Se io fossi una donna il titolo sarebbe un bellissimo gioco di parole in veneto.
"Massa" significa "troppo".
A parte che un po' donna lo sono, ho scoperto.
Una collega mi disse tanto tempo fa che ho una sensibilità quasi femminile (come se ci fossero dei parametri a definirla) e che mi mancava solo l'utero per essere una vera donna con le palle.
A me il complimento aveva fatto piacere, anche perché, vi assicuro, a vedermi tutto posso sembrare fuorché una donna.
Ma si vede che il mio fisico ci teneva a non contraddire questa collega esperta, al quale tra l'altro sono molto affezionato, e se n'è uscito con una specie di mastite. I sintomi erano quelli, almeno.
Ginecomastia, la chiamano. Praticamente è del tessuto mammario nei maschi che, se si infiamma a causa di sudore, o piccole lesioni, dà i sintomi della mastite.
Che chiulo, veh?
Va ben, niente di grave. Silver diceva che potevamo fare un trapianto tra me e lei, anche se ormai non ho tutte ste gran tette.
Eh si perché il dimagrimento continua, lento ma inesorabile. 80 Kg sulla bilancia del dottore, che rispetto alla mia è abbondante ma, chiaramente, ha torto marcio, nel ostinarsi a segnarmi un chilo in più rispetto a casa.
Mi viene da sorridere se penso a questo post di un paio di anni fa, quando si vedeva la terza cifra fare capolino sul display.
Oramai anche il dietologo belloccio e tenebroso si scompone: mi concede delle noccioline al pomeriggio, in attesa della cena e mi da del tu. Mi dice anche che il BMI non è un valore indicativo... ma come, se sono qui che ho già messo in fresca il vino per quando andrò sotto ai fatidici 25 punti (perché ci andrò sotto a quei maledetti 25 punti)
Ahi ahi... se perdiamo la giusta distanza poi io non mi sento più in soggezione e rischio di non essere più tanto ligio.
D'altro canto il mio fascino è ormai irresistibile, come dargli torto.
Poi ha iniziato a correre anche lui e non so perché c'è sta solidarietà tra runners anche se io sono una mezzasega.
Va ben, forse perché incombe questa cosa della Ultrabericus e per un corridore medio pare irraggiungbile. Poi però leggi in giro per cercare consigli e tanti non parlano di km ma di ore sulle gambe.
Diobon! Ore sulle gambe!
Ma allora qualsiasi genitore può andare a farsi un ultra-trail già domenica prossima.
Prendete Silver e me in una domenica tipo: sveglia alle 5 e mezza, corsetta, doccia, colazione al volo, cambia i bimbi, gioco all'aperto (es: insegna ai gemelli ad andare senza ruotine in bicicletta), pranzo, passeggiata se c'è il sole, visita a salutare i nonni, rientro, merenda, seda la rissa fra i figli che non si accodano per il dvd, stira o cucina, lava e cambia i pargoli, cena, ultimo sforzo per portare tutti a letto. Alle 21 stramazzi sul divano e non rimani sveglio nemmeno se danno un film che monta assieme le scene thriller de "Il Silenzio degli innocenti" e quelle di sesso di "Basic Instinct". Al netto di qualche pausa seduto fanno almeno 12-13 ore in piedi. Ben più di quanto spero di metterci a completare la UB.
Genitori di tutto il mondo! Iscrivetevi ad un ultratrail!
Facciamogli vedere noi!
Visualizzazione post con etichetta dieta. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta dieta. Mostra tutti i post
giovedì 5 febbraio 2015
giovedì 11 dicembre 2014
5 motivi per non dimagrire
Nella
vita è soprattutto questione di fortuna.
Si,
immediatamente mi torna alla memoria una bella lezione il primo anno
di università dove mi spiegarono il locus of control, cioè la
tendenza dell'essere umano ad attribuire agli eventi che lo
riguardano una causa interna o esterna a sé.
In
pratica dire che nella vita è questione di fortuna è spostare il
locus of control all'esterno. Ci si fa lo sconto, in sostanza, e
tutto quello che potremmo fare per autodeterminarci non lo facciamo
che tanto è lo stesso o comunque non dipende da noi.
