Giudizio: 7/10
Dopo due opere alle spalle in cinque anni, un Oscar come migliore sceneggiatura originale, un credito smisurato acquisito grazie alle tematiche allegoriche che tracimano dai suoi film sui temi sociali e politici tipicamente americani, Jordan Peele è diventato uno di quei registi per i quali l'attesa dei suoi nuovi lavori diventa addirittura spasmodica, come è stato in effetti per Nope, atmosfera alimentata da un silenzio quasi totale sul tema del film e da furbe immagini lasciate trapelare che non facevano altro che aumentare l'attesa.
A questa fase di attesa quasi messianica fa poi inevitabilemnte seguito quella dell'interpretazione del film in ogni suo fotogramma che conduce ad una valanga di chiacchiere, ipotesi, teorie che scompongono l'opera in mille frammenti dietro i quali mettere in moto i nostri neuroni, le nostre dotte conoscenze e la cultura personale per cercare di spiegare quello che a volte non può essere fatto, perchè il Cinema, grazie al cielo, è rimasta pur sempre un'arte nella quale l'emozione riesce spesso a travalicare la ragione, facendosi essa stessa tematica del film.
La premessa è d'obbligo perchè se si scende troppo nella sinossi si rischia lo spolier, se non si analizza tutto ciò che è contenuto in Nope si rischia di darne una lettura superficiale; di certo si cercherà di evitare "spiegoni" fiume che fluttuano nell'aria come enormi palloni.
Nope è classificato, come Get Out e come Us , film horror, cosa che ha elevato il regista a novello maestro del genere: niente di più sbagliato, perchè Jordan Peele semmai ha dato lustro al film sull'inquietudine, sulla tensione che monta silenziosa, sparpagliata su vari generi che si mescolano nella trama narrativa: commedia , a tinte nere spesso, thriller, più spesso psicologico, satira sociale, western e fantascienza nel caso di Nope.
Il confluire di ciò crea quella tensione spasmodica che si nutre del senso di inquietudine che ci prende durante la visione: tutto ciò è forse il merito maggiore del cineasta americano, unito ad una capacità di scrittura indubbiamente originale.
Affermare però che Nope sia film perfettamente riuscito appare azzardato in quanto è la classica opera che , come già in parte per le precedenti, soffre di una certa ridondanza che trova difficoltà poi a coagularsi in un racconto completo.
OJ ed Emerald, fratello e sorella, gestiscono un ranch che mette a disposizione del cinema e della tv cavalli per le riprese, hanno ereditato l'azienda famigliare dal padre morto in circostanze assurde (pioggia di detriti provenienti non si bene da dove, ma poi si saprà...); quando iniziano ad avvenire strani fenomeni che fanno pensare ai due che ci sia una entità aliena che si aggira intorno al ranch, i due decidono di riempire la proprietà di telecamere per poter immortalare la presenza e poter sfruttarne le immagini ottenendo gloria e denaro.
In effetti l'entità esiste ed è tutt'altro che benevola e metterla su pellicola non è certo operazione semplice, a maggior ragione quando lo strano essere dà segno di sè anche presso un altro ranch appartenente a Jupe Park un ex stella prodigio della tv che acquista i cavalli da OJ costretto a vendere per le difficoltà economiche.


