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venerdì 17 aprile 2015

Recensione: "Tutti i difetti che amo di te" di Anna Premoli

Buon pomeriggio, carissimi! In questi ultimi giorni il mio tempo libero è stato completamente assorbito dalla lettura di "Last Rite" (che ho finito mercoledì e ho amato!) e di una delle novelle della serie di Veronica Rossi, dedicata a Brooke, per prepararmi alla lettura del terzo e ultimo capitolo della trilogia (Brooke mi sta alquanto antipatica in realtà, ma adoro il mondo distopico della Rossi e accetto di buon grado qualsiasi cosa esca dalla sua penna). Comunque, dopo più di due settimane ecco che torna sul blog una recensione. *Miracolo!* Il libro di cui vi parlo oggi (anche troppo, vista la lunghezza. Anzi scusate se mi sono lasciata un po' prendere la mano...) è "Tutti i difetti che amo di te" di Anna Premoli. (QUI e QUI le altre recensioni dei suoi libri che ho letto).

Editore: Newton Compton (collana Anagramma)
Prezzo cartaceo: 9,90 €
Prezzo ebook: 4,99 €
Pagine: 281

Trama: Mettere i bastoni tra le ruote alla sua famiglia è una vera arte per Ethan Phelps. Perfezionata con cura nel corso degli anni. Quando suo padre muore all'improvviso, senza lasciare alcun testamento, la situazione precipita perché il ragazzo eredita, insieme al fratello maggiore, le quote della Phelps&Phelps, multinazionale quotata in borsa e ancora sotto il controllo della famiglia. Il giorno in cui Ethan irrompe durante una riunione degli azionisti completamente ubriaco, la famiglia si convince della necessità di intervenire per salvaguardare lui e la sua quota azionaria, che garantisce loro di avere la maggioranza. Il tribunale nomina quindi un amministratore del suo patrimonio, ma sarà solo il primo di una lunga serie, perché Ethan è bravissimo a farli fuggire, uno dopo l'altro. Quando anche il terzo rassegna le dimissioni, il giudice incaricato del caso decide di tentare una strada diversa, e invece di nominare uno dei soliti professionisti, chiama Sara di Giovanni, la cui specializzazione sono i brevetti aziendali. Ma Sara ha il grande vantaggio di essere determinata e, al contrario degli altri, di avere una vita privata che non la rende ricattabile. La collaborazione tra lei ed Ethan inizia a suon di reciproci dispetti, ma è destinata a evolversi in qualcosa di ben più complicato ed eccitante...

