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sabato 23 febbraio 2019

Suicidi: decima causa di morte…

Suicidi: decima causa di morte…

Secondo il CDC («Center for Disease Control and Prevention») di Atlanta i tassi di suicidio negli Stati Uniti sono aumentati di (media) quasi il 30% dal 1999 e le condizioni di salute mentale sono uno dei fattori che contribuiscono al suicidio.
Nel periodo di controllo, dal 1999 al 2016, i tassi di suicidio sono aumentati in maniera significativa in 44 stati, 25 dei quali hanno registrato aumenti ben superiori al 30%.
Va precisato che nel 2015 di oltre la metà dei deceduti (54%) in 27 stati non era nota la condizione di salute mentale, quindi i dati sono incompleti.
Nel 2016 si sono suicidate negli Stati Uniti circa 45.000 persone di età superiore ai 10 anni.
In generale i suicidi sono aumentati tra le persone di tutte le fasce di età (<75 anni), con gli adulti tra i 45 e i 64 anni con il più alto tasso in assoluto.
Attualmente il suicidio è diventata la decima causa di morte e una delle tre cause principali in costante aumento!
Vanno anche tenute in considerazione le percentuali di visite di emergenza per autolesionismo non fatale, cioè i ricoveri di quelle persone che hanno provato ad uccidersi senza riuscirci.
L’autolesionismo è aumentato del 42% dal 2001 al 2016.
Il costo sociale tra suicidi e autolesioni negli States ammonta a circa 70 miliardi di dollari all’anno, in termini di costi diretti per la perdita di lavoro e di malattia.
Droghe che hanno causato la morte...
Tra le sostanze che il CDC ha riscontrato come causa principale della morte vi sono: oppioidi 944 (31,4%), antidepressivi 800 (26,6%), benzodiazepine 624 (20,8%), antipsicotici 219 (7,3%) e altro.
Nelle persone suicide sono state rilevate una o più sostanze chimiche nel sangue, ma queste non sono state considerate la causa della morte: alcol - su 10950 persone testate positive 4442 (40,6%); oppioidi - su 8554 testati positivi 2279 (26,6%); benzodiazepine - su 8124 persone positivi 2464 (30,3%), cocaina - su 7978 persone 499 positive (6,3%); anfetamine - su 7615 persone 736 positive (9,7%); marijuana - su 6569 persone 1471 positive (22,4%) e infine antidepressivi testati su 5425 positivi 2214 pari al 40,8%.
Questa è la conferma che droghe illegali e droghe legali giocano un ruolo importante nel fenomeno.

Suicidi e periodo storico
Le statistiche dei suicidi, secondo il New York Times, sono inquietanti e il numero aumenta o cala a seconda del periodo e della situazione economica e sociale.
«I tassi di suicidio sono aumentati e calati rispetto alla storia del paese o tendono a raggiungere picchi nei momenti difficili. Nel 1932, durante la Grande Depressione, il tasso era di 22 per 100.000, tra i più alti nella storia moderna»[1].
Quindi durante uno dei periodi più bui dal punto di vista economico della storia americana ben 22 persone su centomila si sono tolte la vita.  Oggi però non siamo certo messi meglio, visto che il tasso odierno - sempre secondo il CDC - è giunto a quota 15,6 per 100.000 abitanti.

Suicidi tra i militari
Un dato molto interessante, che apparentemente sembra uscire dal discorso, sono i suicidi tra i soldati.
I suicidi sono aumentati di oltre il 150% nell’esercito e più del 50% nel solo corpo dei marines, tra il 2001 al 2009, come segnalato nel Military Times.
I grafici riportati dal giornale militare, sugli aumenti dei suicidi e sulle prescrizioni di farmaci[2] sono praticamente sovrapponibili.

