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mercoledì 4 aprile 2012

Outdoor learning: Toscana

Lo scorso fine settimana siamo andati in gita scolastica con 66 ragazzi dalla I alla III media. Destinazione Toscana. L'itinerario ci ha portati da Siena...


... a Firenze (dove non ho resistito a immortalare il mitico David dalla sua prospettiva migliore)...


... e Pisa


... ma anche Lucca e Arezzo.
Un'occasione per i miei alunni di fare un viaggio nel Medioevo. Avevamo studiato e riprodotto le miniature e gli stemmi: la vista dal vivo li ha emozionati. Così come passeggiare tra le vie e i monumenti, un'impagabile occasione di apprendimento per esperienza!


martedì 22 febbraio 2011

Italy for kids: Toscana

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Con questo post comincio la mia personale rubrica per partecipare all'iniziativa di Sybille, Italia 150... dal mio punto di vista di mamma insegnante e viaggiatrice con prole, è molto importante infatti trovare le migliori occasioni che un luogo offre per i giovanissimi... solo così il viaggio è di tutta la famiglia e non solo dei genitori che a fatica trascinano i figli per musei o, peggio, dei figli a scapito dell'esigenza dei genitori di vedere qualcosa di interessante...

Non è un post solo per famiglie, ma anche per insegnanti che accompagnano gli alunni in gita scolastica...

Cominciamo dalla Toscana... Quali sono le attività più divertenti e significative da svolgere con i bambini?

- minicrociera in battello attraverso il centro della città di Pisa, con tre possibilità: Tour Lungarni, Tour Lungarni + Parco di San Rossore, o con l'aggiunta della Bocca dell'Arno
- visita all'imponente David di Michelangelo alla Galleria dell'Accademia di Firenze
- il Museo Leonardiano, con l'esposizione di 60 macchine di invenzione leonardesca, e diversi percorsi guidati adatti a ogni età (dai 6 anni) e la possibilità di prendere parte a un laboratorio su Lo sguardo di Leonardo
- Parco di San Rossore e Lago di Massaciuccoli, a bordo di un trenino ecologico
-giro sulla cinta muraria di Lucca
- museo d'arte per bambini di Siena, una delle poche strutture italiane che offre un approccio museale all'arte adatto ai più piccoli
- visita al Giardino Garzoni e al Parco di Pinocchio a Collodi

Il mio suggerimento per chi viaggia con figli è di programmare per ogni giornata un evento adatto a loro, ma interessante anche per gli adulti, come del resto sono tutte le attività citate... accetteranno più di buon grado se dovranno poi seguirvi in qualcosa che teoricamente è più consono ad adulti, ma anche qui non sempre è così: viaggiando di qua e di là ho notato che anche un museo può diventare simpatico per i bambini, basta organizzare una caccia al tesoro (ad esempio, trovare gli animali che si nascondono nei dipinti esposti e appuntarli su un notes... vince chi ne trova di più) o ancora fotografare cose strane in giro per le città, interrompendo ogni tanto i nostri tours con una pausa gelato o cioccolata calda (a seconda della stagione).

Avete altri suggerimenti per visitare la Toscana in famiglia? Voi, come vi regolate in viaggio con i figli?

mercoledì 16 settembre 2009

Viaggiare è conoscere (1)


Viaggio è svago, è contatto con la bellezza naturale e architettonica, ma è anche un itinerario di conoscenza. Capita che si veda un luogo o una targa o un dipinto che accenda la curiosità, il desiderio di approfondire la storia che vi sta dietro. Capita anche che la visita di una città richiami alla mente pagine di storia da rispolverare e che al ritorno si vada alla ricerca di nuovi particolari con cui arricchire la propria cultura.
La prima tappa del mio viaggio estivo è stata Sansepolcro, patria di Piero della Francesca, ma anche di Luca Pacioli, matematico inventore della partita doppia, studioso della sezione aurea e della geometria euclidea, collaboratore di Leonardo. In particolare girovagando sul web per documentarmi su questo genio rinascimentale mi sono imabattuta nel mistero del suo ritratto, famoso tra l'altro per la virtuosistica raffigurazione del rombicubottaedro riempito di acqua per metà.
La seconda scintilla di curiosità mi è balenata alla visita delle miniere di sale del Bad Durrnberg.Si tratta di un luogo dalla storia millenaria basti pensare alle sue origini che si devono ai cataclismi preistorici che formarono le Alpi racchiudendo al loro interno ciò che prima era terra sottomarina, creando così la mniera di sale imprigionato nella roccia, ma anche al fatto che furono sfruttate dai Celti, poi nel Medioevo e infine dagli Arcivescovi di Salisburgo (che appunto vuol dire "città del sale") che ne fecero una miniera di "oro bianco". L'aura del luogo è impressionante se si pensa che per costruire i cunicoli, le camere per l'acqua (utilizzata per sciogliere il sale e separarlo dala roccia), i laghi sotterranei e le discese per gli operai, sono state necessarie ore di instancabile e immane lavoro a testimonianza di quanto l'uomo sia sempre portato a superare se stesso, a gettare il cuore oltre l'ostacolo anche a prezzo di enormi fatiche. Fino al 1989 la miniera era ancora funzionante, poi è stata recuperata per renderla visitabile: si entra con un trenino da minatori dopo essersi “agghindati” con dei ridicoli tutoni necessari per il freddo (la temperatura sotto è di 10 gradi e l’areazione naturale è costante tanto che ci sono delle porte antivento) e per non rovinare i propri vestiti. Alcuni tratti del percorso si fanno a piedi e in piano ma le discese con dei rudimentali scivoli di legno (27 e 42 m di “caduta libera”) sono molto elettrizzanti. Si attraversa pure un lago di acqua salina con una chiatta di legno. In particolare vi è stato ritrovato un reperto preziosissimo, un uomo mummificato nel sale. L'idea del sale come
fil rouge per studiare la storia è davvero interessante...
Un altro squarcio sulla storia questa volta trita e ritrita della scoperta dell'America mi si è aperto alla vista di un quadro botanico esposto a Hellbrunn. Esso raffigura un girasole, come esempio di rarità vegetale importata dal principe Markus Sitticus per stupire i suoi ospiti. Il dipinto era datato all'inizio del 1600 il che non deve stupire in quanto se è vero che il continente americano fu scoperto nel 1492, le nuove specialità botaniche cominciarono ad affluire in Europa con il tempo. Il girasole, in particolare, approdò in Spagna nel 1510 e solo nel 1568 fiorì per la prima volta in Europa all'orto botanico di Padova.


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