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venerdì 12 ottobre 2012

UFFICIALE: Pennant in prestito al Wolverhampton

Lo Stoke City ha ufficializzato il prestito di Jermaine Pennant, che passa ai Wolves con un accordo trimestrale. Dopo aver visto calare sempre più vertiginosamente il suo minutaggio per effetto dell'innesto di Michale Kightly (arrivato quest'estate proprio dal Wolverhampton) che l'ha, di fatto, rimpiazzato, l'ala 29enne ha deciso di scendere di categoria per trovare più spazio e per aderire a un progetto estremamente ambizioso. Accontentato dunque Stale Solbakken: il tecnico norvegese aveva infatti chiesto un rinforzo di qualità per sopperire agli infortuni di Boukari, Hunt e Peszko.

Pubblicato per TMW (BundesLigaPremier)

sabato 19 maggio 2012

A Wembley vincono gli Hammers. E' Vaz Te l'uomo Premier

Magico, emozionante, estasiante. I playoff della Championship sono la perfetta sintesi che si potrebbe ottenere tra tre fattori fondamentali per un tifoso di calcio: emozione, passione ed atmosfera. Nemmeno quest'anno la finale di Wembley ha tradito le aspettative, e ha garantito invece uno spettacolo di assoluto livello. L'incontro tra Blackpool e West Ham, le due nobili decadute della scorsa tribolata Premier League, ha visto vittoriosi gli Hammers, che hanno fatto prevalere il maggior blasone e la maggior qualità complessiva della squadra. Dopo aver dominato per larghi tratti la Championship, salvo mollare leggermente la presa nelle battute finali, il West Ham è dunque riuscito nell'obiettivo di rientrare immediatamente nella dimensione che gli spetta per tradizione, prestigio e tifoseria: la Premier League. Il match in realtà, ha riservato delle insidie: il Blackpool di Holloway ha imbrigliato più volte i londinesi con il suo peculiare gioco spumeggiante che esalta particolarmente le qualità atletiche e tecniche dei funamboli Philipps e Ince. E' proprio il figlio del celebre Paul, il 20enne talento nativo di Stockport, ad aver momentaneamente rovinato la festa degli Hammers pareggiando il gol del vantaggio di Carlton Cole. Il secondo tempo è stato particolarmente deleterio per le coronarie dei "Martelli" presenti a Wembley (tra cui 33 tifosi italiani provenienti dal club ufficiale italiano del WHUFC): il Blackpool ha infatti sfruttato l'inerzia favorevole facendosi più volte pericoloso fino a sfiorare clamorosamente il gol con il maldestro tocco di Dobbie, il promotion-man se ce n'è uno in Inghilterra. E invece no: gli dei del calcio avevano già sancito il loro verdetto. All'86' arriva la rete di Vaz Te, il portoghese più volte decisivo per il West Ham nel corso della stagione, che fa impazzire letteralmente i tifosi degli Hammers. A nulla serve il disperato forcing finale dei Seasiders: sono gli Hammers a staccare il biglietto per la Premier League. Il West Ham si aggiunge dunque a Reading e Southampton nel trio che andrà a sostituire le retrocesse Wolverhampton, Blackburn e Bolton.