Nel 2010, almeno 1 su 6 dei militari in servizio assumeva una sostanza psicoattiva e «molti di loro ne stanno assumendone più di un tipo, mescolando diverse pillole in cocktail giornalieri, per esempio un antidepressivo con un antipsicotico per prevenire incubi, più un anti-epilettico per ridurre il mal di testa» afferma sempre Military Times.
L’89% dei soldati con Disturbo da Stress Post-Traumatico (PTSD) assume al momento farmaci psicoattivi e tra il 2005 e il 2009 la metà di tutte le prescrizioni di farmaci per militari tra i 18 e i 34 anni sono state di antidepressivi. Nel 2008 sono state prescritte 578.000 pillole per l’epilessia e 89.000 antipsicotici a militari in servizio.
Con una mole così impressionante di psicofarmaci, c’è da stupirsi dell’aumento dei suicidi in mimetica?
L’esempio dei militari calza a pennello con il tema del presente articolo, perché se non si tiene in seria considerazione la psichiatrizzazione delle masse, non sarà possibile effettuare un’analisi oggettiva e seria del fenomeno «suicidi».

Abuso di psicofarmaci
Ecco perché l’aumento dei suicidi va di pari passo con l’aumento delle prescrizioni di psicofarmaci.
Per esempio tra il 1999 e 2013 le prescrizioni di psicofarmaci sono duplicate negli Usa, e la tendenza europea è analoga. Oggi possiamo affermare che si muore di più per overdose da farmaci psichiatrici che non per eroina.[3]
«L’Italia è la quarta in Europa seconda l’Aifa, l’Agenzia italiana del farmaco, per la spesa relativa all’acquisto di psicofarmaci e sempre secondo l’Aifa sono 12 milioni gli italiani che assumono psicofarmaci» dichiara Roberta Milanese, ricercatore associato del Centro di Terapia Strategica di Arezzo e docente della Scuola di specializzazione in Psicologia Breve Strategica.[4]
Stiamo parlando di un mercato da oltre 3 miliardi di euro all’anno. Stiamo parlando degli psicofarmaci: la maggior fonte di entrata per le case farmaceutiche!
Nel mondo, sempre per queste droghe legalizzate si spendono oltre 900 miliardi di dollari l’anno: metà negli Usa, un quarto in Europa e un quarto nel resto del mondo.
Un altro dato, che però non rientrando nei «suicidi» il CDC ce lo farà notare, sono il mezzo milione di persone sopra i 65 anni che muore ogni anno negli Stati Uniti a causa degli psicofarmaci!

Depressione come se piovesse

domenica 13 dicembre 2015

Tutto quello che pensate delle tossicodipendenze è FALSO”

Tutto quello che pensate delle tossicodipendenze è FALSO”

Nel capitolo del libro INGANNATI che parla della Marijuana ho indicati numerosi motivi per cui questa pianta, vero dono di Dio all’umanità, dovrebbe essere reintrodotta e riabilitata per i numerosi usi che se ne possono fare: a livello terapeutico, alimentare ed anche industriale.
E se esiste una piccola percentuale di consumatori che ne fa un uso “ricreativo” (cioè, se la fuma, tanto per essere più chiari), inutile la proibizione: sia perchè non risultano essere registrati casi di morte a seguito dell’uso della cannabis, ma soprattutto perchè, da un punto di vista puramente economico (valutazione dei pro e dei contro) il proibizionismo, semplicemente, non funziona. Anzi, direi quasi che è un incentivo: forse non all’uso, sicuramente alla proliferazione di una fiorente attività criminale che trae enormi utili da  un commercio che potrebbe, se nn fosse illegale, essere di gran lunga inferiore.

Sono stato molto contento pertanto di trovare questa testimonianza su Ted.com (“Ideas worth spreading”: “idee che vale la pena di divulgare”) che dice la stessa cosa, con intelligenti osservazioni derivate anche da esperimenti scientifici.
Copio e incollo sotto il testo integrale. Buon ascolto.
https://www.ted.com/talks/johann_hari_everything_you_think_you_know_about_addiction_is_wrong?language=it
Tutto quello che pensate di delle tossicodipendenze è FALSO - video su youtube
Translated by Valentina Buda
Reviewed by Carlo Floris

00:11 In uno dei miei primi ricordi cerco di svegliare un parente senza riuscirci. Ero solo un bambino, quindi non capivo perché ma da grande ho capito che in famiglia c’era un problema di tossicodipendenza, inclusa quella successiva da cocaina.

