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lunedì 31 agosto 2026

Apple ha speso 2 MILIARDI per leggere il pensiero prima che parli

Non hanno comprato una startup audio. Hanno acquistato la tecnologia per leggere il tuo viso prima che tu emetta un solo suono.

La startup si chiama Q.ai e non ascolta la voce: usa laser a infrarossi per tracciare i micromovimenti della pelle (spostamenti di pochi micron) mentre articoli mentalmente una parola. Il risultato? Siri o i tuoi AirPods sapranno cosa stai per dire prima ancora che tu l'abbia pronunciato.

Ma i brevetti vanno oltre:
• Tracciamento di emozioni e frequenza cardiaca in tempo reale
• Autenticazione continua basata su come ti si muove il volto
• Riconoscimento dell'intento prima della vocalizzazione

Il fondatore è Aviad Maizels, lo stesso che nel 2013 ha venduto ad Apple la tecnologia da cui è nato il Face ID. Prima gli ha dato la chiave per sbloccare lo schermo col tuo volto, ora gli dà lo strumento per interpretare il tuo non-detto.

Ce lo venderanno come comodità per parlare con l'AI in mezzo alla folla senza muovere la voce. Ma il confine tra "accessibilità" e "corpo come interfaccia permanente" non è mai stato così sottile.


Fonte

mercoledì 29 ottobre 2025

WhoFi: ti riconoscono anche senza smartphone | Il Wi-Fi che svela chi sei

Studio citato: WhoFi — Deep Person Re-Identification via Wi-Fi Channel Signal Encoding (Avola et al., 2025). Paper: https://arxiv.org/abs/2507.12869 Nota: gli autori riportano ≈95.5% di accuratezza in esperimenti di laboratorio; i risultati sono ottenuti in condizioni controllate e con training sui soggetti testati. 

Può il tuo router riconoscerti anche senza telecamere o smartphone? Sembra fantascienza, ma è realtà: WhoFi, una tecnologia sviluppata all’Università La Sapienza di Roma, riesce a identificare le persone analizzando le distorsioni del segnale Wi-Fi provocate dal corpo umano. Un’innovazione che apre scenari affascinanti — dalla sicurezza alla domotica — ma anche inquietanti sul fronte della privacy e del controllo. In questo video approfondisco come funziona, quali rischi comporta e perché il GDPR, spesso solo formale, rischia di non bastare davvero. 

Per capire dove ci sta portando tutto questo puoi guardare anche ‘Chatcontrol e ProtectEU’  • Chatcontrol e ProtectEU: la UE alza il liv...   

Se vuoi capire dove tutto è iniziato puoi guardare 'Le società del controllo di massa'  • LE SOCIETÀ DEL CONTROLLO DI MASSA   

Scrivimi nei commenti: lo useresti per sicurezza o ti preoccupa come forma di sorveglianza invisibile? 

Link utili: Canale WhatsApp: https://avvocatonardini.it/whatsapp 

Canale Telegram: https://t.me/stefano_nardini 

Pagina Facebook:   / avvocatonardini  

mercoledì 22 ottobre 2025

Identità digitale biometrica


In Cina, tutti i cittadini sono obbligati ad avere un’identità digitale biometrica, collegata all’enorme rete di sorveglianza del Paese basata sull’intelligenza artificiale, che comprende centinaia di milioni di telecamere con riconoscimento facciale.

Anche gli aspetti più banali della vita quotidiana (come salire su un treno o usare un distributore automatico) richiedono una verifica biometrica dell’identità.

I cittadini con un basso punteggio di credito sociale vengono limitati in modo algoritmico nei viaggi, nell’accesso ai servizi finanziari, nell’iscrizione dei figli a determinate scuole o persino nell’acquisto di beni e servizi di base.

Questo è il tipo di mondo verso cui l’Occidente rischia di camminare nel sonno, se mai verranno introdotte identità digitali obbligatorie.

Fonte: https://linktr.ee/consenso_disinformato

lunedì 29 settembre 2025

MASSIVE ATTACK USANO RICONOSCIMENTO FACCIALE AD UN CONCERTO

Al concerto di Bristol, i Massive Attack hanno usato il riconoscimento facciale per stimolare riflessioni su privacy, controllo e sorveglianza nella vita quotidiana.

Hanno attivato improvvisamente il riconoscimento facciale del pubblico in tempo reale. Le immagini del pubblico venivano riprese, elaborate e mostrate sui maxi schermi con etichette basate su caratteristiche del volto (es. “medico”, “influencer”, “hacker”) assegnate dal sistema.

