benvenuti a casa della stronza

Questa è la casa della Stronza Jenny, una dimora in cui vigono regole tutte strane e che potreste non accettare, ma a me che me ne fotte?

Visualizzazione post con etichetta canada. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta canada. Mostra tutti i post

giovedì 7 marzo 2013

Cosmopolis, farsi la nicchia in limo


ATTENZIONE SPOILER

Cosmopolis



Canada, Francia, Italia, Portogallo, 2012, 105 min, drammatico, Regia-Sceneggiatura David Cronenberg, Soggetto Don DeLillo, Produttore David Cronenberg Joseph Boccia Paulo Branco Martin Katz, Scenografia Arvinder Grewal

Starring: Robert Pattinson, Samantha Morton, Jay Baruchel, Paul Giamatti, Kevin Durand, Juliette Binoche, Sarah Gadon, Mathieu Amalric, Emily Hampshire, George Touliatos, Patricia McKenzie, Philip Nozuka


Trama 


Una giornata attraverso Manhattan in limo con il multimiliardario genio dalle strane abitudini Eric Packer. Un viaggio per farsi aggiustare il taglio, ma forse non solo dei capelli. Intanto usa la limousine come ufficio e come alcova, ma non con la algida moglie, che l’amore lo fa solo con lo yogurt della poesia. Intanto lui scopre di avere la prostata asimmetrica, mentre la città è congestionata come una prostata inutilizzata causa presidente of the Usa e morte del rapper preferito dello stesso Eric. In un momento di passeggiata il giovane viene intortato, così uccide la sua guardia del corpo ma poi…


Il film come lo ha visto la Stronza


Ho sognato un mondo con moneta i ratti. Un mondo diventato in parte vero grazie ad un film.
La regia di questo singolare e cervellotico movie tipicamente Cronembergiano è ottima, ritmata da campi stretti e montaggio sequenziale, in grado di CATAPULTAre lo spettatore nelle preoccupazioni  del protagonista: un geniale 28enne multimilionario esperto di altissima finanza e speculazioni. Non parlo di Oscar Giannino,  Eric è meno eccentrico e veste sobrio.
Interpretato da un buon Robert Pattinson, in una performance intensa e matura, Eric, complice la faccia e l’idea data dai precedenti ruoli, tipo il vampiro sbrilluccicoso, risulta stonata con l'intensità e i temi del film.
Non è solo però, infatti, è accompagnato dal resto del cast, composto grandi attori e bei personaggi, una Binoche MILF ninfomane, esperta d’arte e "pennelli", passando dalla precog Morton e terminando con il sempre immenso Paul Giamatti, il mio preferito interprete del cast.
Tanto è un film ineccepibile dal lato tecnico ed artistico da risultare asettico ed autoreferenziale, quasi come se Cronemberg avesse posto un filtro a separazione con il pubblico.  Una scelta che non premia, ma solo a mio avviso.
Una storia dalla trama semplicissima, fatta dal viaggio per arrivare ad una meta che pare banale, ma in questo caso non scontata, perché sintomatica di un’idea preesistente nel viaggiatore, un’Odissea in un giorno, tra sirene, sibille e defunti vaneggianti, per alcuni versi e molti critici richiamate l’Ulisse di Joyce.
Un film, una sega mentale abissale, potenziata dai dialoghi al limite della comprensione, il cui esempio migliore è quello del protagonista con la consulente teorica, circa il denaro e la speculazione.
Gli incontri, i personaggi e le situazioni, sono tutti espedienti utilizzati in questo caso dal talentuoso, enigmatico e poliedrico Cronemberg, è lui stesso a trattare e sceneggiare l’omonimo racconto di Paul De Lillo, per il suo Cosmopolis.
Un Cronemberg narratore, che usa la camera come una penna  e mostra la violenza immateriale ed incontrollabile del caotico destino costruito per calcolo. David il canadese approda a questo dopo una serie di film sulla violenza materiale e sessuale, non totalmente assente anche ora, come History of violence e A dangerous Method (lo devo recuperare), per cui si deve accettare le imperfezioni e l’imprevedibilità della vita e neanche un genio può prevederle.
Un dramma difficile da digerire una peperonata cinematografica, di nicchia. Non solo per i principi di finanza virtuale, ma perché ribalta il mondo immanente degli spettatori e lo mostra all’opposto, donandogli un sentore di fantascientifico, pur non inserendo mai elementi materici sci-fi, di premonizione un avvertimento di Cassandra.
Bello, a basso budget e frustrante, anche perché l’immedesimazione riesce a metà causa eccessiva autorialità, considerando le tematiche e la trattazione, quasi fosse un prodotto totalmente artistico e privo dei ponti comunicativi per arrivare a tutti gli spettatori, anche se si ha la sensazione di essere davanti a un capolavoro esistenzialista da rivalutare nel tempo.