Il mio pensiero: Carino, carino, carino! Vi confesso che prima di iniziare questa lettura mi ero trovata costretta ad abbassare di molto le mie aspettative. Alcuni mesi fa avevo leggiucchiato in giro recensioni davvero poco entusiaste su questo ennesimo libro della Premoli e per evitare delusioni cocenti, dal momento che le sue opere precedenti mi erano piaciute moltissimo, avevo preferito rimandarne la lettura e abbattere in partenza tutte quelle grandi illusioni che mi ero creata. Naturalmente non si tratta della storia più macchiavellica e originale del mondo, ma rientra perfettamente nella categoria dei romanzi rosa. Semplice, pulito e diretto. Una storia molto carina nata per la spensieratezza e per far sorridere il lettore.
Come per gli altri libri di questa fantastica autrice, anche qui regnano indiscussi l’ironia e i grandi affetti familiari. Ovviamente, come c’è da aspettarsi per le opere di uno stesso scrittore, vi sono alcuni schemi di fondo che si ripresentano e tratti caratteristici della sua penna che rimangono. Se poi pensiamo al genere a cui appartiene quest’opera, è logico pensare che il punto d’arrivo dell’intera storia sia scontato già in partenza. Non tenendo conto di questo è quindi facile incorrere in una delusione o quanto meno nella sensazione di déjà vu, ma per evitare questo inconveniente credo proprio che l’ideale sia lasciar passare qualche mese da una lettura all’altra e..voilà, les jeux sont faits! (Ad ogni modo tranquilli, i punti in comune di questo libro con i precedenti non sono poi così tanti. Soprattutto non  quanti mi sarei aspettata viste le premesse nefaste in cui ero incorsa).
Ma andiamo per gradi. La storia si apre con il rocambolesco racconto di quello che avviene durante l’assemblea di una grande multinazionale americana, la Felphs&Felphs. La morte improvvisa di uno dei soci fondatori ha creato grande scompiglio in tutta l’azienda. A scatenare un vero e proprio putiferio, però, non è stata la sventurata morte di Markus Felphs, ma il fatto che l’abile uomo d’affari non avesse mai pensato a scrivere neanche l’ombra di un testamento. E voi direte: “Ma dov’è il problema? In caso di morte, i beni e tutte le azioni del povero signore andranno al figlio o ai figli in parti uguali.” Beh sì, effettivamente è quello che succede qui. Il problema però si presenta quando uno di questi figli è particolarmente rinomato per le sue incredibili capacità di sperperare ingenti quantità di denaro in un battito di ciglia o passare tutta la notte nei locali a bere e tutto il giorno in casa a poltrire, senza prestare la minima attenzione agli affari di famiglia. Quando poi tale figlio impiega tutte, ma proprio tutte, le sue energie per rendere la vita dei suoi familiari impossibile, capite benissimo come mai la mancanza del testamento sia così disastrosa. L’unico modo che la famiglia è riuscita ad escogitare per riparare almeno in parte alla grande catastrofe che si prospetta, è quello di affiancare ad Ethan, il figlio scialacquatore,  un amministratore di sostegno che tuteli il suo patrimonio. In pochissimi mesi però, con vera “gioia” dello zio e del fratello maggiore, Ethan riesce incredibilmente, e con un gran tocco di classe, a far scappare a gambe levate tutti quei poveri avvocati che erano stati incaricati di affiancarlo. L’ultima spiaggia sembra essere un giovane avvocato che tuttavia si occupa di brevetti, Sara, scelta esclusivamente per il suo carattere battagliero dimostrato al banco d’accusa in tribunale.
I due protagonisti mi sono piaciuti moltissimo, sia per il loro carattere che per la loro caratterizzazione, perfetta come quella di qualsiasi altro personaggio della storia. Sara crede molto nel suo lavoro, è determinata e quando si prefigge una cosa non è soddisfatta finché non è riuscita a portarla a termine. Proprio queste qualità l’hanno resa la candidata perfetta per tener testa ad Ethan. Diverso dai soliti stereotipi maschili, quest’ultimo è secondo me il personaggio meglio riuscito in assoluto. Si riesce a comprenderlo e ad entrare in sintonia con lui solo poco alla volta. Molto lentamente il suo carattere e la sua personalità emergono sempre più in superficie e si mostrano, non solo ai nostri occhi, ma anche a quelli di Ethan stesso solo con lo scorrere dei capitoli. In un certo senso possiamo considerare questo libro anche come una sorta di romanzo di formazione e questa è stata davvero una bellissima sorpresa perché è difficile trovare questo in un semplice romance.
Ma per oggi mi sono dilungata anche troppo, perciò concludo qui e consiglio a tutti di non lasciarsi scappare questo gioiellino. 

4 margherite e mezzo 
(ps. ok, ormai di scintilla il sistema di rating non ha più nulla, perciò per questa stagione le stelline le chiamerò con il nome adeguato...)

giovedì 11 dicembre 2014

Recensione: "Finché amore non ci separi" di Anna Premoli

Buondì :) Oggi vi lascio la recensione di un libro che ho letto il mese scorso e finito nel giro di un paio di gioni neanche: "Finché amore non ci separi" di Anna Premoli.

Editore: Newton Compton (collana Anagramma)
Prezzo cartaceo: 9,90 €
Prezzo ebook: 4,99 €
Pagine: 284

Trama: Amalia Berger è un affermato avvocato newyorkese, nota nel foro come "la regina di ghiaccio". I ricchissimi genitori però le riservano da sempre poche attenzioni. Ryan, di origini irlandesi, è il maggiore di quattro figli maschi e la sua caotica famiglia gestisce un tipico pub nel cuore della Grande Mela. I due si sono conosciuti alla scuola di legge di Yale, dove è nata la loro reciproca antipatia. Amalia è poi rimasta a New York, mentre Ryan ha fatto carriera a Chicago. Finché un giorno, l'offerta di un posto da vice procuratore lo riporta a New York. Il primo caso che si trova ad affrontare sembra davvero banale: l'arresto per guida in stato di ebbrezza di una ragazza dell'alta società. Ma quel che appare semplice, si può complicare inaspettatamente, se per esempio l'avvocato difensore della ragazza è proprio quella Amalia Berger, che Ryan non vede da almeno dieci anni... Lo scontro in aula degenera a tal punto che il giudice condanna entrambi a una pena esemplare, che li costringerà a trascorrere parecchio tempo insieme. E cosa può accadere se due persone che si detestano dal profondo del cuore sono costrette dalla legge a collaborare?

