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11.9.13

Piccoli trucchi per pulire con meno fatica

Con una famiglia di cinque persone, posso affermare con sicurezza che se non c'è qualcuno che aiuta in casa è dura, serve tempo e olio di gomito per rendere gli spazi decenti per il vivere quotidiano. E io non ho nè la colf, nè nessuno che viene e lava per me.
Non posso qui non menzionare il mio grande amore, compagno di vita, nonchè marito, che mi aiuta molto, ma il grosso lo faccio io e allora nel tempo mi sono resa conto che piccoli accorgimenti aiutano a faticare meno.


Premetto che il mio standard è un ambiente pulito, ma non lindo e splendente al limite della mania,  così l'ordine a volte scivola in secondo piano, anche se l'occhio vuole la sua parte e sicuramente la mente risulta più leggera se intorno si leggono segnali di ogni cosa al suo posto, piuttosto che montagne di oggetti sparsi. 
Detto questo.



Mettere a posto tutto.
Quello che mi aiuta a non vedermi sommersa dal riordinare è mettere subito al proprio posto gli oggetti che si utilizzano, cercando di far capire questo semplice concetto anche ai miei figli, i più grandi ovviamente, così che il più piccolo possa seguirci a ruota per imitazione. 



Pulire le superfici.
Capita che se sono di corsa e preparo il caffè mi ritrovo il piano della cucina imbrattato di polvere nera, oppure quando preparo il pranzo o la cena la zona fuochi si sporca immancabilmente, ecco, tutte quelle volte che mi ritrovo a sporcare le superfici ho capito che è preferibile pulirle subito con una bella e veloce passata di spugna umida. In questo modo non dobbiamo stare dopo a grattare e insistere per eliminare macchie vecchie o incrostate e intorno appare tutto in ordine anche se non è giorno di pulizie generali.



Lavare i pavimenti spesso.
Noi viviamo a piano terra con la cucina che si affaccia direttamente sul giardino, quindi i nostri pavimenti sono spesso molto sporchi, nonostante abbia provato per un periodo, quando Edoardo gattonava, a non usare le scarpe in casa. Ho imparato a lavare soprattutto la zona lavabo quasi tutti i giorni, senza pulire in modo troppo particolareggiato, ma solo il grosso dello sporco così che quando invece lavo in modo più profondo non devo impazzire a smacchiare. 



Quindi il concetto generale si può riassumere così: pulire poco ma spesso e lasciare le pulizie generali solo una volta ogni settimana o dieci giorni. 
O altrimenti ne va della mia sopravvivenza.

Ovviamente ci sono periodi, giorni, in cui tutto questo non funziona per la stanchezza, per gli impegni, le corse a destra e a manca, e allora mi siedo, accanto al tavolo, guadando i pois della mia tovaglia e mi bevo un caffè, allungato con acqua, così assomiglia a quello nel calzino che si beve in Brasile, e, prendendomi una pausa, sogno una colf. 


trovate gli altri miei scatti quotidiani su Instagram




Voi avete qualche trucchetto da condividere, qualche modo per non dover soccombere alle faccende domestiche?




22.5.13

Frullato di avocado

La permanenza in Brasile mi ha permesso di gustare spesso e con costanza molta frutta: era la colazione, lo spuntino, il contorno e a volte il pasto.
La frutta in Brasile è tanta, dolcissima, buonissima e spesso più grande. Il mio corpo ha fatto un pieno di vitamine e forse anche per questo sono tornata in Italia in forma e con grande energia, oltre ovviamente al beneficio della vacanza in compagnia di cari amici.  In particolare l'avocado, questo frutto grasso, che si può abbinare sia al dolce che al salato e che lì è della dimensione quasi di un melone, cremoso come burro e ovviamente più ricco di tutti i componenti benefici, dato che non arriva dall'altra parte del mondo, maturando lungo il viaggio. Oltre a spalmarlo sul pane o mangiarlo a fettine, l'ho assaggiato frullato come dessert e ho voluto riproporlo qui a casa un pomeriggio, come merenda per i bambini. 


E' molto semplice, 
basta un avocado, io trovo solo quelli piccoli della dimensione di una pera
un paio di cucchiaini di zucchero (a seconda del vostro gusto)
latte quanto basta (circa mezza tazza, io ho usato quello di riso, si, sto provando di nuovo ad eliminare dove possibile i latticini, che adoro!)


Frullare il tutto e potete servire questa mousse verde chiaro e morbidissima in piccole ciotole.
Daphne ed Ethan hanno snobbato questa mia proposta, ma sono certa che con il tempo apprezzeranno, mentre Edoardo che è rimasto con il naso all'insù per tutto il tempo, in attesa, capendo che si trattava di cibo, l'ha divorato e finito in un batter baleno.


Io vivrei di avocado, e voi?