Senonché
l'altro giorno sono andato a fare gli esami del sangue e per la prima
volta nella mia vita, giuro la prima, erano tutti a posto.
Mi
sentivo proprio come all'università dopo un esame andato bene.
E
mi dicevo: bene, e ora? Mio nonno è morto ad 86 anni ed ha sempre
bevuto e fumato. Invece ogni giorno amici, parenti e conoscenti si
ammalano pur conducendo una vita sanitariamente irreprensibile.
Vabbè,
mi sono detto, almeno riesco a stare sotto ai 5 minuti al chilometro.
Frega un cazzo a nessuno, ma almeno una motivazione per la dieta e
per correre così tanto la devo pur trovare.
Perché
fino ad ora mi vengono molti più motivi per non perdere peso (sempre
partendo dal presupposto che poi dipende dalla fortuna), in 5 effetti
colleaterali.
1.
Effetto Titanic (detto anche “Icebeeerrgg!”). Potreste
obiettare che basta perdere peso d'estate, ma se tieni duro il freddo
ti sorprende d'inverno. Io ora ho sempre freddo. Prima avevo le mani
da pranoterapeuta, ora sembo Schwartzeneger in Batman e Robin. L'ha ben capito Silver che prima si infilava sotto le coperte fendendo la gelida lama dei suoi piedi in mezzo ai miei per scaldarsi ed ora mi guarda come se fossi la cella del freezer.
2.
Effetto vela. Diciamo che molte
persone non avranno difficoltà a pensare ad un regalo di Natale
(ipotizzando per assurdo che molte persone vogliano farmi un regalo
di Natale). Il problema sono in particolare gli acquisti on-line che
fatico a regolarmi ancora. Mi hanno fatto riflettere la
prima volta su questo aspetto
le ragazze che distribuivano le magliette alla maratona di Padova
(“Non abbiamo le XXL”, senza che io avessi chiesto nulla) e poi a
Venezia (“Ma sei pazzo L? Tieni una M”).
3.
Effetto cuscino vecchio o piscina vuota. I miei
figli adoravano il mio pancione. Ci si buttavano sopra con una certa
lena perché gli piaceva atterrare sul morbido. Ora basta, cercano
l'angolo giusto come con i vecchi cuscini tutti rattrapiti. Che poi
prima la pancia evitava anche che il colpo cadesse più in basso. E
non parlo di condotta morale.
4.
Effetto Renato Zero, detto anche: “Cercami dove quando e come vuoi, cercami”. Quando
ero più grasso i pantaloni tiravano dappertutto ed era impossibile
tenere qualcosa in tasca senza saperlo. Ora
mi va tutto largo e ho la sensazione di avere le tasche vuote. Prima
bastava irrigidire il polpaccio e capivo se avevo le chiavi in tasca
anche con le mani occupate. Con un rapido movimento ed un
equilibrismo le recuperavo ed aprivo la porta. Ora devo frugare a
destra e a sinistra e mi tocca sempre appoggiare tutto per terra. Non
sento la vibrazione del cellulare manco se lo metto in modalità
martello pneumatico.
5.
Effetto “Indovina chi”. C'è
più di qualcuno che vedo che mi saluta come se non si ricordasse chi
sono. Pare l'indovina chi: ha la barba? Gli occhiali grossi? I
capelli scuri? Solo che ho cambiato anche gli occhiali. E qualcuno è
arrivato a chiedermi se mi sono tinto i capelli che paiono più neri.
C'è una correlazione con i reni, dice. Ma forse è solo l'angolatura
diversa della mascella che fa sembrare tutto più scuro. Mah!
Comunque anche mia moglie in intimità mi dice: senti che magro.
Voglia il cielo che parli sempre dell'avambraccio.
Si dice così, per esorcizzare, chiaramente. Perché io non ho intenzione di riprendermi le mie analisi malandate. Mi auguro invece di perdere ancora peso, quello si. Dovesse girare la sorte almeno potrei dire di aver fatto quello che potevo.
venerdì 11 luglio 2014
Fame (I want to live forever)
Ora basta!
Vado all'INAIL e chiedo la malattia professionale.
Non è possibile fare la dieta in questo posto, è peggio che l'inferno.