Il mio pensiero: Dopo “Ti prego lasciati odiare” (qui la mia recensione), con “Finché amore non ci separi”, Anna Premoli torna a confermare la mia ottima opinione di lei in quanto autrice. Personaggi interessanti e ben caratterizzati. Storia leggera ma assolutamente intrigante. Stile impeccabile, accattivante e molto fluido. Un libro talmente scorrevole che è possibile leggerlo nel giro di poche ore senza alcuna fatica.
Stavolta il mondo in cui veniamo catapultati è quello della Grande Mela, metropoli che fa da scenario alle vicende di alcuni avvocati particolarmente agguerriti. L’ambientazione è ben curata e adoro quando in un libro, durante la narrazione, viene descritta di riflesso un po’ anche la città. In questo modo mi è possibile immaginare perfettamente i personaggi muoversi all’interno della loro stessa storia. Non vi è niente di particolarmente approfondito ma l’autrice offre anche un piccolo spiraglio sulla vita della New York facoltosa, l’élite, a cui appartiene da generazioni la protagonista, Amalia, e la New York cosmopolita e lavoratrice, di cui fa parte il coprotagonista, Ryan, proveniente da una famiglia a tutti gli effetti newyorkese ma ancora fortemente legata alle proprie origini irlandesi.
Mi sono piaciuti moltissimo tutti e due i personaggi. Entrambi avvocati, entrambi molto caparbi ed entrambi con un carattere molto forte. Ho apprezzato molto il modo in cui si entra lentamente in contatto con loro, e come loro inizino a conoscersi ed apprezzarsi piano piano nonostante si conoscessero di sfuggita già ai tempi dell’università.
Non si tratta di una “storia d’odio a prima vista ma in realtà ti amo”, bensì di una piccola scintilla di sentimento nata e subito soffocata nel passato, sepolta sotto una coltre di apparente indifferenza da un lato ed esposta alla luce del giorno, ma subito calpestata, dall’altro. Scintilla che forse dopo anni e anni non ha mai smesso di esistere e che, grazie ad una serie di circostanze fortuite e al tempo, potrebbe trasformarsi in qualcosa di più profondo.
Non mi ha conquistata completamente per due piccolissimi motivi. Il primo è a volte i POV non li ho trovati perfettamente delineati, o meglio in alcune pagine ho trovato i pensieri di un personaggio alternati a quelli di un altro senza una distinzione netta. Stranamente, però, questo non mi ha creato alcun fastidio. Non penso sia una svista perché effettivamente i POV non sono definiti per capitoli ma più per situazioni e questo raro concatenarsi di pensieri penso sia perfettamente voluto. Oltre alle prospettive di Amalia e Ryan, mi è piaciuto moltissimo che, in alcuni capitoli e momenti salienti, sia stato introdotto anche il punto di vista del giudice. In più di una occasione sono letteralmente morta dalle risate leggendo i suoi pensieri e il modo in cui lui, da personaggio esterno, vede i due protagonisti. Troppo divertente è stato assistere alle sue macchinazioni per architettare un piano diabolico per vendicarsi di loro per come gli hanno fatto saltare i nervi nell’aula del tribunale. Un vero spasso quest’uomo. Il secondo motivo è il finale che sfuma troppo velocemente, ma anche così è comunque un buon finale, che di sicuro non lascia il lettore con l’amaro in bocca.
Una storia fresca e divertente, condita da situazioni a volte decisamente comiche e da un pizzico di ironia. Un libro che consiglio a tutti gli amanti del genere ma anche a chi è alla ricerca di una bella lettura leggera per staccare un po’ la spina dalla vita quotidiana ;)

4 "scintille" e mezzo

sabato 5 luglio 2014

Recensione: "Ti prego lasciati odiare" di Anna Premoli

Oggi torno qua con voi con la recensione di un bel romance. Una lettura frizzante perfetta da portare in spiaggia e leggere sotto l’ombrellone. (Mare aspettami! Sì sì, prima o poi arriverò pure io. Biblioteca, non mi avrai per sempre!). 
Il libro in questione è “Ti prego lasciati odiare” di Anna Premoli. Uscito nel 2013, ha riscosso parecchio successo e girando in rete ho notato quasi esclusivamente opinioni positive. Questa premessa e la trama intrigante hanno stuzzicato la mia curiosità perciò, alla prima occasione e senza pensarci sopra due volte, non mi sono fatta sfuggire l’opportunità di acquistarlo.


