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mercoledì 7 agosto 2013

Ultima lettura: "Fenomenologia di YouPorn" di Stefano Sgambati


Fenomenologia di YouPorn

Autore   : Sgambati Stefano
Dati: 2012, 144 p., brossura
Editore: Miraggi Edizioni (collana Contrappunti)

Photo HelenTambo on Instagram

“Troppo YouPorn distorce gravemente il proprio immaginario sessuale.
È la lezione numero uno di questa avventura: ma troppo quanto?”
(p. 74)

Si deve partire dalla Prefazione di Enrico Remmert per capire lo spirito di questo libro, i motivi che lo hanno ispirato e il modo in cui Stefano Sgambati ha analizzato un fenomeno sicuramente di grande impatto sociale -la fruizione del porno via web-, come spettatori passivi e interagenti, indotti giocoforza dalla forza delle immagini. Si tratta di una prefazione che non vuole fare la Prefazione classicamente intesa, quella che rischia di essere troppo seria, scientifica, infarcita di citazioni dotte; non vuole essere neppure una Prefazione aneddotica, di quelle che partono da un fatterello per arrivare a spiegare i gusti dell’Autore e la filosofia sottesa al suo personale uso del canale porno più famoso del web. Alla fine questa Prefazione riesce ad essere tutto questo, ma anche una sincera dichiarazione di intenti, quella che ci fa capire da che tipo di osservazione si può partire –il comune senso della trasgressione da voyeur agli albori del porno o quasi- per analizzare uno dei fenomeni più eclatanti della rete.
Definire il genere di questo libro non è facilissimo, o meglio è facile ma ci costringe a rivedere il concetto di ‘saggio’: perché sì, questo è secondo me sicuramente un saggio, corredato da una bibliografia/sitografia aggiornata, dalla quale l’autore ha attinto ispirazione e informazioni utili al suo argomentare. Un saggio particolare però, che mette da parte i toni seriosi per accompagnare il lettore alla disamina del fenomeno YouPorn in modo divertente e divertito. D’altra parte cominciamo ad abituarci ad una saggistica più accessibile, di non esclusiva fruibilità scientifica.
Nelle tre parti in cui si sviluppa la trattazione, Sgambati analizza l’inizio del fenomeno voyeuristico, dal quale si è sviluppato un vero e proprio genere, quello del filmato amatoriale, erotico o proprio pornografico, girato tra mura casalinghe, inizialmente ad uso e consumo degli stessi protagonisti, ma presto diventato di culto tra gli estimatori. Dalla sconosciuta giovanissima Chiara da Perugia che si produceva in contorsionismi sul divano di casa con il fidanzatino, alla più famosa Belén Rodriguez, immortalata nell’intimità in un filmato girato dal modello argentino con cui era sentimentalmente impegnata, più preoccupato di non sfigurare nelle inquadrature che delle scene in sé, l’Autore passa a definire il passaggio dal film porno al filmato porno, fino a chiedersi se siamo tutti malati.
Quest’ultimo aspetto è quello che sinceramente più mi ha interessato dell’intero saggio di Sgambati, perché esamina, grazie anche alle lunghe conversazioni con lo psicoterapeuta dott. Emiliano Lambiase, i sintomi e i comportamenti tipici del fruitore ‘malato’ di pornografia online a tutti i livelli e di quello ‘sano’, quello che fruisce del sesso online con il distacco ovvio di chi ha una soddisfacente vita ‘fuori’ dalla rete; inoltra si addentra nelle problematiche legate alla percezione di sé in caso di dipendenza sessuale, ma prima che sessuale affettiva, che forse è la condizione più comune (ma faccio questa affermazione senza dati oggettivi, solo per una sensazione, perché probabilmente di dipendenza affettiva si parla più facilmente in pubblico). Un epilogo dal titolo “Gli uomini sognano pecorine elettroniche?” fa un ultimo bilancio dello stato dell’arte: chi eravamo, da dove siamo partiti, come abbiamo fatto ad arrivare a questo punto, cosa ci riserva il futuro, specie se sappiamo già che c’è chi ha pensato che il mercato del porno online può essere fruttuoso per promuovere cause benefiche, attraverso il crowdfunding.
A chiudere il volume, gli ospiti speciali: Gaja Cenciarelli, Carolina Cutolo e Roberto Moroni in tre contributi che declinano il tema ‘pornografia on line’ secondo tre prospettive diverse e complementari, che perfezionano il quadro, già ormai abbastanza chiaro.
Ho trovato questo libro interessante e soprattutto ben scritto: il brio dell’Autore, il suo modo di porsi curioso, dalla parte dei lettori (come dire, siamo tutti sulla stessa barca, vediamo di capirci qualcosa, mi faccio delle domande con voi), lo stile spigliato e soprattutto non ipocrita (Sgambati chiama tutte le cose con il loro nome, senza inutili contorsionismi lessicali e lo fa mantenendo eleganza, proprio perché sincero), conquistano senza riserve.
L’argomento si poteva prestare a facilonerie, anche a fraintendimenti a partire dal titolo, che forse ha attirato qualche interesse pruriginoso, ma credo che l’abilità di Sgambati sia proprio nel fatto di non deludere nessuno dei lettori, sia quelli che si avvicinano pensando di soddisfare qualche curiosità, sia quelli che hanno interesse a conoscere l’evoluzione del fenomeno YouPorn, infine quelli che cercano una lettura che faccia ridere. Perché “Fenomenologia di YouPorn” fa riflettere, ma anche ridere. Molto.