Il viaggio è iniziato e i topi si stanno moltiplicando a vista d’occhio… iniziamo bene, già stanno svalutando, manco fosse l’Euro.

P.S. quante visualizzazioni per aver citato Giannino, Pattinson e MILF nello stesso post?

Voto

8--/10

mercoledì 6 marzo 2013

Un fiasco Total... recall


ATTENZIONE SPOILER

Total Recall


Volevo dirvi che...Il film ha ricevuto una nomination alla Peggior attrice protagonista: Jessica Biel durante l'edizione dei Razzie Awards 2012


USA, Canada, 2012,130 min, avventura, azione, fantascienza, Regia Len Wiseman, Soggetto Philip K. Dick, Ronald Shusett, Kurt Wimmer, Jon Povill, Sceneggiatura Kurt Wimmer, Mark Bomback, Produttore Neal H. Moritz, Toby Jaffe, Produttore esecutivo Len Wiseman, Ric Kidney, Fotografia Paul Cameron, Montaggio Christian Wagner, Effetti speciali Double Negative Visual Effects, Legacy Effects, Baseblack, Centroid Motion Capture, Lip Sync Post, Moving Picture Company, Patrick Tatopoulos Design, The Senate Visual Effects, The Third Floor, Musiche Harry Gregson-Williams, Scenografia Patrick Tatopoulos


Starring: Colin Farrell, Jessica Biel, Kate Beckinsale, Bryan Cranston, Bill Nighy,John Cho, Steve Byers, Bokeem Woodbine, Dylan Smith

Trama

In un mondo post apocalittico solo 2 zone sono  vivibili: l'Unione Federale di Britannia e la Colonia. Douglas Quaid, operaio in una fabbrica di robot-poliziotti, sposato ma la vita non va come dovrebbe e forse non tutto è come ricorda lui. Esistono delle procedure, per vivere brevi momenti, vite alternative. Durante l'ultimo viggio qualcosa va storto e Quaid si trova ad essere ricercato dalla polizia, comandata dal Cancelliere Cohaagen, incontra una ragazza e inisieme iniziano a cercare la verità e la libertà, taratatataratà.


Il film come lo ha visto la Stronza


Una battaglia vedere questo film, mi ha fatta appisolare ogni volta in cui cercavo l'approccio.

Alla fine è risultato l’esempio di come sia meglio, se non si ha padronanza, amore incondizionato e conoscenza profonda dei cult anni ‘80-’90, di non riproporre con occhi del duemila e passa, film che trovano il proprio habitat in quegli anni, non in questi.
Infatti questo non è un semplice reboot, ma è il remake dell'omonimo film del '90 Atto di forza. Entrambi sono ispirati dal racconto breve di Philip Dick: Ricordiamo per voi.
Il regista, invece è lo stesso di Underworld e Underworld: Evolution e Die Hard - Vivere o morire, Len Wiseman, non un fiasco totale nella direzione, i problemi di questo film sono altri e più pesanti, tra i principali l'eredità del primo film e lo stesso racconto di Dick.

Ricordo con piacere la versione originale, una vera americanata spaccona, auto ironica e spassosa, piena di vera azione e Premio Oscar per i Migliori effetti speciali nel 1991, ma in grado, contemporaneamente, di far riflettere sulle potenzialità e le conseguenze di manipolare la memoria ed i ricordi e i disastri delle dittature economiche.