00:24 Ci ho pensato molto ultimamente, anche perché ricorre il centenario da quando abbiamo iniziato a bandire le droghe in America e Inghilterra per poi imporre quel divieto al resto del mondo. È il centenario di quando abbiamo preso questa decisione fatale di prendere i drogati, punirli e farli soffrire, perché credevamo che questo li avrebbe incentivati a smettere.

00:47 Qualche anno fa guardavo alcuni drogati che amo e sono nella mia vita, e cercavo di capire se c’era un modo per aiutarli. Ho realizzato che c’erano moltissime domande fondamentali a cui non sapevo rispondere, tipo: qual è la causa della dipendenza? Perché continuiamo con questo approccio che sembra non funzionare? Potremmo provare qualcosa di meglio?

01:09 Ho letto un sacco sull’argomento senza trovare le risposte che cercavo, quindi ho pensato: “Ok, incontrerò persone di tutto il mondo che ci sono passate e che hanno studiato l’argomento, per parlarci, e vedere se possono insegnarmi qualcosa. All’inizio non pensavo che avrei fatto più di 50.000 km ma alla fine ho incontrato un sacco di gente diversa: da uno spacciatore di crack transgender di Brownsville, Brooklyn a uno scienziato che ha passato molto tempo a dare allucinogeni alle manguste per vedere apprezzavano — pare che apprezzino, in circostanze molto specifiche — fino all’unica nazione che ha decriminalizzato tutte le droghe dalla cannabis al crack: il Portogallo. Quello che ho realizzato e che mi ha sconvolto è che quasi tutto ciò che pensiamo di sapere sulla dipendenza è sbagliato, e se iniziamo ad accettare la realtà della dipendenza penso che dovremo cambiare molto più delle leggi sulle droghe.

01:57 Ma iniziamo da quello che pensiamo di sapere, che io pensavo di sapere. Pensiamo a questa fila centrale. Immaginate di assumere eroina per 20 giorni, 3 volte al giorno. Alcuni sembrano più entusiasti di altri all’idea. (Risate) Tranquilli, è solo un esperimento mentale. Immaginate di farlo, ok? Cosa succederebbe?Ci hanno raccontato per un secolo una storia su quello che succederebbe. Poiché nell’eroina ci sono delle sostanze chimiche che creano dipendenza, pensiamo che, prendendola per un po’, il nostro corpo ne diventerà dipendente, ne avrà fisicamente bisogno e alla fine di quei 20 giorni sarete tutti eroinodipendenti, giusto? Questo è quello che pensavo.

02:33 Ho cominciato a dubitare di questa storia quando me l’hanno spiegata. Se alla fine di questo intervento venissi investito e mi rompessi un’anca, sarei portato in ospedale, dove mi darebbero un sacco di diamorfina. La diamorfina è eroina. Eroina migliore di quella che si compra per strada, perché la roba che vende uno spacciatore è contaminata. In realtà di eroina ce n’è molto poca, mentre quella roba del medico è pura. Supponiamo di assumerla per un periodo abbastanza lungo. C’è un sacco di gente qui, forse non lo sapete, ma avete assunto molta eroina. E succede anche a chiunque ci stia guardando, ovunque nel mondo. E se quello che crediamo è vero — quelle persone sono esposte a sostanze che creano dipendenza — cosa succederebbe? Dovrebbero diventare dei drogati. È stato studiato molto attentamente, e non succede: quando vostra nonna è stata operata all’anca non si è trasformata in una tossica. (Risate)

