Roberto Cota, candidato leghista del PdL alla presidenza della regione Piemonte, ha firmato ieri un "Patto per la famiglia e per la vita" formulato in sei punti.
A parte l'ultimo, nel quale si condannano le mutilazioni genitali femminili, l'imposizione del burka a chi non vuole portarlo, gli abusi sulle donne e sui minori e altre simili pratiche (tutta roba implicita e quindi inutile, giacché non mi risulta che vi siano partiti politici o candidati favorevoli a tali nefandezze), il documento verte su alcuni punti fondamentali: avversione all'aborto (con conseguente impegno a costringere al ricovero le donne che dovessero utilizzare la Ru486), condanna del testamento biologico (con annessa nota d'encomio per le suore misericordine di Eluana Englaro, ma non per suo padre), chiusura alle coppie di fatto (a maggior ragione se omosessuali), promessa di sostegno alle giovani coppie (ma solo se contraggono matrimonio), sostegno economico alla scuola cattolica (qui se ne fa una questione di libertà di educazione, ma stranamente alle scuole islamiche non si fa cenno).
Ricapitolando e sintetizzando: no all'aborto, no al testamento biologico, no alle coppie di fatto, no alle unioni omosessuali, sì al matrimonio e sì alla scuola cattolica.
Non facevano prima a candidare il Cardinal Poletto?