Editore: Newton Compton (collana Anagramma)
Prezzo cartaceo rilegato: 9,90 €
Prezzo cartaceo brossura: 5,90 €
Prezzo ebook: 3,99 €
Pagine: 318

Trama: Jennifer e Ian si conoscono da sette anni e gli ultimi cinque li hanno passati a farsi la guerra. A capo di due diverse squadre nella stessa banca d'affari, tra di loro la competizione è altissima e i colpi bassi e le scorrettezze non si contano. Si detestano, non si sopportano, e non fanno altro che mettersi i bastoni fra le ruote. Finché un giorno, per caso, i due sono costretti a lavorare a uno stesso progetto: la gestione dei capitali di un facoltoso e nobile cliente. E così si ritrovano a passare molto del loro tempo insieme, anche oltre l'orario d'ufficio. Ma Ian è lo scapolo più affascinante, ricco e ambito di tutta Londra e le sue accompagnatrici non passano mai inosservate: basta un'innocente serata trascorsa a uno stesso tavolo perché lui e Jennifer finiscano sulle pagine di gossip di un giornale scandalistico. Lei è furiosa: come possono averla associata a un borioso, classista e pallone gonfiato come Ian? Lui è divertito, ma soprattutto sorpreso: le foto con Jenny hanno scoraggiato tutte le sue assillanti corteggiatrici. E allora si lancia in una proposta indecente: le darà carta bianca col facoltoso cliente se lei accetterà di fingersi la sua fidanzata. Sfida accettata e inizio del gioco! Ma ben presto portare avanti quello che per Jenny sembrava un semplice accordo di affari si rivela più complicato del previsto.

Il mio pensiero: Ti prego lasciati odiare è un libro carinissimo che ha saputo, oltre a riempire alcune ore del mio tempo di grande spensieratezza, strapparmi più di un sorriso. Non metto assolutamente in dubbio il fatto che il finale della storia sia prevedibile ma ho trovato molto originale e coinvolgente il percorso, il tragitto compiuto per giungere a quella meta. Questo, lo stile molto fluido e accattivante dell’autrice, e soprattutto la caratterizzazione di ogni singolo personaggio, anche quello più marginale, hanno contribuito a farmi apprezzare appieno questa lettura.
È un racconto ricco di pungente ironia. Ho davvero adorato i continui battibecchi che si tengono tra i due protagonisti, Jennifer ed Ian, due colleghi di lavoro in una grande azienda e da anni acerrimi nemici sul piano lavorativo.
Lei: donna in carriera proveniente da una famiglia dalle ideologie ferree, antimonarca, vegetariana e molto altro. È molto intelligente, perspicace, caparbia (o dovrei dire cocciuta) e quando e con chi vuole sa essere molto divertente. Lui: rampollo di una nobile famiglia inglese di antiche e rinomate origini. Oltre ad avere un aspetto che non passa inosservato, soprattutto con i suoi occhi azzurri da capogiro, è anche una persona brillante, sicura di sé, ironica e molto determinata. 
Le loro liti sono diventate leggenda tra i corridoi dell’ufficio, e continuano a essere tramandate e utilizzate come monito per le nuove generazioni di dipendenti. Il precario equilibrio di reciproca tolleranza (o meglio, non interferenza nel lavoro altrui) instaurato a seguito di una lite con la “L” maiuscola, viene meno il giorno in cui Jenny, per la prima e unica volta in vita sua, arriva in ritardo in ufficio, con la conseguenza di compromettere l’affare con un cliente molto ma molto importante. L’unico in grado di placare le ire del “simpatico” signore sembrerà essere Ian, l’ultima persona sulla faccia della Terra con la quale Jenny vorrebbe avere a che fare. Risultato? I due, contro il loro volere, saranno costretti a collaborare e lavorare fianco a fianco per questo caso.
Nella Londra del XXI secolo sfide verbali combattute a colpi d’ironia e sarcasmo, lotte di classe, ammiratrici petulanti, eventi dell’alta società, colleghi decisamente troppo curiosi, antichi manieri della campagna inglese e famiglie estremamente bizzarre e profondamente radicate nelle proprie posizioni ed idee, concorrono nel creare una lettura avvincete durante la quale è impossibile annoiarsi.


5 "scintille"