In venti giorni di dieta, rispettatissima (ok?) ho rinunciato nell'ordine:
- Bomboloni alla crema portati da collega che compiva gli anni,
- Panini e soppressa per diosacosa in una riunione
- Torta della nonna per ultima assemblea della stagione tra i soci della cooperativa
- Gelato a pranzo per 50 anni altra collega (portati benissimo!)
- Pastine offerte da chissachi un pomeriggio
- Crackers o biscotti in tutte le altre riunioni (io vivo in riunione)
Non si può, non è umano.
Da un lato mi rendo conto di quanto io mangi.. cazzo io di solito in questi momenti mi distinguo per zelo, ma dico: ma quasi ogni giorno si sgarra con creme cremine, insaccati, pastefrolle...
L'ho detto al medico del lavoro, un tipo che anche con 40 gradi ha la camicia a maniche lunghe perfettamente inamidata che pare gliela stirino addosso: se non mangio faccio la figura dell'antipatico, e poi sono d'umore nero. Dice che me la danno la malattia professionale come obeso?
Mi ha detto di provarci che non si sa mai. Ed ha riso... no, dico, è l'uomo più glaciale del mondo ed ha riso... Lo metto nel curriculum.
Da anche le sue soddisfazioni, veh?
Ho polverizzato il mio record sui 10 km (che ve frega quant'è? L'ho polverizzato!)
E la pizza senza mozzarella non fa così schifo. Se sono otto ore che nemmeno inspiri a bocca aperta perché non si sa mai le calorie che potrebbe avere l'aria.
Poi ieri sera siamo andati al Palio delle contrade. "Al Palio ci sono i Paliacci?" ha chiesto Jack... questo ragazzo mi darà soddisfazioni.
Abbiamo comprato la fritola.
La Fritola è un impasto che non so di preciso di cosa, ma credo acqua, latte, uova farina. Poi tirata tipo piccola pizza e fritta. E girata nello zucchero.
Naturalmente non l'ho mangiata.
Pee, ad un certo punto, con i suoi occhi di cerbiatto mi fa: "Tu papi non la puoi mangiale?"
"No"
"Il dottole di dimaglile si è dimenticato di dilti che la puoi mangiale?"
"Si Pee, si è dimenticato, accidenti a lui! La prossima volta gli chiedo se posso, intanto tu finisci la tua, ti prego!"
Vado all'INAIL e chiedo la malattia professionale.
Non è possibile fare la dieta in questo posto, è peggio che l'inferno.
In venti giorni di dieta, rispettatissima (ok?) ho rinunciato nell'ordine:
- Bomboloni alla crema portati da collega che compiva gli anni,
- Panini e soppressa per diosacosa in una riunione
- Torta della nonna per ultima assemblea della stagione tra i soci della cooperativa
- Gelato a pranzo per 50 anni altra collega (portati benissimo!)
- Pastine offerte da chissachi un pomeriggio
- Crackers o biscotti in tutte le altre riunioni (io vivo in riunione)
Non si può, non è umano.
Da un lato mi rendo conto di quanto io mangi.. cazzo io di solito in questi momenti mi distinguo per zelo, ma dico: ma quasi ogni giorno si sgarra con creme cremine, insaccati, pastefrolle...
L'ho detto al medico del lavoro, un tipo che anche con 40 gradi ha la camicia a maniche lunghe perfettamente inamidata che pare gliela stirino addosso: se non mangio faccio la figura dell'antipatico, e poi sono d'umore nero. Dice che me la danno la malattia professionale come obeso?
Mi ha detto di provarci che non si sa mai. Ed ha riso... no, dico, è l'uomo più glaciale del mondo ed ha riso... Lo metto nel curriculum.
Da anche le sue soddisfazioni, veh?
Ho polverizzato il mio record sui 10 km (che ve frega quant'è? L'ho polverizzato!)
E la pizza senza mozzarella non fa così schifo. Se sono otto ore che nemmeno inspiri a bocca aperta perché non si sa mai le calorie che potrebbe avere l'aria.
Poi ieri sera siamo andati al Palio delle contrade. "Al Palio ci sono i Paliacci?" ha chiesto Jack... questo ragazzo mi darà soddisfazioni.
Abbiamo comprato la fritola.
La Fritola è un impasto che non so di preciso di cosa, ma credo acqua, latte, uova farina. Poi tirata tipo piccola pizza e fritta. E girata nello zucchero.
