Solo per produrre un automobile ibrida
c'è bisogno di "purificare" dai 9 agli 11 chilogrammi di
terre rare. Estrarre e purificare terre rare è il processo chimico
che inquina di più al mondo e produrre tecnologie con a base queste
terre rare comporta sprecare enormi quantità di acqua ed energia. Le
terre rare e tutti i componenti base minerari di queste nuove
tecnologie i si basano su materie prime estratte a basso costo e
senza nessun rispetto dell'ambiente negli stati emergenti, sulla
pelle delle popolazioni locali che si sobbarcano l'ipocrisia del
greenwashing occidentale.
Il giornalista d’inchiesta Guillaume
Pitron autore dell’inchiesta “La Guerra dei Metalli Rari”
documenta con la sua testimonianza i contenuti inquietanti e
tutt’altro che verdi del summit svoltosi a Toronto nel 2016 tra i
vertici di tutta l’industria mineraria. A rompere le uova nel
paniere ai fanatici delle “emissioni zero da co2” della “svolta
Green”, a ventur capitalist, esperti e compagnie di sfruttamento,
tutti presi dal celebrare la “svolta verde” ci hanno pensato due
personalità d’eccezione.
Bernard Tourillon, direttore di
Uragold un’azienda che materiali per l’industria solare, il quale
ha calcolato l’impatto ecologico dei pannelli fotovoltaici. La sola
produzione di un panello solare, tenuto conto in particolare del
silicio che contiene, genera più di 70 chili di co2. Con un
numero di pannelli fotovoltaici che da qui in avanti aumenterà del
23% su base annua. [..] le istallazioni solari fotovoltaiche
produrranno 10 gigawatt di elettricità supplementare ogni dodici
mesi, rigettando nell’atmosfera 2,7 miliardi di tonnellate di
carbonio come l’inquinamento generato in un anno dell’attività
di circa 600.000 automobili.”
La seconda testimonianza di John
Petersen avvocato texano che ha lavorato a lungo nel settore delle
auto elettriche, il quale sostiene un punto di vista tutt’altro che
idilliaco sulle auto elettriche. La conclusione di Jonn Peterson:
“Per quanto i veicoli elettrici siano tecnicamente realizzabili non
sarà mai sostenibili dal punto di vista ambientale”.
La conclusione dei ricercatori
UCLA è che l’industrializzazione di una vettura elettrica consuma
da sola da tre a quattro volte più energia di quella di un veicolo
convenzionale”. Questa “rivoluzione verde” non è altro
che una mega operazione di “greenwashing” perpetrata sulla pelle
dei poveracci che nei paesi emergenti vivono in mezzo alla miseria e
alla malattia intossicati dal lavoro e dall’ambiente avvelenato che
li circonda e su quella dei popoli europei soggiogati da restrizioni
e politiche green irrealizzabil. Diciamo basta alle balle green!
Fonte: https://sfero.me/article/produrre-energia-tecnologie-verdi-devasta-ambiente
di Francesco Centineo