Giudizio: 7.5/10
Ispirato ad un fatto realmente accaduto nel 2009 a Shenzhen, Dearest del regista HKese Peter Chan, presentato Fuori Concorso alla Mostra del Cinema di Venezia del 2014, è lavoro che parte da un tipico fatto di cronaca che spesso ha fatto da traino a numerose pellicole: una storia di rapimenti di ragazzini, nella quale il regista sceglie però una personale linea narrativa che gli permette tra l'altro di non cadere nella retorica e nello scontato come spesso accade in situazioni simili.
Il figlio di quattro anni di una coppia separata sparisce nel bel mezzo di un quartiere popolare di Shenzhen mentre si trova in compagnia dei suoi amichetti, le ricerche che padre e madre mettono in atto non conducono a nulla se non a false piste , alimentate da mitomani e da imbroglioni che mirano al premio che i genitori sono disposti a dare a chi offre informazioni.
Il dolore dei due genitori è abissale e il passare del tempo non lo mitiga: il padre si ritrova anche senza lavoro e la madre fa affondare anche il suo secondo matrimonio; l'unico appoggio lo ottengono da una associazione che si occupa di bambini scomparsi composta da genitori che stanno vivendo la stessa esperienza; la condivisione del dolore regala se non altro la forza di continuare e di sperare.
Quando dopo tre anni dal rapimento giunge una segnalazione sulla possibilità che il ragazzino si trovi in un villaggio rurale dell'Anhui i due genitori si recano sul posto scoprendo che quel ragazzino è proprio loro figlio e lo sottraggono alla donna che dice di essere la madre.