Per l'originale film era stato previsto un seguito:Rapporto di minoranza, in cui Quaid, portati alcuni mutanti, da Marte sulla Terra, con facoltà precognitive sarebbero stati in grado di prevedere i crimini. Il soggetto rimaneggiato divenne la base per Minority Report e i PreCogs presero il posto dei marziani.

Allora Arnold Schwarzenegger, pur dalle scarsi doti attoriali era dotato di una presenza scenica sicura. Oggi Colin Farrell è un valevole e valente attore, ma senza fisique du role.
Nel febbraio 2009 il produttore Neal H. Moritz in associazione con la Original Films riprese l'idea di realizzare un remake e in seguito, nel gennaio 2012, diffuse la sinossi ufficiale del remake, fedele al film originale ma senza i viaggi su Marte e forse anche questo tentare un approccio più realistico e meno fantascientifico ha fatto indebolire la lenza della storia.
Farrell è sempre bravo, la Backinsale buona e bona e tra i due hanno piazzato in mezzo la Biel in grado di neutralizzare le prove attoriali di qualsiasi altro attore, nel complesso il terzetto non regge il confronto con il magico trio cult Schwarzenegger-Ticotin-Stone
Jessica Biel è imbarazzante e neanche tanto bella. Fatela tornare a Settimo Cielo! 
Bella la regia da action movie, con buone inquadrature e zoomate repentine sui primi piani, ottimi gli effetti speciali iper realistici, la color correction è un po’ spinta e rende fumoso tutto il film, OK i costumi ed il trucco.
Però c’è qualcosa che stride e mi ha portata ad una visione dilazionata lunghissima e combattuta.
Non regge il confronto, neanche la donna tritettata va bene e non mi sento di consigliarlo, soprattutto agli amanti del genere, ma se si ha del tempo da ammazzare...

Voto
6,5/10






giovedì 21 febbraio 2013

Upside Down, tra alti e bassi

ATTENZIONE SPOILER

Film in uscita il 28 febbraio prossimoin 2D e 3D




Upside down, Francia, Canada2012, 107 min, drammatico, fantascienza, romantico
Regia, soggetto e sceneggiatura Juan SolanasProduttore Claude Léger, Dimitri Rassam, Aton Soumache, Jonathan Vanger, Alexis Vonarb, Produttore esecutivo Phil Hope, James W. Skotchdopole, Casa di produzione Jouror Productions, Onyx Films, Studio 37, Fotografia Pierre Gill, Montaggio Paul Jutras, Musiche Benoît Charest, Scenografia Alex McDowell, 

Starrimg: Kirsten DunstJim SturgessTimothy SpallJames Kidnie,Don Jordan
John MaclarenAgnieshka Wnorowska, Jayne Heitmeyer, Heidi Hawkins, Elliott Larson, Nicholas Rose, Larry Day, Vincent Messina, Holly O'Brien, Paul Don



Trama 


Due mondi, il Mondo di Sopra-ricco e quello di Sotto-strapoverocollepezzearcu*lo sono regolati da fisica newtoniana distinta ed opposta, ruotando entrambi attorno ad un unico sole. Due ragazzini appartenenti lei, Eden/Eve (solo in italia è Eve) al Sopra e lui Adam (viva l'originalità) al Sotto s'incontrano e si innamorano - mio nonno lo diceva sempre sopra al maschio ci vuole la femmina -.
La storia è clandestina, perché proibita dalle regole dei due mondi, anche per le leggi fisiche che li regolano e così, una volta scoperti i due vengono separati violentemente e lui crede lei morta per 10 anni, fino a quando lui non la rivede in Tv e decide di rivederla a tutti i costi ed escogita un piano che cambierà per sempre il destino di entrambi, sfruttando anche le conoscenze mistiche della zia defunta di Adam...