03:24 Quando l’ho scoperto mi è sembrato stranissimo, l’opposto di tutto quello che mi dicevano, che credevo di sapere, non ci credevo, finché non incontrai Bruce Alexander, un professore di psicologia di Vancouverche ha fatto un esperimento incredibile e credo possa davvero aiutarci a capire la questione. Il professor Alexander mi ha spiegato che l’idea, la storia che abbiamo in testa sulla dipendenza deriva in parte da una serie di esperimenti fatti all’inizio del XX secolo. Sono esperimenti semplici, potete farli a casa stasera se vi sentite un po’ sadici. Prendete un ratto, lo mettete in gabbia e gli date due bottiglie d’acqua. Una è solo acqua, l’altra è acqua addizionata con eroina o cocaina. Il ratto preferirà quasi sempre l’acqua drogata e quasi sempre si ucciderà piuttosto rapidamente. Ecco, questo è come pensiamo che funzioni. Negli anni ’70 il prof. Alexander guardò questi esperimenti e notò qualcosa. E disse: “Ah, noi mettiamo il ratto in una gabbia vuota, non ha niente da fare a parte drogarsi. Proviamo qualcosa di diverso”. Quindi costruì una gabbia che chiamò “Rat Park” e che è sostanzialmente il paradiso dei ratti. Un sacco di formaggio, palline colorate, tantissimi tunnel. Cosa fondamentale, avevano tanti amici. Potevano fare sesso a volontà. E avevano anche le due bottiglie di acqua normale e acqua drogata. Ecco la cosa affascinante: nel Rat Park, ai ratti non piace l’acqua drogata. Non la usano quasi mai. Nessuno di loro la usa compulsivamente. Nessuno di loro va in overdose. Si va da un 100% di overdose quando sono isolati a uno 0% quando vivono delle vite felici e connesse.

04:58 Quando vide tutto questo il prof. Alexander pensò: “Forse questo vale per i ratti, che sono abbastanza diversi da noi”. — Forse non tanto diversi quanto vorremmo ma insomma… — Fortunatamente c’era anche un esperimento umano, con lo stesso identico principio nello stesso identico momento. Si chiamava Guerra del Vietnam. In Vietnam il 20% delle truppe americane usavano un sacco di eroina, e se guardate le notizie dell’epoca, negli USA erano preoccupati perché pensavano: “Mio Dio, avremo centinaia di migliaia di tossici per le strade degli Stati Uniti quando la guerra finirà”. Aveva senso. Questi soldati, che facevano uso di eroina, vennero seguiti a casa. Gli Archivi di Psichiatria Generale fecero uno studio dettagliato e cosa successe a questi soldati? Non andarono in riabilitazione né in astinenza. Il 95% di loro aveva semplicemente smesso. Se si crede alla storia delle sostanze che creano dipendenza questo non ha assolutamente senso ma il prof. Alexander pensò che poteva esserci una storia diversa sulla dipendenza. E se la dipendenza non fosse determinata da quelle sostanze? Se dipendesse dalle nostre gabbie? E se la dipendenza fosse un adattamento all’ambiente che ci circonda? Nei Paesi Bassi

lunedì 19 ottobre 2015

Biografia della canapa dal 8000 a.C.

Biografia della canapa dal 8000 a.C.