Naturalmente non l'ho mangiata.
Pee, ad un certo punto, con i suoi occhi di cerbiatto mi fa: "Tu papi non la puoi mangiale?"
"No"
"Il dottole di dimaglile si è dimenticato di dilti che la puoi mangiale?"
"Si Pee, si è dimenticato, accidenti a lui! La prossima volta gli chiedo se posso, intanto tu finisci la tua, ti prego!"
venerdì 27 giugno 2014
Al bidone dell'umido fa meno male che a me
Alla
fine, come ciclicamente mi è capitato, ogni 4-5 anni negli utlimi
15, entro seriamente a dieta.
Vado
dal dottore di dimagrire, come lo chiamano i bambini.
È
sempre un pelino imbarazzante trovarsi in sala d'attesa con gente,
generalmente, molto più grossa di me. In realtà penso che anche
loro pensino lo stesso di me, solo che tutti tendiamo a vederci più
magri di quello che siamo.
Mi
accoglie in uno di quei classici studi medici moderni di adesso, con
le pitture moderne e le statue tribali, comprate probabilmente in
qualche shanti shop, o da Ovvio.
È
un uomo di una bellezza oggettivamente eccessiva, l'ultimo dietologo
che avevo visto era un piccoletto dall'aria trasandata, il mustacchio
da vespista anni 70 e la vespa anni settanta parcheggiata fuori dallo
studio.
Questo
ha il fisico di Buffon, e l'aspetto di un attore di Ozpetec. Non si
fa... avete fatto la Barbie con le gambe più corte e i fianchi più
larghi per non dare canoni fisici irraggiungibili?
E
mettete un dietologo con le maniglie dell'amore, per dio.
Come
sempre ho la sensazione che quando gli racconto che non bevo e non
fumo non mi credano.
Mi
impedenzia ed esce che ho una notevole massa muscolare, pure troppa,
a giudicare dall'aspetto.
Oh,
moro! Come ti permetti?
Guarda
che qua il ragazzo è tonico, sai? Sotto due dita di strutto ho certi
addominali, disse il mio amico Muà al medico che lo visitava durante
la visita militare.
Se
non che, vien fuori, che a parte saltare gli spuntini, devo evitare
di mangiare gli avanzi dei figli.
Buttar
via è un peccato, è vero, ma al bidone dell'umido fa meno male che
a me.
Ripetiamo
tutti insieme:
“Al bidone dell'umido fa meno male che a noi”.
Ma
è di stimolo per i figli: “Il dottore ha detto che il papà, a
volte, non sempre, deve mangiare cose diverse da voi per dimagrire”.
“Ma
non sarai più il nostro papà ciccione?”
“Sarò
il vostro papà ma meno ciccione”
“E
sei stato dal dottore di dimagrire?”
“Si,
ci sono stato oggi, Jack”
“E
adesso sei magrino?”
“Beh,
adesso no, ma piano piano ci arriviamo, ok?”
venerdì 11 gennaio 2013
Un Movimento Sexy
Questa settimana sono riuscito a fare attività fisica non una, non due, non tre, bensì quattro volte.
Ad onor del vero la quarta volta dovrebbe essere oggi pomeriggio se riuscirò ad andare a casa ad un orario decente ma mi sono strutturato in modo tale da farcela costi quel che costi.
Il bello è che fino a domenica mi facevo remore a muovermi da casa per non gravare troppo su Silver: la gestione dei tre mostriciattoli non è semplicissima nelle ore calde del mattino presto e della preparazione della cena.
Ma ora è lei che insiste, mi motiva, mi organizza addirittura i momenti.
I casi sono tre:
Ho scoperto che i podisti fai da te sono tutti comunque bardati in modo abbastanza omologato: leggins da corsa, maglia in tessuto tecnico, berretto in tessuto tecnico, guanti in tessuto tecnico, giubbino kway smanicato (in tessuto tecnico).
Io sfoggio abbiagliamento vintage: pantaloni adidas 1996 blu con le strisce che si scuciono, felpa NYC Marathon originale regalatami da mio fratello nel 2000, scarpe di mio padre gialle (le mie non so che fine hanno fatto), berretto Lee mooolto anni '90, kw da ciclista rosso fasciante leggermente tirato sul davanti.
