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martedì 10 gennaio 2017

Ti ho mangiato per allegria: involtini di melanzana sensi- di- colpa- free



Dopo le abbuffate delle feste, tutte/i noi abbiamo bisogno di riprendere le fila della nostra alimentazione. Eppure le rinunce mortificanti deprimono sempre, soprattutto quando è ancora fresco il ricordo delle prelibatezze da poco assaporate. Niente flagellazioni gastronomiche, dunque, per favore, visto che cominciare l'anno in depressione non è cosa da fare! Questa è una ricetta goduriosa ma salvalinea: si può utilizzare anche se state facendo la dieta: sarà sufficiente pesare le fette di formaggio distribuite su ciascuna melanzana e contabilizzare il numero di melanzane da poter divorare! Calcolate che 100 grammi di formaggio edam hanno 120 calorie, mentre 100 grammi di scamorza ne hanno 210. Quanto minore sarà l'olio utilizzato, tanto più dietetico sarà il piatto.

Ingredienti
2 melanzane grandi
3 etti di formaggio (emmental o scamorza affumicata)
250 grammi di pomodorini piccadilly o ciliegino
2 spicchi di aglio
olio evo sale, pepe, origano q.b.
stuzzicadenti

Procedimento
Mettete un po' di olio a scaldare in una pentola con due spicchi d'aglio (io ne ho messo troppo..) e con il sale, il pepe e l'origano .
Nel frattempo affettate con una mandolina o con l'affettatrice le melanzane.


Mettete le melanzane a rosolare da entrambi i lati.


Affettate il formaggio e tagliate in quarti i pomodorini. Togliete le melanzane dal fuoco, asciugatele con della carta da cucina. Disponete le fette di formaggio sulle melanzane e poi  appoggiatevi sopra il quarto di pomodorino. Dopodiché arrotolate le melanzane attorno al ripieno e fermatele con uno stuzzicadenti.


Quando tutte le melanzane saranno farcite mettetele in forno a 180° per 15 minuti. Servite calde. 


Sono ottime anche il giorno successivo. Buon appetito e buona dieta!!!!

giovedì 8 agosto 2013

Zia Mara guest star e le sue melanzane sotto il pesto


Avete spesso sentito nominare in questo blog la zia Mara: eccola! (E' la signora bionda tra Viola e Niccolò). Oggi partecipa, quasi a sua insaputa, alla rubrica "Guest star" del nostro blog, con una pietanza che non può mancare a casa nostra in qualsiasi buffet, cena, compleanno, scampagnata degna di questo nome: le sue famose melanzane sotto il pesto! Ci ha confessato che la ricetta non è sua, ma è quella di nonna Anna, che ci ha lasciato prima che Niccolò nascesse, e che lei ha ereditato, riproducendola filologicamente. Il risultato lo verificherete quando le avrete provate. E poi ci farete sapere...

Ingredienti
4 melanzane scure  grandi
5 spicchi di aglio
1 bicchiere di olio di oliva
1 bicchiere di olio extravergine di oliva
1/2 bicchiere di  aceto bianco
peperoncino q.b.
sale q.b.

Procedimento

Affettate le melanzane e cospargetele di sale fine.


Mettele a sgocciolare l'acqua amarognola in un colapasta



Lavate le melanzane in acqua corrente e strizzatele energicamente


Le donne di Livorno, si sa, sono vigorose, lo dicono anche i letterati: ecco le povere melanzane dopo la strizzatura.


Consolate le melanzane strizzate passandole nella farina; per i/ le celiaci/che: va bene anche la farina di riso.


Scuotete le melanzane dalla farina in eccesso 


e friggetele in un bicchiere di olio di oliva giunto a temperatura (lo sarà quando mettendovi uno spigolo di melanzana vedrete formarsi intorno ad essa delle bollicine).


Scolate le melanzane e mettetele in una zuppiera foderata di carta da cucina senza disegni (con l'alta temperatura non sappiamo per certo cosa succede ai colori delle decorazioni dei fogli di carta..)


Mettete in una padella 1 bicchiere di olio extravergine di oliva, 5 spicchi di aglio tagliati a fettine, un' abbondante spruzzata di peperoncino,

 
 e mezzo bicchiere di aceto bianco
Accendete il fuoco sotto alla padella e fate scaldare qualche minuto


Mettete le melanzane in una zuppiera, irroratele con il condimento nella padella, giratele, e lasciatele riposare fuori dal frigo almeno mezza giornata. In seguito, qualora avanzassero (a noi non succede) conservatele coperte in frigo. 

Noi le abbiamo usate anche per farcire il mitico cinque e cinque, ovvero la labronica focaccina con la torta di ceci, così chiamata perché in altre epoche era fatta con cinque centesimi di focaccia (schiacciata) e cinque centesimi di torta di ceci (o meglio torta, e basta). E buon appetito!