Autore: Markab
8000 a.C.
Ritrovamento di tessuti in fibra di canapa in Mesopotamia (Catal Huyuk) e in Cina.
(morti o perseguitati per cannabis 0)
4000 a.C.
Ritrovamento di manoscritti su carta di canapa in Egitto, Persia e Cina.
(morti o perseguitati per cannabis 0)
2700 a.C.
Cina. Ritrovamento di un manoscritto che elenca istruzioni per la coltivazione della cannabis da usare poi come medicamento e vestiario. (Imperatore Shen Nung)
(morti o perseguitati per cannabis 0)
Fra il 2000 e il 1400 a.C.
Centro Asia. Ritrovamento di un testo sanscrito-vedico che descrive la canapa e la chiama “ananda” dal sanscrito che da gioia, che da risa.
(morti o perseguitati per cannabis 0)
500 a.C.
Mesopotamia. Ritrovamento di bracieri contenenti ancora residui di cannabis in tombe Scite.
(morti o perseguitati per cannabis 0)
300. a.C.
Plinio il vecchio ci segnala il ruolo importante della cannabis nella vita spirituale dell’antico Iran .
(morti o perseguitati per cannabis 0)
400 d.C.
La canapa viene ampiamente descritta come un ottimo medicamento nell’ “Erbario” di Apuleo Platonico, testo famosissimo e copiato durante tutto il Medio Evo.
(morti o perseguitati per cannabis 0)
400 d.C.
Italia. Papa Giovanni XXI , al secolo Pietro Ispano, nel suo trattato di medicina pratica “Il tesoro dei poveri”, trascrive i benefici prodotti dalla cannabis nella cura degli attacchi di emicrania ed epilessia.
(morti o perseguitati per cannabis 0)
1100 d.C.
Medio Oriente. Molti sono gli scritti che narrano riti religiosi o soltanto ricreativi legati all’assunzione di estratto di infiorescenze di cannabis (hashish)
(morti o perseguitati per cannabis 0)
1320 d.C.
Etiopia. Ritrovati reperti che documentano le prime pipe ad acqua con tracce di cannabis che venivano usate in Etiopia.
(morti o perseguitati per cannabis 0)
1300-1400 d.C
La canapa è diffusa in tutta Europa (Italia compresa) come medicina naturale e come fibra tessile.
(morti o perseguitati per cannabis 0)
1563 d.C.
Spagna. Il medico portoghese Garcia Da Orta pubblica un ampio resoconto dei suoi viaggi in Oriente,” Colloquies on the simples and drugs in India”, dove vengono descritti per la prima volta gli effetti della cannabis sugli abitanti del subcontinente indiano. Tale testo rimarra’ unico nel suo genere fino alla seconda meta’ del 1800
(morti o perseguitati per cannabis 0)
1765 d.C.
U.S.A. Dal diario di George Washington, primo presidente degli Stati Uniti: “Seminato hemp” (“erba” in inglese). E ancora al 7 maggio: “Iniziato a separare i maschi dalle femmine, ma forse e’ troppo tardi.”
(morti o perseguitati per cannabis 0)
1839 d.C.
India. W.B. O’ Shaugnessy, chirurgo e professore al Medical College di Calcutta, sperimenta con successo la tintura di cannabis su pazienti sofferenti di reumatismi, epilessia, tetano e idrofobia. Scrive un trattato sulla cannabis come analgesico e anticonvulsivante che viene ripreso con interesse in Europa qualche anno dopo
(morti o perseguitati per cannabis 0)
1845- 1855 d. C.
Italia. In Lombardia e precisamente a Brera, partono le prime sperimentazioni della cannabis come medicamento su pazienti. I test vengono effettuati da vari medici supervisionati dal dottor Giovani Polli. I medici sperimentano la sostanza ad alti dosaggi prima su se stessi, poi appurata la non tossicità del farmaco, sui pazienti. Così nella farmacia del dottor Carlo Erba a Brera, si vendono medicamenti a base di cannabis e molti sono i pazienti a beneficiarne. I test e le esperienze verranno poi raccolte un secolo e mezzo dopo nel libro “L’erba di Carlo Erba”.
(morti o perseguitati per cannabis 0)
1850-1937 d.C.
U.S.A. Molte case farmaceutiche producono “Cannabis Indica”, nome generico dato all’epoca per indicare gli estratti di “marijuana”. Uno di essi, che veniva usato comunemente, era l’” Estratto Tilden”, che veniva utilizzato per trattare l’insonnia e il dolore.
Potevano essere acquistati in farmacia finché, nel 1937, non fu approvata la “Marijuana Tax Act”.
(morti o perseguitati per cannabis 0)
1850 d.C.
Francia. Un gruppo d’artisti si ritrova per sperimentare l’hashish (derivato della canapa). (morti o perseguitati per cannabis 0)
