
Sento spesso gente auto-definirsi forte o fragile. Prima ci credevo, oggi mi fanno sorridere ed anche irritare perchè sono degli optional, delle autovalutazioni appunto, delle parole che lasciano il tempo che trovano.
Ed ecco che mi trovo ad osservare la forza diventare fragilità ed anche il contrario.
Le situazioni, gli eventi, richiedono sempre il nostro esserci, è la vita stessa che ci impone ora l'essere fragili ora l'essere forti. Per prima, a volte, cadevo in questo tranello del pensiero di autodefinirmi, con la presunzione forse di conoscermi. Si, lo considero un tranello, quasi a volere dire a chi ci sta accanto su come siamo, quasi un metterli in guardia o suscitare tenerezza.
A distanza di successioni spaziali e temporali, valuto al momento perchè le reazioni sono sempre inaspettate ed è proprio lo stupore, la meraviglia mi fanno persistere nell'andare verso le persone senza barriere e senza valutare e soprattutto senza giudicare.
Parole mi hanno ucciso più di una volta e non è stato facile riprendersi, parole mi hanno resa felice ma sarebbero rimaste solo un ricordo piacevole. Non esiste la stabilità interiore perchè l'equilibrio emotivo e reazionale varia al variare di fatti connessi con la nostra realtà e con quella altrui. Se mi rapporto con gli altri sono sempre me stessa ma al contempo una nessuna e centomila sul piano delle emozioni e delle reazioni.
Guardo in superficie e guardo le azioni, dentro il cuore e nelle intenzioni non mi è permesso entrare.
Mi è concesso solo amare.
"Sono il frutto del mio vissuto ma sono anche il seme di ciò che porterò a maturazione nel mio futuro vivere. Non aspettare di vedermi fragile o forte, vedimi autentica ed il resto verrà da sè".Vi auguro una buona settimana.