16.5.13

Piove

Sono giorni che piove, anzi sono mesi che piove e quest'anno l'acqua non è mancata, lo sappiamo tutti e qualcuno è felice e contento: le lumache del mio giardino che escono spavalde a qualsiasi orario del giorno, sia con la loro casa che senza. 



La prendo come un'occasione per far notare ad Edoardo questo animaletto, con antenne e guscio sulle spalle. I bambini hanno questa innata dote di capire subito che sono animali, esseri viventi, amici con cui giocare, e come primo istinto in lui è comparso quello di sorridere, sgranare gli occhi, mandare baci, provare ad accarezzare seguito poi dal desiderio di sperimentare, che ho dovuto contenere, perchè altrimenti povera lumaca non sarebbe più tra noi. 



E' la stessa acqua e tempo grigio che mi ha accompagnato l'ultimo giorno di permanenza in Brasile? Più o meno. Così che ho potuto apprezzarlo anche nel suo pieno autunno inoltrato, ma ancora caldo.
Certamente l'atmosfera vacanziera aiuta a non rimanere schiacciati dal grigiore, dall'umidità, dalla mancanza di raggi di sole come più facilmente accade qui in città, con i soliti ritmi serrati e quotidiani. 



E per vincere allora mi impongo di sognare e cercare di rendere reali i miei sogni. 
E' quello che consiglio di cuore anche a voi oggi, mentre aprite l'ombrello e pensate alla tabella di marcia da spuntare. 



Già pensare ai nostri sogni e immaginare come realizzarli fa sì che il nostro cuore vada in quella direzione, è questo il primo passo. 

Se invece volete programmare un'uscita per avere profumi nel piatto, leggete quello che scrivo oggi su Mammafelice!



13.5.13

Consigli semiseri per far passare la paura di volare

Tutto parte da una paura di fondo, irrazionale e incontrollabile, e dalla decisione di partire da sola per il Brasile.
Nel corso degli anni, forse per la nascita dei figli o forse per la maggiore consapevolezza che si acquisisce con l'età/vecchiaia, o forse semplicemente perchè capita, volare è stato accompagnato da una paura crescente. Questa volta però non avevo scelta, se volevo andare in Brasile dovevo volare e anche per molte volte, con vari decolli e atterraggi.
Ho deciso di pensarci con un pò di anticipo e chiedendo alla mia dentista che è anche omeopata, sono arrivata a due rimedi di fiori, Australiani e di Bach.


Travel da prendere 7 gocce la mattina e 7 sera, che prepara al viaggio non solo fisico ma anche mentale, che tratta anche ciò che il viaggio rappresenta: allontanarsi dal proprio luogo (vita) e andare in un altro nuovo e sconosciuto, che se da un alto affascina da un altro può anche spaventare. Queste gocce le ho iniziate a prendere almeno due settimane prima, ho continuato durante la permanenza e proseguito fino al ritorno. Tanto male non  fanno.
Per un'eventuale crisi del momento avevo con me il famoso Resource Remedy, da spruzzare un paio di volte sotto la lingua al bisogno.
Infine prima di partire sono andata in farmacia e ho chiesto qualcosa di più forte, in questo caso Serenil calmansia, un complesso erboristico che ha un effetto un pò più deciso seppur blando.


Così sono partita. Carica di gioia e di ansia, con la paura di vedermi esplodere in una crisi isterica, di quelle che urli e tutti ti guardano ma non puoi fermarti, non puoi vincere l'adrenalina che spinge fino a scoppiarti. 
Ho capito che nel mio caso quel morso che attanaglia lo stomaco era veramente legato alla paura dell'ignoto, del non conosciuto, non tanto del viaggio, o del posto, ma di quello che avrei trovato, di cosa  avrei provato, della sensazione vicina al sentirsi persi in un grande spazio.



L'altro lato della medaglia mi raccontava un salto magnifico in un paese lontano visto solo in fotografia, una vacanza dai miei ritmi familiari e di vita alquanto sostenuti, un clima favorevole, la vicinanza sicura di amici che avevo voglia di incontrare di nuovo.




Come è andato il viaggio? 
Benissimo.

Mezz'ora prima di salire sul primo aereo avevo già preso la mia bella pastiglia di erbe calmanti, che rilassando i muscoli e rallentando il cuore tolgono ansia, e seduta al mio posto avevo in mano la boccettina di Resource Remedy pronta per l'uso.
In borsa avevo un libro nuovo da leggere, leggero e simpatico.
E soprattutto ero decisa a godermela. 



Il volo più lungo, più di 10 ore, che mi portava da Madrid a Rio de Janeiro era quello che mi preoccupava maggiormente, ma già vedere il velivolo, con la sua maestosa grandezza, mi ha tranquillizzato. Una volta passato il decollo una gentile hostess mi ha chiesto, in un inglese dolce e sdrucciolevole come è la sua lingua, lo spagnolo, se desideravo qualcosa da bere e ovviamente ho chiesto un bicchiere di vino bianco. Delizioso.