Ah! Famose sono anche le melanzane nel panino con prosciutto e salsa verde, che a Livorno ha fatto la fortuna di un paniniere antelitteram di nome Giovanni, la cui dinastia ora è alla terza generazione. In un altro post tenteremo la riproduzione di quella salsa verde, senza che però sia proprio lei, perché è brevettata come la bevanda scura con le bollicine e che finisce con cola. Cosa 'un t'inventano vesti livornesi! (trad: cosa non inventano questi livornesi!)

Con questa ricetta partecipo al contest di "Cuoco per caso":


sabato 3 agosto 2013

I regali di Ornella e un po' di tradizioni culinarie

Come l'anno scorso è tornata Ornella e i suoi regali dell'orto; non c'è modo migliore per ringraziarla che mettersi al lavoro! Intanto comincio a soffrire di nostalgia per le vacanze mancate!



Anche quest'anno Ornella ha voluto regalarci un po' del suo raccolto: oltre ai fagiolini della ricetta del post omonimo e alle bacche di sambuco della ricetta della marmellata, pomodori, peperoni ecc.

E siccome quest'anno mi sa che non potrò andare all'Elba (causa piedone), ho deciso di annegare la nostalgia mangiando, e mi sono fatta insegnare da zia Mara un piatto elbano: il gurguglione!
Prima di parlarvi di questa ricetta vi parlo della cucina elbana, che forse non si può chiamare tale, ma che si potrebbe dire, per fare un paragone con la lingua, una sorta di dialetto culinario, che reinterpreta alcune ricette toscane, soprattutto livornesi, attraverso particolarità sue proprie, filtrate attraverso gli influssi dei vari popoli che si sono susseguiti nella dominazione dell'Isola. C'è anche da dire che la cucina elbana è diversa per zone,  ciascuna delle quali poteva contaminare poco culturalmente le altre, perché ancora negli anni cinquanta del  XX secolo c'erano persone che non si erano mai mosse dalla loro provincia. Le strade principali che collegano le varie parti dell'isola, del resto, sono proprio di quegli anni. La zona che conserva la tradizione culinaria più antica è proprio  quella in cui hanno la casa i parenti di mio marito, ovvero Rio nell'Elba. "I Riesi non si sono mai spostati dal loro territorio fino alla fine dell'Ottocento, e anche quando anche partirono per le Americhe, ritornarono sempre, a differenza di altri abitanti di altre zone dell'Elba, che si sono radicati in società straniere. Ciò dipende dal fatto che i riesi (-) hanno saputo affrontare la povertà con fantasia, ottenendo dai loro poverissimi piatti risultati culinari sorprendenti per la loro bontà".* 



Dal punto di vista gastronomico si nota una forte influenza orientale, dovuta alle varie invasioni dal mare per opera dei pirati saraceni e da altre forze navali del mondo musulmano dal 1200 fino alla costruzione di Cosmopoli (Portoferraio), intorno alla metà del XVI secolo. Ma non solo gli arabi furono presenti, in questa parte dell'isola: anche gli spagnoli si fecero sentire. Proprio vicino a Rio Marina, infatti, già nel 1603 crearono la fortezza di Longone e il primo nucleo dell cittadina di Porto Longone (oggi Porto Azzurro). Se ne sarebbero andati solo un secolo dopo. Le tracce che avrebbero lasciato nella cucina sono importanti: dal'uso frequente del peperone al nome di alcune pietanze, tra cui quella che vi presento oggi.

A  dire il vero le case dei miei cognati non sono a Rio nell'Elba, ma a Rio Marina, paese di marinai prima e minatori poi, nato nel XVIII secolo, epoca in cui le scorrerie dei pirati non erano più così frequenti come in passato. Qui, più che a Rio paese, oltre alle verdure, la cucina impiega moltissimo pesce, con versioni autonome di cacciucco (anche se quella vera, fidatevi, è di Livorno) e l'impiego di ingredienti e ricette nate per una lunga conservazione, perché destinate ai marinai.




Questo piatto, che già dal nome denuncia l'influsso spagnolo, è il "gurguglione", uno stufato di verdura in cui prevalgono i peperoni, tipicamente spagnoli. Non a caso piatti analoghi si trovano nella Spagna del nord e nel sud della Francia. Vi dice niente la Ratatuille?

Il gurguglione

Ingredienti
3 patate grandi 
2 peperoni rossi
2 peperoni gialli
2 peperoni verdi di media dimensione
1 melanzana
3 zucchine
5 pomodori grandi
3 carote (la ricetta originale non lo prevede ma io le avevo in frigo)
2 cipolle medie
1 bicchiere di olio evo 
1 bicchiere di acqua

Procedimento
Lavate, pulite e affettate le verdure

 Affettate le cipolle e fatele soffriggere in una padella molto capace con l'olio; appena imbiondiscono aggiungete l'acqua (fate attenzione e  non ustionatevi, per favore!) 

Aggiungete tutte le altre verdure e incoperchiate. Dopo circa quaranta minuti sarà pronto. Regolatevi comunque sentendo la consistenza delle varie verdure con la forchetta.


