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mercoledì 4 agosto 2010

Nel mare ci sono i coccodrilli, Fabio Geda - Momenti..





Ci sono momenti per leggere, per crescere, per imparare e per viaggiare e non necessariamente in questa sequenza. Ci sono dei momenti anche in cui sei piu' predisposta a leggere storie come queste. Ora a differenza di quel che si potrebbe pensare, leggendo la descrizione di questo libro, non e' un racconto triste. E' speranza ed e' passione e fede. Un bimbo a dieci anni viene informato dalla madre che l'indomani partiranno. Non sa dove va, ne quando tornerà però sa che partirà:

"Ma noi quando torniamo?
Presto.
Presto quando?
Presto.
Ho il torneo di Buzul-bazi.
Hai visto le stelle, Enaiat?
Cosa c'entrano le stelle?
Contale, Enaiat.
E' impossibile. Sono troppe.
Allora comincia, ha detto mamma. Altrimenti non finirai mai."

E' da questo dialogo che comincia tutto. Una madre che decide che pur di non vedere il figlio divenire talebano, come quegli uomini che hanno ingiustamente ricattato e ucciso suo marito, e non vuole altresì vedere il figlio fare la fine del padre decide coraggiosamente di fare a meno di lui. Lo affida al mondo. Lo porta fuori dall'Afghanistan e lo lascia a Quetta in Pakistan. Questa e' una bella storia, un brodo caldo per l'anima, che insegna che se un ragazzino di 10 anni puo' in 8 anni attraversare mezzo mondo per arrivare in Italia, puo' crescere lavorando puo' continuare ad avere una speranza di una vita migliore.

Ieri parlavo di sogni con una amica e mi sono ritrovata a chiedermi ma Enaiat sognera’ ancora dopo tutta questa esperienza? La risposta che mi sono data e’ si, sogna ancora!
Perche’ quel che ieri era un bimbo e oggi e’ un giovane con una grande esperienza di vita alle spalle, e’ un ragazzo che sapeva gia’ che nella vita a fare la differenza e’ il lavoro che si fa per costruire e raggiungere il proprio sogno.

E in una societa’ come la nostra, dove pare che il sogno sia raggiungibile o non raggiungibile per grazia o colpa di qualcuno, che probabilmente il sogno stesso diviene una cosa che ciascuno deve costruire nella propria quotidianita’.
Una societa’ diviene migliore se questo desiderio appartiene a tutti i suoi componenti. Altrimenti non e’ possibile alcuna miglioria.
E un libro per adulti e piccini. E’ una storia condita con un pizzico di tradizione di tanta speranza e fatta di tanti affetti e sofferenze. E’ un libro assolutamente bellissimo e unico nel suo genere.



Nel mare ci sono i coccodrilli.
Storia vera di Enaiatollah Akbari.
Fabio Geda
B.C. Dalai editore
Prezzo 16,00€








sabato 5 giugno 2010

"Vendute!", Muhsen Zana



Questa recensione fu scritta in occasione dell'8 Marzo di quest'anno...


Visto che e' l'8 marzo...
...mi sembra giusto ricordare questo libro. L'ho letto una volta sola, ma ancora ce l'ho negli occhi e nel cuore.
Si parla di religione, ma non quella di fede, ma quella portata ai limiti dell'estremismo piu' sfrenato. Questo libro, a suo tempo sollevò un velo, illumino' un grande buio calato sulle vite di ragazze che, figlie di immigrati o coppie miste, vengono destinate ad uomini che non hanno scelto in deroga ad una tradizione (lo sottolineo e' TRADIZIONE E NON RELIGIONE!) che non ha alcun senso e che non riflette quanto scritto nel Corano.
E' un libro che tutte le donne e le ragazze dovrebbero leggere, perche' ci fa capire che, nonostante quello che abbiamo, il diritto da difendere non e' solo la nostra personale liberta', ma quella di tutte le donne, quelle che vengono trattate come animali e vendute al primo offerente o costrette alla prostituzione o oggetto della pratica dell'infibulazione e ancora uccise o segretate o ripudiate perche' combattono per i loro diritti come nel caso di queste due sorelle.

Quando mi sono avvicinata a questo libro, non avevo alcuna idea di che cosa significasse essere mussulmane in una realta' europea e da noi in Italia ancora non era un tema discusso (le ragazze in questione, due sorelle, vivevano in Inghilterra) e mi ci volle un sacco di tempo per trovare qualcuno che mi spiegasse il perche' due sorelle vengono vendute in un paese civilizzato (oggi succede anche da noi) possano essere rapite e riportate nel paese di origine dei genitori e separate, sposate ad uomini mai visti che le trattano per come le hanno pagate.

Dopo questo libro, di libri denuncia ne sono stati pubblicati un sacco...ce n'e' uno che si chiama anche "Rapite" e altri di cui sinceramente non rammento il nome, ma sono davvero tanti.
Sono libri che dovrebbero essere nelle nostre librerie, almeno uno, bene in vista, a ricordarci che ogni giorno in virtù di una religione (qualsiasi, non e' solo il musulmanesimo) ogni minuto, ogni secondo, c'e' una donna che soffre, subisce e muore, per abusi compiuti per stupide e incomprensibili tradizioni che hanno solo a che vedere con l'ignoranza.

Ricordate donne ricordate...perche' il cuore di una donna, non dimentica mai, anche se a volte sembra il contrario...e auguri per un futuro sempre consapevole e coraggioso.
Simona Scravaglieri




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