Si, beh, leggermente: sembro un cotechino. Ma è funzionale.
Qui si corre bene, è pieno di ciclabili non illuminate. Questo mi permette di non essere riconoscibile. Se incorcio qualcuno grugnisco un ciao così non riconoscono nemmeno la voce.
Sono molto motivato, insomma. Un chiletto è già andato giù e non mi ha disturbato neppure la nuova discesa in campo di Berlusconi.
Vuoi vedere che se perdo dieci chili finisco per votarlo anche?
Se aveste sentore di ciò, vi prego: invitatemi a cena ed ingozzatemi.
Buon fine settimana.
Ad onor del vero la quarta volta dovrebbe essere oggi pomeriggio se riuscirò ad andare a casa ad un orario decente ma mi sono strutturato in modo tale da farcela costi quel che costi.
Il bello è che fino a domenica mi facevo remore a muovermi da casa per non gravare troppo su Silver: la gestione dei tre mostriciattoli non è semplicissima nelle ore calde del mattino presto e della preparazione della cena.
Ma ora è lei che insiste, mi motiva, mi organizza addirittura i momenti.
I casi sono tre:
- Ha un amante che vede negli orari in cui io sono fuori di corsa. Lo trovo improbabile. Se non altro è uno "svelto", visto che io si e no che riesca a correre tre quarti d'ora.
- Meglio sola che male accompagnata: mi vive come un carico aggiunto e mandarmi a correre è un parziale sollievo. Non la scarto, come idea.
- L'ipotesi che la mia obesità mi porti alla morte prematura è una costante: meglio rinunciare a me poche ore a settimana che trovarsi vedova con tre pesti da gestire (che riducono notevolmente l'appeal nei confronti di eventuali nuovi pretendenti).
Ho scoperto che i podisti fai da te sono tutti comunque bardati in modo abbastanza omologato: leggins da corsa, maglia in tessuto tecnico, berretto in tessuto tecnico, guanti in tessuto tecnico, giubbino kway smanicato (in tessuto tecnico).
Io sfoggio abbiagliamento vintage: pantaloni adidas 1996 blu con le strisce che si scuciono, felpa NYC Marathon originale regalatami da mio fratello nel 2000, scarpe di mio padre gialle (le mie non so che fine hanno fatto), berretto Lee mooolto anni '90, kw da ciclista rosso fasciante leggermente tirato sul davanti.
Si, beh, leggermente: sembro un cotechino. Ma è funzionale.
Qui si corre bene, è pieno di ciclabili non illuminate. Questo mi permette di non essere riconoscibile. Se incorcio qualcuno grugnisco un ciao così non riconoscono nemmeno la voce.
Sono molto motivato, insomma. Un chiletto è già andato giù e non mi ha disturbato neppure la nuova discesa in campo di Berlusconi.
Vuoi vedere che se perdo dieci chili finisco per votarlo anche?
Se aveste sentore di ciò, vi prego: invitatemi a cena ed ingozzatemi.
Buon fine settimana.
giovedì 20 dicembre 2012
Diagolik
Siamo
sotto Natale e mi sembra doveroso spendermi in favore del
bene comune. Oggi si fa servizio pubblico.
La
domanda a cui voglio rispondere è: come fare a mangiare di nascosto
agli occhi di vostra madre, vostra moglie o i vostri figli se siete
dichiaratamente a dieta?
In
sostanza: come evitare che anche i vostri parenti scoprano finalmente
il mistero del perchè il regime ipocalorico su di voi non ha nessun
effetto.
Anche
se oggi come oggi ho fatto voto di castità alimentare, ragion per
cui non sarei titolato a parlarne, per anni ho dovuto barcamenarmi
con i sotterfugi più disparati raggiungendo un notevole capacità di
mimetismo sgarrone. Poi chissenefrega, anche i preti parlano sempre
di rapporti sessuali, perchè io non dovrei parlare della mia vecchia
vita?
Lo
so che facendolo svelo tutti i miei trucchi... ma è per questo che
lo faccio: sono determinato a non sgarrare, per cui consegno le armi
ed il distintivo e cambio vita.
Parliamoci
chiaro: non stiamo parlando della pasta alla carbonara che vi scafate
a botte di mezzo chilo alla volta quando siete a casa da soli, così
sono buoni tutti.