Il film come lo ha visto la Stronza



Pare che questo Juan Diego Solanas, figlio del più noto Fernando, gran regista argentino politicamente attivo e vincitore di numerosi premi internazionali, sia in gamba e in grado di creare chicche autoriali e poetiche cariche di simbologia alla Terry Gilliam. E' nato in Buenos Aires nel 1966 e poi trasferitosi a 11 anni in Francia ed ha aitato il padre nella creazione del film La Nube nel '98 e ha poi diretto il suo primo cortometraggio autoriale, L'homme sans tête nell 2001 osannato, pare sia una vera perla magica ed eterea, il suo primo film è Nordeste nel 2005.
Perché faccio una tale premessa?
La verità è che se pensate vi possa interessare il film e meglio che non leggiate questa recensione. Spero non vi siate creati delle aspettative elevate, il rischio di aspettative tanto alte e che cadendo risulteranno pesantissime, come la mela in testa a Newton. 
Non mi è piaciuto.
Peccato, perché gli ingredienti per la ciambella con il buco c'erano tutti, invece mancava la teglia per cuocerla.
Mi spiego meglio... indubbiamente è un film dal fortissimo impatto visivo e grafico, in cui non manca la tecnica, le ambientazioni sono oniriche e dai richiami surrealisti, c'è la fantascienza e c'è l'amore. Un ampio spazio in cui, l'autore avrebbe potuto far vagare la propria fantasia, invece scrive una banalissima storia d'amore.
Insomma, tanto eccelle dal lato tecnico, una fotografia pennellata pastello, che passa dai toni freddi a quelli caldi, accompagnando gli stati d'animo dei protagonisti, tanto è piena di nonchalance che diventa buona la recitazione della Dunst, molto meno bene Sturgess, notevolmente sottotono, forse anche a causa dei dialoghi insipidi.
Si sarebbe potuto indagare il lato sociale della pellicola, parlando di sfruttamento, razzismo e ghettizzazione, si poteva sfruttare i due mondi in modo da indagare anche le regole della fisica alla base della loro esistenza e creare qualche difficoltà in più ai protagonisti ed approfondire la simbologia di cui è intrisa la pellicola e i cui indizi potranno essere compresi solo da chi ha una base di misticismo-esoterico e di arte.
Dunque tra i difetti della pellicola, oltre alla banalità della trama anche un po' di pretenziosità.
La storia si apre con la voce narrante di Adam, descrive il sistema in cui vive, unico per la doppia gravità dei due Mondi collegati tramite una struttura, tipo multinazionale, la TransWorld, causa della povertà di uno e della ricchezza di quello di Sopra.
Tre sono le fondamentali regole delle gravità: quello che appartiene ad un mondo è attratto dal centro di gravità del pianeta da cui proviene, la seconda è che il peso di un oggetto può essere controbilanciato dalla materia inversa e se per un lasso di tempo breve e sufficiente la materia è a contatto con quella inversa brucia.
Adam è un orfano di Sotto e sua zia Ella svela che il polline delle api, proviene da fiori di entrambi i mondi, e mostra singolari proprietà. Le api sono simbolo di vita per gli egizi, e simbolo di eterna rinascita ed operosità. 
Adam per le montagne e raggiunge una cima ed incontra Eden - in questo caso ca va sans dire - e i due, s'incontrano periodicamente e s'innamorano, ma la storia è proibita e pericolosa.
Fin qui tutto bene, il film mi stava piacendo, seppur con qualche riserva sulle regole e l'inviolabilità delle stesse. Come mai nessuno prima aveva mai tentato la rivalsa sul mondo di Sopra? Perché non ci viene mostrato e svelato di più dei mondi, degli usi delle abitudini, dei miti, sfruttandoli come espedienti nella narrazione?
Perché non spiegano meglio i rapporti lavorativi tra i due mondi nella compagnia, magari indagando nei ruoli secondari?
Tutto ruota attorno a questa storia d'amore sciatta. Tanto potenziale sprecato. Un film di cui non so se parlare bene o male e il cui unico punto di forza è il notevole impatto visivo.

Voto emotivo 5

riflettendo:
6-/10

Twitter Followers

networkedblogs