1850 d.C.
U.S.A. Pittsburg, negli Stati Uniti, si erge la prima raffineria petrolifera al mondo. La canapa diventerà a breve il maggior nemico del petrolio.
(morti o perseguitati per cannabis 0)
1856 d.C
Inghilterra. Viene introdotta la siringa ipodermica che accelera l’uso degli oppiacei come antidolorifico, perché queste sostanze sono solubili in acqua per cui facilmente iniettabili a differenza della cannabis che è solubile nei grassi.
(morti o perseguitati per cannabis 0)
1870 d.C.
U.S.A. La Farmacopea americana, un elenco dei farmaci ad uso dei medici compilato a partire dal 1820, include per la prima volta la cannabis nel 1870.
(morti o perseguitati per cannabis 0)
1884 d.C.
India. Viene pubblicata la prima grande ricerca sulla canapa, commissionata dagli inglesi.Il rapporto di 3.281 pagine, che resterà nella storia come “l’opera più classica sulla canapa”, verrà in seguito insabbiato più volte e quasi estinto fino al 1969. Nel 2000 in tutto il mondo si potevano reperire solo 6 di copie di questo rapporto.
(morti o perseguitati per cannabis 0)
1887 d.C.
Italia il Professor Raffele Valieri, primario dell’Ospedale degli Incurabili a Napoli, oltre ad usarla sui pazienti ed a consigliarla, pubblica anche un curioso e dettagliato libretto dal titolo “Sulla canapa nostrana” e suoi preparati in sostituzione della cannabis indica, pieno di osservazioni e consigli molto validi anche oggi.
(morti o perseguitati per cannabis 0)
Fine ’800 inizi ’900 d.C.
U.S.A. Per sei centesimi di dollaro si possono comprare delle caramelle all’ hashish. “Hasheesh Candy”. Messe in commercio dalla Tilden’s C Indica Extract, vengono descritte come “stimolanti, piacevoli e non dannose”.
(morti o perseguitati per cannabis 0)
1892 d.C.
U.S.A. Nasce ad Altoona, Pennsylvania, USA, il piccolo Harry J. Anslinger. Ottavo e penultimo figlio di un barbiere immigrato dalla Svizzera, che aveva tardivamente trovato un impiego nelle ferrovie, il pargolo crescendo, si sarebbe trasformato in un potentissimo burocrate destinato a lasciare un bel segno nella storia poliziesca, non solo americana, del Novecento e avrebbe attivamente contribuito a rovinare la vita di milioni di esseri umani sparsi in tutto il mondo.
(morti o perseguitati per cannabis 0)
Inizi ’900 d.C.
La Cannabis fumata approda nelle isole caraibiche, portata dai lavoratori indiani. con il nome di Ganjia.
(morti o perseguitati per cannabis 0)
Inizi ’900 d.C.
U.S.A. A New York nascono gli “hashish-parlors”, salotti eleganti, con divani, tappeti orientali, arazzi, stoffe e luci soffuse.
(morti o perseguitati per cannabis 0)
Inizi ’900 d.C.
Inizi ’900 Italia. L’Italia è il maggior esportatore europeo di canapa da fibra
(morti o perseguitati per cannabis 0)
1917 d.C.
U.S.A. La Compagnia Du Pont, della omonima famiglia, grazie a finanziamenti della Mellon Bank entra a far parte delle primissime industrie petrolchimiche. La Du Pont per chi non la conoscesse, è la beneficiaria della maggior parte dei brevetti sulle materie plastiche: nylon, rayon, cellophan, vernici, ecc…
Il nylon prenderà a breve il posto della canapa da fibra.
(morti o perseguitati per cannabis 0)
1920 d.C.
U.S.A. La canapa fumata approda negli stati del sud del nord america, un po’ portata dai caraibici, un po’ dai messicani e da questo momento la si comincia a chiamare in modo dispregiativo “marijuana”. La fumano abitualmente i musicisti di jazz di New Orleans e i braccianti messicani del Texas e della California. La comprano in farmacia per il mal di testa, l’insonnia o chissà cos’altro migliaia di rispettabili cittadini dal New England alla Florida, dalla Georgia all’Oregon. Del resto, salvo qualche restrizione locale per l’uso dell’oppio da fumo, la stessa cosa vale per l’oppio, la morfina e la cocaina, tutte in libera vendita non solo nelle farmacie, ma anche nelle drogherie o per posta.
(morti o perseguitati per cannabis 0)
1930 d.C.
U.S.A. Anslinger assume l’incarico di Commissario del neonato Federal Bureau of Narcotics, con pieni poteri per la lotta alla ‘droga’.
(cominciano le persecuzioni verso i consumatori di cannabis)

