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Distacco

E così ci siamo.

L'ho appena messo a letto a casa dei nonni, gli ho letto la storia, e dato da bere, come da rituale serale. Ora aspetto che si addormenti.

Domattina alle sette partirò con La-Metà-della-Mela, destinazione Sardegna, per assistere al matrimonio di due cari amici(La-Metà è anche testimone dello sposo). Staremo via tutto domani(le nozze sono in serata), dormiremo là e prenderemo il volo di ritorno nella serata di venerdì. In pratica passerò 48 ore separata dal Piranha.

Non negherò di sentirmi sconcertata. A dirla tutta, mi sembra di lasciare a casa una gamba. O un rene. O un pezzo di stomaco. Insomma, qualcosa di vitale. La decisione presa è una buona decisione, per me. Non credo che il Piranha, col suo carattere molto abitudinario, e vivace, sia in grado di affrontare un volo, un cambio di luogo, un cambio di ritmo dato che dovrei svegliarlo dal pisolino un'ora prima, una cerimonia nuziale, una cena di nozze, e l'addormentamento nel bel mezzo di un ristorante...No. Per me, due anni e 4 mesi sono troppo pochi per imporgli una festa del genere. è sarebbe giusto mollare il ricevimento a metà per salire con lui in camera, senza contare che la camera dove alloggiamo non si trova nello stesso albergo dove ha luogo la cena di nozze...No, è una buona decisione. Non potevamo fare altrimenti.
Ma pesa, pesa come un macigno. Ed è stupido, lo so. Sono solo due giorni, starà coi nonni felice come una pasqua, e sono sicura che non avrà problemi.

Ma io sì. Mi rendo conto pienamente di essere davvero troppo attaccata a lui. Di solito si tende a dire che un bimbo è "mammone", e il Piranha lo è in un certo modo, ma sono io quella davvero attaccatissima a lui. Siamo sempre stati insieme fin dalla nascita 28 mesi fa, e il nostro legame è molto...intimo. Vincolante. Dominante. Pressante. Sbagliato? Eccessivo? Forse.

Ma io comunque, pur felice per i nostri amici, e pronta a condividere questa loro gioia, confesso di non vedere l'ora di arrivare a venerdì sera e riabbracciare il mio Piranha(che tra aprentesi, fedele al suo nome, ha messo altri due denti senza che me ne accorgessi...)

Autonomia motoria vs mammite acuta

Nel giro di pochi giorni, a partire dal compimento dell'ottavo mese, il Piranha(ormai siamo a quota quattro denti, perciò l'appellativo è azzeccatissimo)ha conquistato la capacità di muoversi liberamente. Dallo stare semplicemente seduto, ha iniziato ad alzarsi in piedi aggrappato alla sponda del lettino, a mettersi a pancia sotto pronto per gattonare, finché un bel giorno è partito a razzo. L'ho piazzato sul tappeto, mi sono distratta un attimo, e lui PUF! era sparito. L'ho beccato all'altro capo della stanza che procedeva fiducioso. Si mette in piedi appeso a qualunque cosa, inizia con la camminata del granchio, spostandosi cauto e traballante lateralmente aggrappato al divano per raggiungere gli oggetti del desiderio. Se vuole qualcosa, adesso se la può andare a prendere, e difatti è iniziato il ricollocamento di molti oggetti del salotto. Lettore dvd e Playstation sono stati spostati, e anche oggetti comuni come il giornale e le mie pantofole devono essere messi in alto, irraggiungibili. Quando riesce ad arrivare dove vuole, ridacchia soddisfatto. E' un piacere vederlo:sorride, mi cerca con gli occhi, sghignazza, compiaciuto di se stesso. Il seggiolone non lo entusiasma più molto, la parola d'ordine è sgambettare.

Di contro, siamo entrati a grandi passi nella cosiddetta "crisi dell'ottavo mese". Gli estranei possono anche intimorirlo, anche se è comunque festoso, come bimbo, e di solito dopo poco sorride. Ma staccarlo da me è un'impresa. Se mi perde di vista anche un istante sono urla e crisi. Me lo porto dietro per casa mentre faccio le faccende, messo nel seggiolone o nel passeggino, e me lo devo portare persino in bagno. Se lo prendo in braccio magari per toglierlo dal lettino, e dopo un paio di minuti cerco di darlo al babbo, così posso cucinare o fare altro per cui ho bisogno di due mani libere, si aggrappa a modello koala e piange. per carità, passa presto, col babbo ci sta volentieri, ma all'inizio son pianti. Anche con i nonni è sempre stato volentieri, ma adesso vedermi andar via, o anche solo vedermi sparire dietro la porta del bagno per una sacrosanta doccia in altrettanto sacrosanta pace e tranquillità, può trasformarsi in una scenata.

So che è normale, che fa parte della crescita. Anche la pediatra me lo ha detto. Ma certe volte può essere pesante, dedicargli la mia completa attenzione ogni istante della giornata. Mi consola però la gioia che si ha guardandolo così cresciuto, sapere che magari tra poco camminerà, sentirsi chiamare mamma. Anche se lo sta urlando a squarciagola perché è nel seggiolone da più di dieci minuti, e ancora non ho finito di lavare i piatti o cucinare. Quando la pazienza scappa, mi sforzo di pensare a questo. La pazienza, già...proposito per l'anno nuovo, averne tanta, taaaanta di più.