Degustatelo con un buon bicchiere di Rosso dell'Elba DOC, possibilmente sul terrazzo, e sentitevi in vacanza. Buon appetito

sabato 4 agosto 2012

Melanzane in vetro alla Pizzaiola


Questa ricetta partecipa al contest


                                              
http://blog.giallozafferano.it/cucinalaura/la-sfida-di-agosto/


Ingredienti

2 kg di melanzane
1 vasetto da 200 grammi di pomodori secchi
   sott'olio
1 litro e mezzo di aceto bianco
cinque spicchi d'aglio
20 foglie di basilico fresco
qualche rametto di origano fresco o una manciata
   di origano secco
un cucchiaio di pepe in grani
sale q.b.
olio extravergine di oliva

Procedimento
La sera precedente alla giornata da dedicare alla preparazione lavate le melanzane, affettatele nel senso della larghezza in rondelle di circa mezzo centimetro, disponetele su un tagliere inclinato, cospargetele di sale e fatele spurgare sotto peso la loro acqua amarognola per tutta la notte. Al mattino sciacquatele, asciugatele e fatele bolline in una pentola con l'aceto aromatizzato con i grani di pepe per circa due minuti, avendo cura che siano ben immerse. Questa operazione vi risulterà più facile se metterete poche fette alla volta. Può valere la pena trattenerle immerse con una schiumarola piuttosto che rischiare che si scottino solo a metà. Scolate le melanzane dall'aceto e ponete ad asciugare, prima su un cannovaccio e poi al sole, se avete un terrazzo a prova di topetti e piccioni, coperte con un telo molto leggero (perchè sfido a non avere insetti!), per tre ore almeno. Io le ho messe nell'essiccatore per 1 ora. Nel frattempo fate sgocciolare dall'olio i pomodori secchi, avendo cura di asciugarli il più possibile, soprattutto se si tratta di un preparato industriale, visto che il vostro olio sarà di certo migliore di quello del barattolo. Affettate gli spicchi d'aglio in fettine più sottili che potete senza rinunciare ai polpastrelli e tritate il peperoncino.
A questo punto potete metterle nei barattoli che avrete precedentemente sterilizzato (vedi: http://cecieviola.blogspot.it/2012/08/facciamo-come-le-formiche-lavoriamo-per.html) alternando uno strato di melanzane cosparso di spicchi d'aglio e peperoncino, uno strato di pomodori secchi, le foglie di basilico e i rametti di origano, finché gli ingredienti non sono esauriti. Quando i barattoli saranno colmi, avendo tuttavia cura di non oltrepassare il bordo, coprite di olio extravergine di oliva, premendo il contenuto dentro ai barattoli con una forchetta. Aspettate a chiudere definitivamente perché ci sarà probabilmente da dover rabboccare l'olio. Appoggiate comunque il tappo sopra i barattoli, perché ci siano meno rischi di contaminazione possibile. Alla fine chiudeteli ermeticamente e riponeteli in un luogo il più possibile fresco e buio. Aspettate almeno un mese prima di consumare la preparazione.




lunedì 16 luglio 2012

Pasta MPP



Questa ricetta partecipa al contest del blog "Il gattoghiotto"
http://www.malvarosaedizioni.it/contatti.aspx
http://gattoghiotto.blogspot.it/2012/07/piccola-bottega-di-campagna-lultima.html

Pasta alle melanzane, pomodori e pancetta

Questi sono gli ingredienti per 4 persone

2 melanzane
1/2 chilo di pomodorini
2 hg e mezzo di pancetta affumicata
olio q.b.
sale q.b.
pepe q.b.
250 grammi di pasta corta trafilata


Procedimento
Tagliate le melanzane in fette spesse, stendetele su un tagliere, copritele di sale e mettetele sotto peso almeno per un'ora. Io ho dovuto tenerle così per un tempo maggiore, perché erano le MIE melanzane e l'ultima volta le ho verificate un po' amarognole, forse per qualche problema di irrigazione. Sciacquatele, tagliatele a dadini e strizzatele. Intanto fate rosolare in una padella con poco olio la pancetta affumicata. Quando la pancetta risulterà dorata aggiungete le melanzane (io le ho passate prima 2 minuti in microonde, sempre per l'esperienza precedente...) e dorate anch'esse. Quando anche queste risulteranno dorate coprite e abbassate la fiamma. Nel frattempo portate a bollore l'acqua per la pasta. Quando butterete la pasta aggiungete i pomodorini tagliati a metà alle melanzane e pancetta, alzando la fiamma sotto alla padella. Aggiustate di sale e di pepe.
Quando la pasta sarà cotta al dente scolatela e saltatela nella padella con il condimento, a cui aggiungerete ulteriore olio extra vergine crudo e, se vi piacciono, timo e maggiorana freschi.


Con questa preparazione ho condito anche una bruschetta, con pane tostato, strofinato con l'aglio e passato su entrambi i lati con un pomodoro maturo. Anche in questo caso ho messo olio extravergine di oliva e basilico fresco. 


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