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lunedì 21 dicembre 2015

Il nome della rosa - Umberto Eco

Buondì! Non sono scomparsa, né mi sono data alla macchia o sono stata rapita dagli alieni. Semplicemente mi sono presa le ferie, quindi ho deciso di staccare da tutto. Anche da internet.
Non so proprio come ho fatto ma è stato quasi automatico. L’altroieri mi sono accorta che era da un sacco che non guardavo gli altrui blog, non sbirciavo twitter né facevo molto altro in realtà con cellulare e pc. Non è stato un male. Mi sono fatta una vacanza completa e ora sono pronta a ripartire meglio di prima, di sicuro senza il nervosismo che avevo accumulato prima di queste vacanze.
 
Ho finalmente colmato una mia lacuna letteraria. Per la verità non tengo molto conto delle mie lacune letterarie, perché mi sono resa conto che tutti pensano che le abbia. Dato che le persone sanno che leggo molto, sembra che debba aver già letto tutto! La gente è tipo: «Non mi dire che non hai letto “L’antologia di Topolino”!, una che legge tanto come te.»
Tuttavia ammetto di essermi sempre sentita un po’ fuori dai giochi quando si parlava di Umberto Eco (o, come lo chiama il Fidanzato “Umberto-erto-erto!”), perché non ho mai letto niente di suo. E soprattutto ammetto di aver covato moltissima curiosità per questo romanzo, perché ne ho sentito parlare da… sempre.
Quindi sono stata molto fiera di me quando ho iniziato a leggere “Il nome della rosa”. E per la verità sono stata ancora più fiera quando l’ho finito.
 
Ebbene, questa non è una recensione, anche se vorrei ardentemente che lo fosse. La verità è che non tutti i libri si possono recensire. Alcuni semplicemente perché ci sono piaciuti troppo, e più che una recensione ne scriviamo un’adulazione, altri perché sono al di là delle nostre capacità.
Questo è uno di quei romanzi che ritengo ‘al di là’. Forse a causa di tutto quel latinorum, o per le dissertazioni filosofiche, religiose, politiche e storiche, ma sento di avere troppe carenze per recensirlo come si deve – finirei per fare un pasticcio.
Mi limito a dire che l’ho apprezzato molto, non solo in quanto giallo perfettamente costruito ma anche e forse soprattutto per la ricostruzione storica. A partire dal linguaggio, che ho adorato e al quale mi sono affezionata sin troppo, tirando fuori addirittura qualche frase anticheggiante con gli amici – che si sono affrettati a chiamare la neuro. Per quanto riguarda lo studio storico che è stato fatto per scrivere questo romanzo, non posso che essere sbalordita. Leggerlo è stato interessantissimo e mi sono soffermata con piacere sulle discussioni dei personaggi, che ho sempre trovato molto interessanti. Meno interessanti, per me, sono stati i racconti dettagliati delle vicende dei frati eretici, ma ho letto d’un fiato la parte in cui compaiono gli inquisitori, anche se mi faceva ribollire di rabbia, e avrei voluto poter entrare nel libro e strangolare tutti gli inquisitori (che probabilmente mi avrebbero additato come strega).
Oltre a questo ho provato a scoprire chi fosse il colpevole perché ero curiosissima. Mi era anche balenata in testa l'idea di farmi uno schemino, ma ha prevalso la pigrizia e poi spesso e volentieri i personaggi ripercorrevano le vicende accadute, fosse anche per fare il punto della situazione - un espediente che ho trovato molto astuto da parte dell'autore - quindi nonostante tutto perdersi nelle congetture non era poi così facile. Alla fine su qualcosa ci avevo azzeccato, anche se non nella maniera giusta (sto per spoilerare, attenzione): avevo previsto che sarebbe finita con un incendio, minimo con qualcuno bruciato, e il fatto che fosse in effetti così mi ha riempita di orgoglio! D’altro canto non mi dispiace aver toppato alla grande, perché anche il protagonista lo ha fatto, quindi mi sento scagionata.
 
Detto ciò adesso dovrò assolutamente guardare il film del “Nome della rosa”. Un po’ perché me ne hanno sempre parlato tutti benissimo, un po’ perché sono curiosa di vedere come sono state affrontate nel film le situazioni che durante la lettura mi hanno catturata.
E allora vado, miei prodi. E se qualcuno di voi conosce altri romanzi simili a questo si faccia avanti, orsù!