mercoledì 5 dicembre 2012

Frequentando salotti letterari… “Lasciamisenzafiato” di Elvio Calderoni




Lasciamisenzafiato

Autore: Calderoni Elvio
Dati: 2011, 240 p., brossura
Editore: Miraggi Edizioni (collana Golem)

Bisogna saper entrare in molte teste per scrivere un romanzo come questo. Bisogna saper parlare molte lingue dell’anima, riuscire a calarsi in stati d’animo e sensazioni distanti e addirittura opposti, in un gioco dicotomico di luci e ombre, di positivo e negativo, di sereno e nervoso, dove però tutto si può ribaltare e ciò che era luminoso diventa buio, ciò che era solido e sicuro diventa avverso, ciò che era solare diventa inquieto.
Alessandro e Irene sono alla vigilia del loro matrimonio, che si svolgerà a Cividale del Friuli: dopo li aspetta Roma, dove si sono conosciuti e dove Irene comincerà una nuova vita da sposata, in una città che non è la sua, ma dove ha conosciuto Alessandro e dove è fiduciosa di trovare la felicità accanto all’uomo che sente giusto per lei, forte anche di una Fede incrollabile. Tra loro, in quei pochi giorni che li separa dalla cerimonia nuziale, si frappone una donna, un’entità quasi irreale, ma con una fisicità prepotente che disorienta Alessandro dal primo momento in cui la vede. E tutto quello che segue vede protagonisti personaggi legati tra loro da relazioni che mano a mano diventano sempre più profonde, quando non lo sono già, come nel caso di Alessandro e suo fratello Federico, che vivono insieme un rapporto quasi simbiotico. Infine un epilogo inaspettato, in cui tutti i tasselli della vicenda e dei personaggi coinvolti si ricompongono come in un puzzle complesso -eppure dal disegno chiaro-, capovolge situazioni e collegamenti.
Se dovessi sintetizzare con un aggettivo ognuno dei personaggi che danno vita alla storia, questa potrebbe essere la lista, di quasi tutti aggettivi che hanno il prefisso di negazione, tranne quello scelto per Alessandro e per Irene:
·      Alessandro : interrotto
·      Irene: misurata (fino a prova contraria)
·      Federico: irrisolto
·      Clara: inquieta e inquietante
·      Barnaba: incompleto
La scrittura di Calderoni è piana e lineare, nonostante la complessità dei pensieri dei suoi personaggi, che sono resi in maniera lucida e senza possibilità di equivocare intenzioni, stati d’animo, dolori: il lettore entra in una spirale di avvenimenti quasi senza accorgersene e arriva in fondo alla storia, senza fiato, con la sensazione di aver vissuto con i protagonisti le strade di Cividale e il traffico di Roma, la musica di Federico e le foto di Alessandro, le lacrime di Clara, il dolore sordo di Irene, lo stupore inesperto di Barnaba.