La
vera sgarrata che dà soddisfazione è quella che coglie l'attimo che
fugge: mentre nessuno vi guarda, mentre vostra moglie va un secondo
in bagno, mentre è girata a correggere i compiti dei figli, mentre
esce a portare la spazzatura.
Innanzi
tutto è bene che sappiate che non tutti gli alimenti sono adatti
alla sgarrata, imparare a discriminarli potrebbe salvarvi la vita.
Sono
poi necessari velocità di esecuzione, tempismo e precisione che
dovete obbligatoriamente sviluppare nel tempo.
L'improvvisazione
non paga mai ma una certa dose di creatività vi farà senz'altro
comodo.
Partiamo
dagli esercizi più semplici: siete a casa da soli per una mezz'ora e
avete una fame maledetta.
Il
mio consiglio è di non aprire mai nulla di confezionato. Lascereste
delle prove inconfutabili del vostro momento di debolezza. Se c'è un
sacchetto di biscotti aperto, non mangiateli mai tutti. Il peso
totale della confezione deve sembrare lo stesso. Se non è
trasparente potete cercare di dargli una forma che faccia intendere
che è quasi pieno.
Se
vi va un panino e prendete il pane da toast non utilizzate mai la
prima o ultima fetta del sacchetto (quelle che hanno un dorso
diverso). Nei vasetti di cioccolata cercate sempre di lavorare in
larghezza e mai in profondità e, soprattutto, evitate di intaccare
le parti vicino al vetro del vasetto: con il tappo sembrerà ancora
pieno.
Dai
miei avevamo raggiunto livelli celestiali. Mio padre riusciva a
limare un dolce (di quelli tipo girella, per capirci) sera dopo sera.
Poi si premurava di riporlo sempre nella stessa posizione con la
parte ancora integra verso l'esterno e la confezione che pareva
intatta. Riponendolo nel ripiano in alto, la prospettiva faceva il
resto del lavoro (per questo fare la spesa in prima persona ha i suoi
vantaggi, pianifichi già la settimana di sgarrate).
Non
era raro che la domenica mia madre, credendo di poter offrire agli
ospiti quel dolce, si accorgesse last minute che in realtà era
rimasto solo l'incarto ed un ultima sottilissima fetta (praticamente
una girella bidimensionale).
Naturalmente
è superfluo sottolineare che non bisogna mai, mai ,mai, buttare via
l'incarto di nulla. Lasciate un biscotto nel sacchetto e riponetelo
al suo posto.
E
ricordate che alla domanda fatidica: “Chi ha finito il dolce?” la
colpa va sempre data (perchè è oggettivamente sua) a chi ha
mangiato l'ultimo pezzetto.
Ma
il mio masterpiece è la caccia di frodo al formaggio grana. Non si
tagli mai la punta, lo si lavora ai fianchi, asportando delle
sottilette semitrasparenti.
Sono
in grado di fare di quegli alesaggi ad un pezzo di parmigiano più
precisi di un tornio a controllo numerico.
E
proprio ora che avevo anche qualcun altro in casa a cui poter
iniziare a dare la colpa ho deciso per la castità alimentare.
Quanto
talento sprecato.
venerdì 14 dicembre 2012
Mi sono tolto un peso
Parecchie persone, passando di qua, non si sono risparmiati le frecciatine al mio indirizzo per il fatto di aver tolto il contatore del peso...
Le ho prese sportivamente (da sconfitto, peraltro), non preoccupatevi.
Mi sono anche sentito una merda.
Però ad un certo punto era una pena e non la valeva.
Poi è successo che un paio di settimane fa, un venerdì sera, Silver mi dice che l'indomani si sarebbe alzata presto per andare a fare gli esami del sangue.
"Come mai?" ho chiesto io, conoscendola.
Silver infatti non è una persona ansiosa e tantomeno allarmista.
Tendenzialmente trascura anche la propria salute per star dietro agli altri.
Ah! Smorzate nelle vostre laringi la domanda scema che vi starà venendo: non si trattava neppure di sospetta gravidanza (anche perchè, in alternativa, avrebbe fatto un test)
"Mah! Non è niente, solo per essere sicura".