lunedì 2 gennaio 2012

Anno nuovo, stesso spettacolo

Il 2012 entra ufficialmente in scena nel calcio inglese con la prima giornata disputatasi integralmente nel nuovo anno. Il fitto ciclo natalizio non accetta pause: si gioca dunque a soli 2 giorni di distanza dai precedenti impegni del New Year's Eve, il giorno di San Silvestro, in cui la Premier League aveva regalato uno spettacolare epilogo al 2011 sportivo e anche un plateale schiaffo morale a coloro i quali imputavano al massimo campionato inglese una voragine fin troppo definita tra parte alta e bassa della classifica. Tra le prime 5 della classe, solamente Arsenal (vittorioso sul QPR) e Tottenham (che sciupa un'occasione decisamente vantaggiosa facendosi recuperare dallo Swansea e pareggiando 1-1) avevano fatto punti mentre United, City e Chelsea erano clamorosamente cadute. Insomma, le prerogative per un 2012 ugualmente roboante non mancavano affatto ed in effetti lo spettacolo è stato parte integrante di questa fase inaugurale del nuovo anno. Uno dei match più affascinanti ed importanti della giornata era inevitabilmente l'incontro del Loftus Road tra QPR e Norwich, due squadre ormai con l'acqua alla gola per via dei recenti risultati, pronte ad affrontarsi nel più classico dei "six point match" per distanziarsi dalla zona retrocessione. Warnock prende un abbaglio nel tentativo di risolvere parte dei suoi problemi e quindi di rinfoltire un parco attaccanti qualitativamente molto modesto ingaggiando niente popò di meno che Federico Macheda, attaccante particolarmente legato al dramma sportivo realizzatosi lo scorso anno a Genova con la retrocessione della Sampdoria. L'attaccante romano, che arriva in prestito dal Manchester United, è gia a disposizione e parte (per fortuna) dalla panchina. Il match è scoppiettante sin dall'avvio grazie alle fiammate di un Norwich particolarmente determinato. Sono però i Rangers a passare in vantaggio grazie a un bel destro di Barton che raccoglie un buon cross di Mackie infilando alle spalle di Ruddy. E' un premio più che meritato all'ottima intensità e alla grande qualità del Barton dei primi minuti. Ma il lato ribelle e facinoroso che è in lui proprio non accenna a placarsi e anzi si evidenzia quando Barton ingenuamente colpisce Johnson con la testa e si dirige agli spogliatoi dopo un rosso sacrosanto. A quel punto il vantaggio del QPR è sembrato un puro dato statistico: i Canaries iniziano a prendere campo e a far loro la partita chiudendo i Rangers nella propria metà-campo e alimentando le paure del Loftus Road, che oggi si aspettava, in virtù dei timidi passi avanti delle ultime uscite, una convincente vittoria che scacciasse crisi e preoccupazioni. E invece il Norwich concretizza quando al 42' Pilkington trova l'ennesimo lampo di una stagione più che brillante sorprendendo Kenny con un sinistro dai 25 metri. E' di parità il risultato dei primi 45'. La partita prosegue a ritmi infernali, con una fisicità e un equilibrio tipici del british football. Gli scontri tra Holt e A.Ferdinand rievocano scene del calcio anni '70, troppo rare nel delicato, quasi "effeminato" calcio di oggi. Il Norwich è inevitabilmente più propenso a farsi vivo nella metà-campo avversaria ma il QPR non demorde e si rende pericoloso nelle ripartenze grazie alle accelerazioni di Wright-Philipps e ai lampi di Taarabt, straordinariamente positivo e brillante nelle sue giocate e costantemente alla ricerca del primo centro stagionale, scongiurato solamente da un Ruddy maestoso sul suo chirurgico calcio di punizione. E' però il Norwich a trovare i 3 punti grazie a una pressione offensiva perpetua e concreta che coglie l'acme nel destro di Morison che scardina la muraglia eretta dall'accozzaglia di giocatori del QPR inspiegabilmente posizionati sulla linea di porta e non nelle rispettive posizioni a marcare gli avversari. Il gol del gallese si dimostra dunque letale per il QPR che non riesce a creare eccessivi pericoli alla retroguardia avversaria con un potenziale offensivo svilito da due criptiche sostituzioni che hanno mandato Macheda (avulso come sempre) e DJ Campbell in campo e Taarabt ed Helguson in panchina. I Canaries con questa vittoria raggiungono addirittura la nona posizione mentre i tempi per Warnock e i suoi Rangers sono sempre più duri, complice una postazione in classifica decisamente difficoltosa ma soprattutto un periodo particolarmente sfortunato in cui spesso e volentieri gli Hoops raccolgono meno di quanto meriterebbero. Nel bicchiere mezzo pieno di Warnock, oltre alle ottime performance individuali di Faurlin, Taarabt e Derry e a una buonissima prestazione corale della squadra, macchiata unicamente dalla sciocchezza di Barton e quindi complicata dall'inferiorità numerica, risiedono anche le sconfitte di Blackburn (perde a Ewood Park dallo Stoke City) e Wolverhampton (che perde in casa dal Chelsea, rialzatosi soprattutto grazie alle parate di Cech e al gol negli ultimi minuti di Lampard), che mantengono precariamente in piedi la sua squadra. Non mancano le sorprese sugli altri campi: l'Aston Villa inciampa in casa dopo il trionfo a Stamford Bridge mentre il Southampton in Championship perde ancora cadendo rovinosamente a Brighton. Questo risultato consente al West Ham di completare la propria rimonta e di raggiungere i Saints in testa alla classifica.
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sabato 17 dicembre 2011