Il tutto faceva parte di un espediente provocatorio per stimolare riflessioni su privacy, potere, sorveglianza, controllo nella vita di tutti i giorni, rendendo visibile quanto siamo costantemente “osservati”, catalogati ed etichettati nelle società odierne.

«Diverse aziende hanno sviluppato oggi tecnologie in grado di riconoscere il genere, l’etnia e gli stati d’animo delle persone. Ci sono telecamere intelligenti che vengono già impiegate […] con il sempreverde buon proposito della sicurezza.» 

«Nonostante l’inequivocabilità delle norme a tutela della privacy, oggi le tecnologie digitali e il loro utilizzo da parte dei governi minano fortemente, erodono e mettono in definitivo pericolo questo diritto fondamentale.»

Fonte di ispirazione: https://t.me/roccocantautore


Per proseguire con i Massive Attack:

MASSIVE ATTACK, STOP ALLA LORO MUSICA IN ISRAELE E RICHIESTA DI RIMOZIONE GLOBALE DA SPOTIFY

I Massive Attack prendono una posizione netta e soprattutto concreta sul genocidio in corso in Palestina.

La storica band trip hop ha chiesto a Universal Music di rimuovere tutta la loro discografia dalle piattaforme di streaming in Israele, aderendo all’iniziativa internazionale “No Music for Genocide”.

Il gruppo ha tracciato un parallelo con il Sudafrica dell’apartheid, ricordando come nel 1991 la fine del regime fu anche il risultato di boicottaggi culturali e del rifiuto da parte di artisti, musicisti e attori di collaborare con un sistema ritenuto inaccettabile.

“Oggi lo stesso vale per Israele - spiegano i Massive Attak - essere complici di questo Stato non è più tollerabile”.

La band ha inoltre richiesto che la loro musica venga rimossa da Spotify a livello mondiale. Il motivo riguarda gli investimenti del CEO Daniel Ek nel settore bellico, in particolare nella produzione di droni e tecnologie di intelligenza artificiale applicate ad armamenti.

“Il peso economico che da tempo grava sulle spalle degli artisti – hanno spiegato – si è trasformato anche in un peso morale ed etico.

I soldi dei fan e gli sforzi creativi dei musicisti finiscono per finanziare tecnologie letali e oppressive. Ora basta. È necessario immaginare un’alternativa”.

Fonte: Mondorap

Visto su: https://t.me/FraQuibla

mercoledì 21 maggio 2025

Accesso diretto alle carte di credito

 

CEO di Visa ha annunciato un'importante novità:

l'azienda sta per lanciare agenti di intelligenza artificiale che avranno accesso diretto alle carte di credito. Secondo quanto dichiarato, questi assistenti digitali saranno capaci di cercare e completare acquisti in autonomia per conto dell'utente, rispondendo a un semplice comando, che si tratti di trovare e ordinare un maglione specifico, occuparsi della spesa per l'intera settimana o prenotare un biglietto aereo.

"Lo vedrete in azione nei prossimi mesi," ha osservato il CEO.

Dietro la comoda facciata, l'IA di Visa cela seri pericoli. Delegare acquisti e finanze toglie autonomia e pensiero critico, rendendo concreto il timore di divenire "schiavi digitali". Si rischia manipolazione, consumismo indotto e nuove vulnerabilità dei dati. Senza tutele, questo "progresso" può subordinare la libertà a logiche opache e interessi alieni, aumentando controllo e sorveglianza, tutto ciò per rendervi meno faticoso il tutto.

Fonte: https://t.me/radio28tv

giovedì 3 ottobre 2024

Intelligenza artificiale manda in carcere muratore innocente

Il 24 settembre 2024, A.C., un muratore romeno residente a Roma, è stato arrestato in seguito a un mandato internazionale emesso dal Canton Ticino, in Svizzera, per due presunti furti. 

Sebbene fosse innocente e regolarmente al lavoro, A.C. è stato portato nel carcere di Regina Coeli. 

L'errore sembra essere dovuto a un malfunzionamento di un sistema di intelligenza artificiale che ha erroneamente identificato l'uomo come sospetto in alcuni video di sorveglianza. 

Dopo l'intervento del suo avvocato e la verifica di un errore amministrativo, il mandato è stato annullato e A.C. è stato rilasciato.