Mi sono preoccupato, vi diro! Nella sua famiglia non sono stati rari i casi di tumori, anche in persone abbastanza giovani (non come lei, però...).
La conferma che tutto va bene è arrivata il lunedì e nel frattempo era riuscita a trovare le argomentazioni per convincermi che fosse solo uno scrupolo.
Però io, quel sabato mattina, a letto con tutti e tre i bimbi, mi sono fatto prendere da pensieri neri, a immaginarmi cosa sarebbe della mia vita, se ad un certo punto mi trovassi da solo, a seguito di una grave malattia di mia moglie.
Vi giuro che mi è scappato di pregare. Mi son sentito anche una schifezza che pregare solo in caso di bisogno non dovrebbe valere neanche, oppure dovrebbero metterci l'IVA al 50%, che bisogna aggiungerci 2 decine al rosario.
Poi mi sono tornati in mente, al netto degli improperi, tutte le parole che usa Silver per ammonirmi quando esagero col mangiare: epatopatite, diabete, infarto, cardiopatia.
(Vi ricordate quando dicevo che per lei fosse dura a trovarsi a fare la madre con un marito psicologo? Beh! È più o meno come essero obeso con una moglie diabetologa).
Comunque ho detto basta. Lo devo a lei, che la paura che ho avuto io magari lei se la sente addosso giorno dopo giorno.
Lo devo ai piccoli che trovarsi orfani non è una gran soddisfazione.
Lo devo a me, che, Maya permettendo, c'ho ancora qualche faccenda da sbrigare.
Non sono più a dieta: ho fatto voto di castità alimentare.
Non mangio ASSOLUTAMENTE NIENTE fuori orario: niente caramella, che tanto è una, niente cioocolatini, niente patatine, niente pezzo di panettone, niente torta di compleanno del collega, niente biscotto sofgliatino, niente. Sono tutte cose che girano al lavoro, nelle riunioni. Io faccio riunioni (e mangio) praticamente otto ore al giorno.
Basta!
Da 15 giorni va così e finora non ho praticamente mai sgarrato.
Certo, a volte mi sembra di essere Alex il Leone, in Madagascar, quando gli sembra di vedere bistecche ovunque. Ma tengo a bada la mia bulimia recitando il mio mantra: "Non hia fame, panzone, sei solo nervoso".
Finchè dura...
Le ho prese sportivamente (da sconfitto, peraltro), non preoccupatevi.
Mi sono anche sentito una merda.
Però ad un certo punto era una pena e non la valeva.
Poi è successo che un paio di settimane fa, un venerdì sera, Silver mi dice che l'indomani si sarebbe alzata presto per andare a fare gli esami del sangue.
"Come mai?" ho chiesto io, conoscendola.
Silver infatti non è una persona ansiosa e tantomeno allarmista.
Tendenzialmente trascura anche la propria salute per star dietro agli altri.
Ah! Smorzate nelle vostre laringi la domanda scema che vi starà venendo: non si trattava neppure di sospetta gravidanza (anche perchè, in alternativa, avrebbe fatto un test)
"Mah! Non è niente, solo per essere sicura".
Mi sono preoccupato, vi diro! Nella sua famiglia non sono stati rari i casi di tumori, anche in persone abbastanza giovani (non come lei, però...).
La conferma che tutto va bene è arrivata il lunedì e nel frattempo era riuscita a trovare le argomentazioni per convincermi che fosse solo uno scrupolo.
Però io, quel sabato mattina, a letto con tutti e tre i bimbi, mi sono fatto prendere da pensieri neri, a immaginarmi cosa sarebbe della mia vita, se ad un certo punto mi trovassi da solo, a seguito di una grave malattia di mia moglie.
Vi giuro che mi è scappato di pregare. Mi son sentito anche una schifezza che pregare solo in caso di bisogno non dovrebbe valere neanche, oppure dovrebbero metterci l'IVA al 50%, che bisogna aggiungerci 2 decine al rosario.
Poi mi sono tornati in mente, al netto degli improperi, tutte le parole che usa Silver per ammonirmi quando esagero col mangiare: epatopatite, diabete, infarto, cardiopatia.
(Vi ricordate quando dicevo che per lei fosse dura a trovarsi a fare la madre con un marito psicologo? Beh! È più o meno come essero obeso con una moglie diabetologa).
