insperati strumenti che  si rivelano utili nelle relazioni di aiuto e nella vera e propria terapia che questo approccio  permette di elaborare.

Lo stesso  S.Agostino, come cita la Schützenberger, affermava :
“ I morti non sono degli assenti, sono solo degli invisibili”

Oltre alla descrizione dei casi clinici in cui l’intuizione transgenerazionale si è dimostrata feconda per la psicoterapia, il contributo più importante della fondatrice della Psicogenealogia è lo strumento-chiave di questo approccio ed è il genosociogramma, una trasformazione dello psicodramma di J.L.Moreno. Si tratta di un albero genealogico particolare, perché non è solo un disegno compilabile a mano o con un software, ma è commentato da informazioni che si raccolgono durante la Consulenza sui tipi di relazione esistenti tra i componenti dell’albero, sulla qualità dei legami tra i componenti, su chi è svantaggiato, su chi ripete certi destini.  Il genosociogramma, difatti, riporta nomi, cognomi, date di nascita, di morte, di eventi particolari  e speciali come separazioni, emigrazione, fallimenti e simili. E’ uno strumento basilare che si dimostra potente ed euristico nell' individuare piste sui possibili legami sotterranei ed inconsci che agiscono nell'immaginario della persona : in seduta l’interessato lo compila a mente e a partire da ciò che dice e ciò che non dice, da ciò che gli è noto e ciò che non sa del proprio Clan, ovvero dalle dimenticanze e i buchi, dal suo comportamento non verbale e dalle reazioni che manifesta, dalle sincronicità che si rendono improvvisamente evidenti, dal modo in cui predispone l’albero e le relazioni tra le generazioni, è possibile individuare una pista da seguire nel cogliere quali possono essere questi fili invisibili e inaspettati  che lo tengono  in risonanza con particolari personaggi di quello che, più che una storia, è un romanzo familiare. Un romanzo che agisce in noi – nel successo e nelle nostre difficoltà - ed in cui giochiamo un ruolo assegnatoci a nostra insaputa.

Psicoterapia transgenerazionale
Considerato che l’approccio transgenerazionale è utilizzato anche fuori dalla Psicogenealogia, ci sembra utile, in primis, ricordare gli ambiti in cui sono maturati i concetti e gli strumenti clinici che ciascun approccio privilegia, e poi accennare alla opportunità di parlare di Psicogenealogie, anziché di Psicogenealogia tout court.
Il primo ambito legato al Transgenerazionale è senz’altro quello della Psicanalisi, ed in particolare ci riferiamo a N. Abraham e M. Torock : i due clinici hanno riscontrato ripetutamente che certe persone compiono atti o pronunciano determinate frasi “come se non fossero loro”, ovvero come se qualcuno agisse attraverso di loro. In questi casi si può formulare l’ipotesi di quello che i due clinici definiscono un “fantasma transgenerazionale” che rimane come bloccato in una “cripta” ovvero nella persona che mostra strane sensazioni, incubi e comportamenti involontari percepiti come del tutto estranei alla propria volontà. Ciò che spinge questa azioni inspiegabili nel presente viene come da un ambito “fissato” del passato in cui un segreto, un non-detto,  una filiazione impossibile da riconoscere e dichiarare, una disgrazia involontaria, un’esperienza traumatica non ha potuto essere assimilata e resa contattabile dalla coscienza, ma ha dovuto essere relegata nella rimozione dell’ inconscio familiare. Da qui  l'esperienza può riaffiorare in alcuni membri delle generazioni successive come un “fantasma psichico" che si manifesta negli atti e nelle parole, ed è come se nei discendenti ci fossero lacune lasciate in loro da segreti di altri.
Sulla stessa scia si pongono altri noti clinici come D.Dumas, S.Lebovici e  S.Tisseron che parlano, rispettivamente, di “angelo e fantasma”, di “mandati transgenerazionali”, di “albero di vita” dei pazienti e di “trasmissione di immagini mentali” attraverso le generazioni.
Il secondo è l’ approccio sistemico nella Terapia della Famiglia della Scuola di Palo Alto in California, sviluppatasi a partire dagli anni “50, con G. Bateson come capofila. Questo approccio  ha sottolineato la centralità del ruolo della famiglia nelle psicopatologie individuali ed in particolare ha studiato gli effetti schizofrenogenetici della comunicazione basata sul “doppio legame” o ingiunzione paradossale: è una situazione in cui il messaggio relazionale trasmesso a parole è in aperta antitesi con ciò che viene veicolato attraverso il non-verbale, mettendo il destinatario della comunicazione intrafamiliare in una condizione di fallire comunque, quale che sia l’aspetto della doppia ingiunzione a cui risponda. Questo tipo di comunicazione sintomatica crea incoerenze e incomprensioni che, spesso, si tramandano da una generazione all’altra.
Il contributo al Transgenerazionale più interessante che ci viene da questo settore è quello degli studi clinici di I.Boszormenyi-Nagi , della Scuola Sistemica Strategica di Filadelfia, a cui si debbono concetti e termini ampiamente usati nel lavoro psicogenealogico, a partire dalla ”Lealtà Familiare Invisibile”, dalla necessità di “giustizia ed equità” tra crediti/debiti affettivi tra i membri in seno alla Famiglia perchè ciascuno si possa realizzare, fino agli esiti pesanti della parentificazione di un Figlio e alla “legittimità costruttiva e distruttiva” di un Figlio verso un Genitore.

Le Psicogenealogie

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