Insoliti protagonisti

Jordan Rhodes, protagonista della giornata
In campo oggi non è scesa nessuna delle prime 5 di Premier League, eppure per gli appassionati di calcio inglese c'è stato eccome materiale per dilettarsi. Prima di narrare le vicende delle 10 squadre impegnate in Premier League quest'oggi, credo sia opportuno riservare qualche riga al match più bello della giornata, che fa capo a una realtà (quella della League One) che spesso passa colpevolmente inosservata, ma che per spettacolo offerto non varrebbe meno di campionati molto più idolatrati. Si tratta della partita tra Sheffield e Huddersfield, che per posizione di classifica, atmosfera e credo tattico dei rispettivi allenatori si preannunciava già alla vigilia più che spettacolare. Il Wednesday si presentava alla sfida con un invidiabile ruolino di marcia tra le mura amiche dell'Hillsborough (otto vittorie e due pareggi, nessuna sconfitta) mentre l'Huddersfield dopo ben 43 partite senza sconfitte, con cui aveva frantumato il precedente record del Forrest di Clough, la cui striscia d'imbattibilità contava 42 partite, aveva perso prima col Charlton e poi col Bournemouth. Pareva aver cambiato rotta la squadra di Lee Clark quando Rhodes aveva siglato una doppietta portando in vantaggio gli ospiti. Gli Owls però non sono rimasti a guardare e, prima col mastodontico Rob Jones e poi con Johnson, hanno trovato la via del gol. Il primo tempo si era concluso sul 2-2 e nessuno dei copiosi spettatori dell'Hillsborough avrebbe potuto dirsi annoiato. Non sapevano che quel primo tempo non si trattasse che di un antipasto di quello che sarebbe stato lo scoppiettante proseguo del match. Ben Marshall e la punta O'Grady portano in vantaggio gli Owls: è 4-2 e nessuno sembrava poter privare i tifosi dello Wednesday della prospettiva di una rimonta assolutamente epica. Rhodes però, non sembrava pensarla così e al 77' completa la tripletta accorciando le distanze per l'Huddersfield. Non finisce qui: Rhodes decide di entrare nella storia e segna ancora fissando il punteggio sul 4-4: questo l'epilogo di una partita assolutamente memorabile. Non si può usare lo stesso epiteto per il match del St James' Park (ufficialmente la "Sports Direct Arena" da qualche settimana; una mossa, quella del cambio di nome, che ha garantito non pochi quattrini alla proprietà dei Magpies) dove il Newcastle sfidava il Swansea per uscire da un periodo non particolarmente positivo (3 sconfitte e 1 pareggio nelle ultime 4). In realtà, anche per via delle numerose assenze tra le fila dei ragazzi guidati da Pardew, per il Newcastle s'è rivelato molto più ostico del previsto avere la meglio dello Swansea, che ha portato a casa un onesto 0-0. Era sceso in campo anche Santon, la cui prestazione di certo non passerà alla storia (come ingannevolmente avrà provato a farvi credere Roggero) però di certo potrà aiutarlo a ricucirsi un ruolo importante tra i piani di Pardew. Male invece l'altro giovane, Sammy, il fratellino del più noto e prolifico Shola Ameobi, che per quanto simpatico ha dato prova dei suoi limiti anche nello scampolo concessogli quest'oggi.
Nelle zone basse della classifica le sconfitte di Blackburn e Bolton rischiano di essere particolarmente deleterie per i rispettivi cammini in campionato. La squadra di Kean (ma quando lo cacciano?) perdendo 1-2 in casa dai Baggies di Hodgson resta penultima in classifica, mentre il Bolton colleziona l'ennesima sconfitta perdendo anche a Craven Cottage: Coyle adesso rischia seriamente per la sua panchina. Non rischia affatto invece Tony Pulis, che anzi meriterebbe un monumento dalle parti del Britannia Stadium. La straordinaria squadra che ha messo su con rara sapienza tattica e maestria nello scegliere i giusti interpreti, si conferma temibilissima anche in trasferta. Al Molineux trionfano i Potters anche grazie al clamoroso errore di Hennessey, che al primo tiro in porta dello Stoke si dimostra un portiere dalle dubbie qualità non riuscendo a respingere il calcio di punizione battuto da Huth e deviato da Doyle. A segnare la sconfitta del Wolverhampton ci pensa Crouch, ovviamente di testa, su un ottimo cross di Pennant.
Arrivati ormai in prossimità di Natale, il bilancio della squadra di Pulis è più che positivo, con un ottavo posto in campionato e un doppio incontro tutto da giocare agli ottavi in Europa League contro il Valencia. Considerando il materiale a disposizione, non proprio un pessimo risultato per Pulis. 

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