Comunque ho detto basta. Lo devo a lei, che la paura che ho avuto io magari lei se la sente addosso giorno dopo giorno.
Lo devo ai piccoli che trovarsi orfani non è una gran soddisfazione.
Lo devo a me, che, Maya permettendo, c'ho ancora qualche faccenda da sbrigare.
Non sono più a dieta: ho fatto voto di castità alimentare.
Non mangio ASSOLUTAMENTE NIENTE fuori orario: niente caramella, che tanto è una, niente cioocolatini, niente patatine, niente pezzo di panettone, niente torta di compleanno del collega, niente biscotto sofgliatino, niente. Sono tutte cose che girano al lavoro, nelle riunioni. Io faccio riunioni (e mangio) praticamente otto ore al giorno.
Basta!
Da 15 giorni va così e finora non ho praticamente mai sgarrato.
Certo, a volte mi sembra di essere Alex il Leone, in Madagascar, quando gli sembra di vedere bistecche ovunque. Ma tengo a bada la mia bulimia recitando il mio mantra: "Non hia fame, panzone, sei solo nervoso".
Finchè dura...
martedì 6 dicembre 2011
Pissina
Sono stato via per un po'. Con la testa
per la precisione. Mi sono dedicato ad altro... vediamo se
indovinate. No, dai, lo dico io. Ho fatto il papà. Ma che notizia
inaspettata. Ho anche lavorato. Sono andato per due giorni di fila in
spedizione in provincia di Treviso. Sono di quei giorni belli, in cui
il viaggio in pulmino diventa l'occasione per parlare col collega, in
cui puoi sentire gente che parla in convegni interessanti, trovare le angolature per
appisolarti senza farti notare dal relatore, razziare buffet che manco i
Lanzichenecchi, a sparare cazzate a raffica, e tornare a casa stanchi
ma felici (come si scriveva nei temi delle elementari).
Comunque no
internet per quasi 4 giorni di fila.
Dicevo il papà, però. Abbiamo preso
una di quelle decisioni di cui, credo, ci pentiremo, ma l'abbiamo
presa lo stesso. Abbiamo iscritto Mari-chan al corso nuoto. Ci
pentiremo perchè presuppone una certa elasticità organizzativa e Silver, che odia l'acqua e senza occhiali non ci vede, deve starsene
a casa con i piccolini ed è sicuramente meno affascinante come
prospettiva.
Fatto sta che Mari-chan è felicissima. Un mesetto fa
eravamo passati a salutare il nonno (che gestisce la piscina assieme
a mia sorella) e ne era rimasta incantata. Coredemamma e coredepapà!
Che si fa a sti figlioli? Li s'accontenta! (oddio, l'altra sera non
facevano un cazzo in tv e mi sono sorbito, nel dormiveglia, il finale
di un film di Pieraccioni, vedi il subliminale).
Comunque iniziamo con Ruggi, il
maestro. Bravissimo, non c'è che dire. Gli ho insegnato io a nuotare
a Ruggi 5 10 quasi 20 anni fa. Ecco: c'ho un età che uno dei miei
primi allievi insegna a mia figlia a nuotare. Fa strano*.
Tutti in acqua con il/la pargolo/a. La
piscina è in centro città, la gente è tutta “alta sullo
cavallo”** e un po' se la tira. Praticamente solo papà. Ad un certo
punto arriva uno con il mutino da sub. Ma te prego!
Io non li tollero quelli che si mettono
il mutino in piscina. Passi l'istruttore che deve farsi ore in acqua
(che però indirettamente fai capire alle mamme che l'acqua è fredda
e non è carino).
Ma un papà? Maddai! Massù!
O forse la mia è solo invidia. Con il
mutino penso che potrei sembrare un cotecchino e, visto che Natale è
prossimo, non è proprio il caso.
* Fa sentire vecchio
**(in dialetto Veneto una persona che
si dà arie da signore è definita “alta de cava'eo” che
letteralmente si tradurrebbe “alta di cavallo” dove il cavallo è
quello dei pantaloni... l'etimologia è sconosciuta. Il prossimo post lo dedico ai castroni nelle traduzioni dialetto-italiano)
Iscriviti a:
Post (Atom)