domenica 29 giugno 2014

Dieci motivi per liberarsi gradualmente dalla dipendenza dal caffè

Liberarsi dalla dipendenza dal caffè non è facile.
La prima settimana avrai probabilmente forti mal di testa, dolori alle orecchie e nausea. Queste reazioni dimostrano in modo lampante quanto velenosa sia la caffeina.
Non è nemmeno sufficiente limitarne l’assunzione perché anche la tazzina quotidiana fa parecchi danni.
E’ proprio quella tazzina che mantiene un legame con la dipendenza impedendo al nostro organismo l’espulsione totale dell’acido urico e della caffeina.
Il risultato è un continuo stop alla detossificazione. Il classico bastone fra le ruote.

IL DECALOGO DI VALDO VACCARO CONTRO IL CAFFE’
Ci spiace per la Splendid, per la Illy, per la Segafredo, per Hag e Lavazza, per la Redbull e per tutte le cole del mondo, cariche all’inverosimile di caffeina, ma la bocciatura è generalizzata.
 
Dieci motivi per evitare il caffè

Il caffè è una droga caustica che causa assuefazione e forti crisi di astinenza. Anche chi prende un solo caffè al giorno trova oltremodo difficile liberarsi da tale schiavitù. Il caffè può essere considerato una versione legale della cocaina.

Il caffè è teratogeno, per cui causa difetti genetici alla futura prole. Molti esperimenti dimostrano che è troppo spesso causa di malformazioni e difetti agli arti dei neonati.

Il caffè è mutageno. Una tazzina contiene 250 mg di acido clorenico, di actractylasides (estremamente tossico) e di glutathione transferase inducers (cafestol palmitates).

Il caffè è cancerogeno per il suo materiale combusto e per il contenuto in methilglyoxal (mutagenic pyrolisis product), ed è associato a tumori alle ovaie, alla vescica, al pancreas, allo stomaco e all’intestino.

Il caffè contiene caffeina, uno tra i 20 veleni più pericolosi del pianeta, un alcaloide tossico che irrita il sistema nervoso, sbilancia il sistema simpatico e causa aritmie cardiache.

Il caffè è torrefatto ed amaro. Corrompe l’alito, ingiallisce i denti, irrita lo stomaco e danneggia pesantemente il fegato. Come se non bastasse, ha effetti distruttivi sul sistema renale. Una tazza di caffè ci mette 21 ore per passare attraverso i reni e il sistema urinario. Bastano 8 tazzine al giorno per fare di una persona sana un cliente probabile alla dialisi e al trapianto.

Il caffè è carico di acido ossalico che vincola e sequestra il calcio, e causa calcoli ai reni e in altre parti del corpo.

Il caffè è carico di acido urico. Acidifica il corpo e causa osteoporosi. Sovverte la digestione e il sonno. E’ causa di emicrania, di fiacchezza e di depressione nelle inevitabili fasi di carenza.

Il caffè produce una restrizione dei vasi sanguigni, alta pressione, irregolare circolazione coronarica, insufficienza renale, ulcere gastriche, ronzio alle orecchie, tremito muscolare, irrequietezza, sonni agitati, diabete nei neonati, irritazioni gastrointestinali, sconvolgimenti nel glucosio del sangue (spinge il pancreas a secernere più insulina).
Il caffè, sia a pasto che dopo pasto, fa da innaturale acceleratore digestivo in quanto obbliga il cibo a lasciare lo stomaco, ed anche l’intestino, troppo rapidamente, causando malassorbimento degli alimenti e rallentamento della peristalsi intestinale. Il latte nel caffè è un ulteriore errore alimentare, col tannino del caffè che va in fermentazione e causa irritazioni intestinali.

Fonte:http://valdovaccaro.blogspot.it/2013/03/dieci-motivi-per-evitare-il-caffe.html

http://informazioneconsapevole.blogspot.it/2014/06/dieci-motivi-per-liberarsi-gradualmente.html

http://altrarealta.blogspot.it/

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