Al concerto di Bristol, i Massive
Attack hanno usato il riconoscimento facciale per stimolare
riflessioni su privacy, controllo e sorveglianza nella vita
quotidiana.
Hanno attivato improvvisamente il
riconoscimento facciale del pubblico in tempo reale. Le immagini del
pubblico venivano riprese, elaborate e mostrate sui maxi schermi con
etichette basate su caratteristiche del volto (es. “medico”,
“influencer”, “hacker”) assegnate dal sistema.
Il tutto faceva parte di un espediente
provocatorio per stimolare riflessioni su privacy, potere,
sorveglianza, controllo nella vita di tutti i giorni, rendendo
visibile quanto siamo costantemente “osservati”, catalogati ed
etichettati nelle società odierne.
«Diverse aziende hanno sviluppato oggi
tecnologie in grado di riconoscere il genere, l’etnia e gli stati
d’animo delle persone. Ci sono telecamere intelligenti che vengono
già impiegate […] con il sempreverde buon proposito della
sicurezza.»
«Nonostante l’inequivocabilità
delle norme a tutela della privacy, oggi le tecnologie digitali e il
loro utilizzo da parte dei governi minano fortemente, erodono e
mettono in definitivo pericolo questo diritto fondamentale.»
Fonte di ispirazione: https://t.me/roccocantautore
Per proseguire con i Massive Attack:
MASSIVE ATTACK, STOP ALLA LORO MUSICA
IN ISRAELE E RICHIESTA DI RIMOZIONE GLOBALE DA SPOTIFY
I Massive Attack prendono una posizione
netta e soprattutto concreta sul genocidio in corso in Palestina.
La storica band trip hop ha chiesto a
Universal Music di rimuovere tutta la loro discografia dalle
piattaforme di streaming in Israele, aderendo all’iniziativa
internazionale “No Music for Genocide”.
Il gruppo ha tracciato un parallelo con
il Sudafrica dell’apartheid, ricordando come nel 1991 la fine del
regime fu anche il risultato di boicottaggi culturali e del rifiuto
da parte di artisti, musicisti e attori di collaborare con un sistema
ritenuto inaccettabile.
“Oggi lo stesso vale per Israele -
spiegano i Massive Attak - essere complici di questo Stato non è più
tollerabile”.
La band ha inoltre richiesto che la
loro musica venga rimossa da Spotify a livello mondiale. Il motivo
riguarda gli investimenti del CEO Daniel Ek nel settore bellico, in
particolare nella produzione di droni e tecnologie di intelligenza
artificiale applicate ad armamenti.
“Il peso economico che da tempo grava
sulle spalle degli artisti – hanno spiegato – si è trasformato
anche in un peso morale ed etico.
I soldi dei fan e gli sforzi creativi
dei musicisti finiscono per finanziare tecnologie letali e
oppressive. Ora basta. È necessario immaginare un’alternativa”.
Fonte: Mondorap
Visto su: https://t.me/FraQuibla