Fonte: Tutti i fatti

venerdì 5 gennaio 2024

LA POLIZIA IN GB USERÀ LE FOTO DELLE PATENTI PER IL RICONOSCIMENTO FACCIALE

La polizia del Regno Unito potrà eseguire ricerche di riconoscimento facciale grazie a un database contenente le immagini dei 50 milioni di titolari di patenti di guida britannici. 

Un potere enorme, garantito alle forze dell’ordine da una clausola inserita “silenziosamente dal Governo”, all’interno del nuovo ddl, dove infatti non si fa esplicita menzione alla possibilità di sfruttare i dati delle patenti di guida, né se ne parla nelle sue note esplicative.

Il nuovo ddl consentirebbe quello che viene definito “riconoscimento facciale retrospettivo” e che, a partire da un’immagine catturata grazie alle telecamere o persino condivisa sui social media, potrebbe mettere ogni automobilista del Paese sotto una sorveglianza permanente.

Fonte: https://www.imolaoggi.it/2024/01/04/gb-polizia-foto-patenti-riconoscimento-facciale/

giovedì 22 settembre 2022

Tecnologie di riconoscimento facciale

 

L’Unione Europea guarda comprensibilmente con una certa diffidenza alle tecnologie di riconoscimento facciale: che sia per l’errore dello strumento o per l’uso goffo che se ne fa, la gestione dei dati biometrici causa ancora oggi una quantità considerevole di errori e di problemi, i quali possono a loro volta a conseguenze molto gravi. Con simili presupposti, stupisce lo scoprire che negli aeroporti italiani siano già presenti strumenti dedicati, pronti ad essere avviati secondo una scaletta ancora ignota. Stiamo parlando nello specifico dell’aeroporto di Orio al Serio, struttura all’interno della quale sono state depositate diverse postazioni interattive, per ora inoperative, prodotte dalle scuderie di Reco 3.26, l’azienda salentina responsabile dell’aver creato il sistema di Riconoscimento Automatico delle Immagini noto come SARI, ovvero il sistema di riconoscimento facciale utilizzato dalle questure italiane per identificare i soggetti immortalati da istantanee e video.

Facendo riferimento alle informazioni riportate sul portale dell’impresa, la struttura bergamasca si sta preparando a lanciare due servizi connessi ai dati biometrici, il “Face2Fly” e l’”Entry/Exit” (EES). Il primo mira a semplificare la gestione delle code e dei controlli per i cittadini dell’area Schengen, mentre il secondo coprirà le necessità di tutti gli altri passaporti. Il video promozionale prodotto dall’impresa fornitrice spiega con una certa precisione il funzionamento degli apparecchi in questione, tuttavia non viene fornita nessuna precisazione sulle modalità con cui i dati vengono custoditi, gestiti ed eventualmente cancellati. La clip si limita a mostrare un viaggiatore che, desideroso di alleggerire il processo di imbarco, ignora la corposa pagina delle condizioni contrattuali pur di accedere alla funzione di chek-in.

In relazione a SARI, il Garante della privacy si è espresso sfavorevolmente il 15 aprile 2021 sulla possibilità del Ministero dell’Interno di adoperare la sua funzione “Real Time”, una soluzione che era stata pensata per comparare in tempo reale le immagini di una videocamera ai volti contenuti da una “watch-list” che poteva contenere fino a 10.000 persone. Secondo le autorità, il programma avrebbe realizzato “per come è progettato una forma di sorveglianza indiscriminata/di massa”

Allo stesso tempo, gli organi istituzionali non hanno mancato di accogliere SARI in contesti meno controversi, evidenziando nei fatti come l’elemento critico non sia tanto la tecnica sviluppata da Reco 3.26, quanto le modalità della sua applicazione concreta, soprattutto quando si analizzano contesti critici quali gli aeroporti e le dogane. Nel 2018 una situazione analoga si era verificata oltreoceano, quando Delta Airlines, foraggiata dal Governo statunitense, aveva introdotto le centraline biometriche nell’aeroporto di Atlanta. In quel caso, gli strumenti si assicuravano di registrare i dati dei viaggiatori stranieri sui server dell’ufficio della dogana, traducendoli in dati per l’Ufficio della gestione dell’identità biometrica (OBIM). A distanza di anni, il programma continua ad espandersi.

Abbiamo contattato Reco 3.26 e Orio al Serio per capire come sia predisposta la gestione dei dati per gli strumenti Face2Fly e EES; non abbiamo ancora ricevuto un riscontro dall’azienda produttrice, mentre la Società per l’Aeroporto Civile di Bergamo-Orio al Serio (SACBO) ci ha notificato che le informazioni da noi richieste “non sono al momento disponibili”.