A metà bicchiere ero già semisbronza, io che non bevo mai, e poi chissà, forse tutte quelle erbe e rimedi omeopatici hanno accentuato l'effetto, oppure semplicemente il mio desiderio profondo era veramente quello di rilassarmi insomma avevo un bel sorrisino stampato sulle labbra. Il resto del viaggio è proseguito mangiando, guardando un film, chiedendo altro vino, dormicchiando, sgranocchiando anacardi, andando il bagno a spalmarmi crema idratante, guardando fuori dal finestrino del posto vicino, sorseggiando caffè decaffeinato, ascoltando nell'auricolare bellissima musica classica al pianoforte, facendo esercizi di stretching, leggendo quel libro leggero, osservando il viavai indaffarato delle hostess che anche durante le turbolenze erano sempre indifferenti agli sbalzi, infondendomi tranquillità.



E come ultima spiaggia il pensiero che mi tranquillizzava era: e poi se deve succedere che succeda, ma veloce e rapido.




9.5.13

Florianopolis 4

L'ultimo capitolo, quasi in diretta, su questa meravigliosa isola del Brasile, Florianopolis, lo scrivo con addosso ancora il fuso orario, che mi lascia una leggera sensazione di spossatezza e nostalgia. Son tornata stanca, ma felice. 

Felice per quello che ho vissuto e ho lasciato dietro alle mie spalle e felice per quello che trovo qui, la mia famiglia, ufficiosamente una sorta di appendice, che quando non mi è intorno è come se mi mancasse un braccio, un piede, un dito, non so, certamente qualcosa di essenziale. 

Madrid, aeroporto all'alba


Ho ancora nel cuore e negli occhi l'atmosfera che ho respirato in Brasile, questo vastissimo paese, perchè è l'atmosfera che mi ha segnata. Certo la natura è forte, prorompente, rigogliosa, certo i luoghi sono magnifici, sia quelli dominati dal verde, dal mare, dalle spiagge, che quelli cittadini dove sovrastano edifici alti e moderni. Ma l'impressione più forte me l'ha lasciata l'atmosfera che aleggia appena entri in questo paese.



Già in aeroporto a Rio de Janeiro ho subito avvertito una differenza, la televisione accesa con una telenovelas nell'ufficio della Tam e le giovanissime ragazze impiegate che mi hanno offerto assistenza, questo ha segnato una differenza. Un'atmosfera rilassata. 

Sede centrale dell'Università di Florianopolis

Pur lavorando avevano un sorriso sulle labbra, erano estremamente gentili, non correvano e soprattutto c'era questa televisione accesa. Ho provato ad immaginare me, quando lavoravo in ufficio, e ho provato ad immaginare la televisione accesa. Un pensiero impossibile, letteralmente inimmaginabile. Ecco questa è l'atmosfera che ho respirato, ricca di sorrisi, di ritmi umani, di giovani, di gioia. 


La televisione accesa non per non lavorare, ma per lavorare felici. L'atmosfera che ho goduto è di un paese felice, dove la speranza per il futuro è una realtà raggiungibile da tutti.


Per il momento mi fermo, il resto ve la racconto più avanti.


2.5.13

Florianopolis 3

In Brasile, qui a Florianopolis, fino ad ora, in qualsiasi bagno pubblico mi sia recata ho trovato una pulizia disarmante. Il filo interdentale però non me lo aspettavo, come fare a resistere ad utilizzarlo? Impossibile, specie dopo un pranzo a Menù Libre in riva al mare.


Un abbraccio caloroso ad ognuno di voi


29.4.13

Florianopolis 2

I giorni continuano a susseguirsi lenti ma veloci, la mattina uccelli dalle piume azzurre mi svegliano con i loro versi e il caffè che preferisco è quello che attraversa un fitto passino di tela.


I frutti tropicali che si trovano sugli scaffali del supermercato li trovo ancora sugli alberi del giardino, il saluto delle persone è accompagnato da un abbraccio e un bacio, con un contatto diretto ed esplicito, sorridono sempre, anche con gli occhi e ciò che si respira fortemente è un clima di speranza attiva nella vita.


Forse la presenza della natura, forte e costante, sostiene il cuore degli abitanti, anche nel centro cittadino ultramoderno si avverte la sua presenza maestosa, nonostante i palazzi altissimi sovrastino le nostre teste.
E poi vogliamo parlare degli smalti coloratissimi, con ogni sfumatura possibile, che trovi sugli scaffali dei negozi? Ne ho fatta una riserva per i prossimi mesi, anche il vezzo è importante, no?


Intanto i miei occhi si riempiono di una bellezza che fa innamorare e quando questa forte infatuazione passerà, e lascerà un pò di spazio anche ad uno sguardo più realistico, forse in quel momento potrò raccontarmi quello che non funziona come in ogni altra parte del mondo. 


A presto carissimi, oggi tornerò in spiaggia godendo del venticello che si è alzato nella notte.